Cassazione: risarcimento a pedone che inciampa sul marciapiede

Cassazione: risarcimento a pedone che inciampa sul marciapiede Il tribunale di Acqui Terme stabilisce che il comune dovrà risarcire il pedone inciampato in un marciapiede mal ridotto

Il tribunale di Acqui Terme stabilisce che il comune dovrà risarcire il pedone inciampato in un marciapiede mal ridotto

11 Aprile 2011 - 10:04

Sindaco e manager amministrativo sono tenuti a vigilare sullo status delle strade di propria competenza. Lo ha deciso la Cassazione, confermando la sentenza del Tribunale di Acqui Terme, la quale attribuiva ai funzionari amministrativi la responsabilità per lesioni colpose subite da un pedone inciampato in una “bolla” del marciapiede.

L'ACCADUTO – Il cittadino che ha presentato ricorso nei confronti del comune ha avuto ragione, dopo essere caduto in una “bolla di materiale bituminoso” sul marciapiede, pericolosa poiché difficilmente individuabile e non segnalata in alcun modo. Il fatto che il pedone stesse indietreggiando, senza guardare dove metteva i piedi, non costituisce un'attenuante per il comune agli occhi del tribunale, che ha stabilito che solo un controllo adeguato da parte degli addetti al sistema di manutenzione avrebbe evitato il problema. Il comune ha cercato di giustificarsi, sostenendo che l'anomalia stradale risalisse a tempi non sospetti, probabilmente per scrollarsi di dosso l'omissione dei controlli. Ma anche se il problema non era mai stato segnalato da nessun cittadino, secondo i giudici il tutto poteva essere scoperto, e risolto, con un diverso e più incisivo sistema di controllo del territorio.

NEGLIGENZE AMMINISTRATIVE – Vige una norma di diligenza che impone agli organi dell'amministrazione comunale, rappresentativi o tecnici che siano, di vigilare secondo le proprie competenze il territorio, per evitare situazioni di pericoli ai contribuenti per via di manutenzioni non adeguate o controlli superficiali delle strade comunali (già un'altra sentenza del 2008 diede ragione ad un passante che inciampò su un dislivello privo di segnalazioni). Ciò che va sottolineato è, però, che la sentenza ha dato ragione al pedone una volta che è stata accertata la responsabilità (e quindi negligenza) dell'amministrazione, che ha il dovere di rimuovere le irregolarità da cui possono sorgere problemi per la circolazione degli utenti. Leggermente diversa sarebbe la questione qualora si trattasse di un ambito territoriale più esteso.

(in calce trovate la sentenza del Tribunale di Acqui Terme)

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