Cavalcavia A1 Parma, auto precipita: e il guardrail?

Un'Opel Corsa è precipitata dal ponte di via Cremonese, nel Parmense: polemiche sull'assenza del guardrail

25 giugno 2012 - 6:00

Forse un colpo di sonno è all'origine dell'incidente mortale avvenuto nella notte (alle 4.45) di sabato 30 giugno sul calvalcavia dell'Autostrada A1, all'altezza di Parma (a Viarolo, al chilometro 103). La macchina, un'Opel Corsa, è precipitata dal ponte di via Cremonese, causando l'incidente sul sottostante tratto dell'A1 che ha provocato tre morti e otto feriti.

GIÙ DAL PONTE – Stando a una prima ricostruzione, la giovane (Fiorentina Zoto), addormentatasi al volante, ha invaso la corsia sud dell'Autosole impattando contro altri veicoli in transito. Tra questi, un'Alfa 147 dove si trovavano le altre due persone decedute nel sinistro, cioè Giacomo Carrera, 72 anni, e Concetta Aleo, 71 anni, entrambi siciliani di Caltagirone. A bordo con loro un'altra passeggera, rimasta ferita in maniera seria. Capottate in seguito all'urto una Renault Modus e una Ford Fiesta, sulla quale viaggiavano le persone rimaste ferite. Alla guida dell'Opel Corsa c'era una donna di origine albanese 27enne, residente a Parma. Mentre la ragazza percorreva la via Cremonese, al centro del cavalcavia la vettura ha prima sbandato e poi ha abbattuto la rete di protezione, finendo sulla carreggiata sottostante, centrando l'Alfa.

PROTESTE – “Chiediamo al ministero dei Trasporti, all'Anas e ai gestori autostradali di disporre una verifica straordinaria delle strutture di protezione installate su ponti e cavalcavia delle autostrade di tutta Italia – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi -. L'incidente avvenuto sabato notte ha dell'inspiegabile: le barre di protezione dovrebbero garantire in caso di impatto il contenimento delle auto ed evitare lo sfondamento e la caduta dei veicoli nelle corsie sottostanti. Per tale motivo riteniamo necessario effettuare controlli su tutte le strutture protettive dei cavalcavia, onde accertare il loro stato, l'effettiva capacità contenitiva e il livello di sicurezza a tutela degli utenti delle strade”. Ancora più polemico Tonino Morreale, membro dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada (gruppo prevenzione, sede Provinciale di Parma): “Per favore non usate il termine incidente. L'evento prevedibile non può essere definito incidente: tutti gli enti preposti erano stati da me avvisati della pericolosità dei cavalcavia parmensi. È dal 2008 che ho chiesto l'intervento sui pericolosi cavalcavia: naturalmente non se n'è fatto nulla… Condoglianze per la dignità delle istituzioni”.

SENZA PROTEZIONE – Se il gestore della tratta dov'è caduta la macchina, Autostrade per l'Italia (perché la responsabilità è proprio della concessionaria dell'arteria su cui scorre il ponte), avesse installato i guardarail sul cavalcavia, l'incidente si sarebbe risolto in un impatto sulla barriera. Con quali risultati? Difficile dirlo, di certo la macchina non sarebbe caduta dal ponte, e non avrebbe causato altri morti. Il problema è che al posto del guardrail lì c'è solo una grata, che al massimo può ostacolare il lancio di sassi dal cavalcavia. Fra l'altro, stando alle norme di costruzione delle strade, doveva esserci non un semplice guardrail, ma una barriera robusta, alta, massiccia, ossia un bordo-ponte, giacché in caso di uscita di strada il rischio (come appena verificatosi) è che il veicolo cada travolgendo altri mezzi. È vero che Autostrade per l'Italia ha investito parecchio per la sicurezza (ottenendo il via libera all'aumento dei pedaggi), ma forse ha trascurato i punti meno visibili…

1 commento

andrea
16:02, 25 giugno 2012

Solo in alcuni casi (ome questo) il guardrail può fare la differenza. Non bisogna contare su di esso ma piuttosto ogni automobilista dovrebbe essere in grado di guidare senza uscire dalla propria corsia. Infatti uscire dalla propria corsia può significare investire un pedone oppure può conseguirne uno scontro frontale con i veicoli in direzione opposta. In questi casi non è fattibile un guardrail, a meno che non vogliamo metterlo nelle nostra città per dividere il marciapiede dalla carreggiata o separare i sensi di marcia persino sulle provinciali

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