Cassazione: lo stress da multa va risarcito

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha condannato il comune di Perugia a risarcire con 100 euro un automobilista del capoluogo umbro, l'avvocato Umberto P. multato per sbaglio.ROMA, 13...

15 Febbraio 2004 - 04:02

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha condannato il comune di Perugia a risarcire con 100 euro un automobilista del capoluogo umbro, l'avvocato Umberto P. multato per sbaglio.

ROMA, 13 FEBBRAIO 2004 – Anche lo stress da multa può essere risarcito. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha condannato il comune di Perugia a risarcire con 100 euro un automobilista del capoluogo umbro, l'avvocato Umberto P., per il patema d'animo subito dopo essere stato ingiustamente multato per divieto di accesso in zona a traffico limitato. La Suprema Corte ha ritenuto giusto il risarcimento per lo «stress dovuto alla illegittima contestazione» fonte di «ansia» e «disagio» per l'automobilista che l'ha dovuta contestare.

I fatti risalgono al 25 settembre del '93 quando Umberto P. trovava sul cruscotto della propria macchina, una Fiat 126 momentaneamente parcheggiata in pieno centro storico, all'inizio di via Mazzini a Perugia, una contravvenzione per violazione dell'articolo 158 del codice della strada per «divieto di accesso in zona a traffico limitato». Il fatto è che l'automobilista, pur avendo fatto presente al vigile che lo aveva multato che la contravvenzione era illegittima visto che era munito di permesso per accedere al centro storico, non era riuscito a smuoverlo.

Una multa ingiusta per l'automobilista avvocato che ha deciso di dichiarare battaglia al comune di Perugia a suon di carte bollate.

Raccomandate, lettere di protesta non sono bastate a fargli togliere la multa. E così Umberto P. si è rivolto al Prefetto di Perugia che ha disposto l'archiaviazione. Ma tanta fatica e tanto stress, secondo il legale, erano meritevoli anche di un risarcimento a parte per lo stress da illegittima contestazione. risarcimento accordato dal giudice di pace di Perugia che il 26 aprile del 2000 condannava il comune di Perugia a rifondere l'automobilista stressato con 100 euro, a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali e non. Contro questa decisione ha protestato in Casazione il comune, sostenendo che non sussisteva il «fatto colposo».

La Terza sezione civile (sentenza 2689) ha respinto il ricorso del comune di Perugia, sottolineando che non sono «ipotizzabili le denunciate violazioni di legge processuale e di norme costituzionali». Del resto, ha aggiunto piazza Cavour, la motivazione che ha indotto a rifondere l'automobilista per lo stress da multa ingiusta «sussiste in concreto e non è meramente apparente».

Fonte: Il Giorno

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