Chi l'ha detto che le gomme invernali sono meglio delle estive?

Fateci caso: negli ultimi anni, non passa autunno che si parli dell'opportunità di montare le gomme invernali, ricordando che ormai sono talmente progredite rispetto al loro...

9 novembre 2010 - 7:56

Fateci caso: negli ultimi anni, non passa autunno che si parli dell'opportunità di montare le gomme invernali, ricordando che ormai sono talmente progredite rispetto al loro debutto (una ventina di anni fa) da andare meglio di quelle normali anche quando non nevica. Basta che il termometro scenda sotto i sette gradi. Tutto vero, ma solo se si fanno le dovute distinzioni. Infatti, occorrerebbe condurre test comparativi tra le gomme “estive”, quelle invernali e alcuni modelli “intermedi” (cosiddetti “all weather”) in varie condizioni tipiche dell'inverno. Quindi, non solo a temperature prossime allo zero ma anche sui 10 gradi: in genere le gomme invernali si tengono montate dai primi di novembre fino a tutto marzo e in questo lasso di tempo, soprattutto in pianura e al Sud, il termometro può arrivare anche a 10-15 gradi. Senza contare che non sono pochi i signori che dimenticano di rimontare le gomme estive persino quando fa caldo, come ha dimostrato la campagna preventiva “Pneumatici sotto controllo”, portata avanti da Polizia stradale e Assogomma: in questo caso è un autentico disastro, perché, oltre a peggiorare il comportamento del veicolo, si accentua anche l'usura della gomma (e pensare che le invernali di per sé non sono dispendiose, se si considera che mentre sono montate si evita di consumare le estive di cui già si dispone).

Le cose si complicano ulteriormente se consideriamo che ormai pure quelle che sbrigativamente chiamiamo gomme “estive” tendono a specializzarsi: ci sono quelle a basso attrito (che si stanno diffondendo anche di serie su alcuni modelli, ora che le case automobilistiche stanno molto attente ai consumi per prepararsi a prendere meno multe possibile sulle emissioni di CO2 sopra i futuri limiti fissati dalla Ue) e le runflat (che consentono di proseguire per almen0 80 chilometri dopo una foratura e sono disponibili in versione invernale solo in pochissimi casi).

Purtroppo non mi risultano prove così esaustive. Mi appoggio allora a un articolo di Altroconsumo di questo mese, in cui si limitano a confrontare gomme invernali ma se non altro si pongono un minimo il problema, pubblicando un grafico-confronto con le frenate da 100 all'ora sull'asciutto a 20 gradi, sul bagnato a 10 gradi e sulla neve. Sarebbe stato preferibile se si fossero ricordati di fornire qualche dettaglio in più su come hanno effettuato i test (almeno quali modelli di auto e di gomme hanno utilizzato), ma in soldoni ne esce che pure la superiorità dell'invernale sul bagnato, di cui tanto si parla, a 10 gradi si riduce a soli tre metri. E non mi stupirei se, scegliendo un pneumatico estivo molto buono, il risultato s'invertisse.

Un problema che invece emerge dai test (compreso quello di “Quattroruote”, sempre sul numero di novembre) è che l'allargamento del mercato sta portando allo sbarco di produttori cinesi, che offrono prezzi molto bassi ma non ancora qualità al livello degli altri. Motivo in più per “convertirsi” alle invernali solo a ragion veduta, premiando i prodotti migliori.

fonte – mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com

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