Cassazione: il Codacons vince contro Allianz

Una sentenza ha sancito un principio importantissimo: un'associazione che difende i consumatori può chiedere per loro un risarcimento. A patto che non interpreti il diritto del singolo

6 settembre 2011 - 16:51

Storica vittoria dei consumatori (in realtà del Codacons che li ha rappresentati di fornte ai giudici) in una controversia legale che li ha visti contrapposti, in sede di corte di cassazione, alla compagnia assicurativa Allianz. Tale società, quando ancora si chiamava Ras, era stata oggetto (insieme ad altre compagnie) di un procedimento dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (il n° 8546 del 20 luglio 2000).

UN ROUND SFAVOREVOLE – Il Garante aveva sanzionato tutte le compagnie, Ras compresa, accertando che avevano creato tra di loro un “cartello” che, tramite intese occulte, aveva portato tra il 1995 e il 2000 a una crescita abnorme dei premi Rc auto. In conseguenza di ciò, il Codacons aveva portato di fronte ai giudici la Ras, chiedendo che la compagnia fosse condannata a restituire agli assicurati il 20% delle somme pagate per i premi nel periodo considerato e che le venisse impedito in futuro di opporsi a tale restituzione. Nel 2008, con la sentenza n° 681, la corte d'appello aveva respinto tutte le istanze del Codacons ritenendo che non avessero per oggetto l'interesse collettivo degli assicurati, ma la somma dei diritti individuali al risarcimento dei danni spettanti ai singoli. Il Codacons era quindi ricorso alla corte di cassazione che, con la sentenza n° 17351 del 18 agosto scorso, ha accertato la fondatezza delle sue richieste ribaltando la sentenza di secondo grado.

CONFERMATO IL POTERE DI RAPPRESENTANZA – In sostanza, i giudici hanno riconosciuto il diritto del Codacons a farsi interprete dei diritti collettivi, anche se hanno ribadito che non può chiedere risarcimenti per sé o per i singoli associati. Ecco un estratto della sentenza: «L'associazione Codacons, quale ente esponenziale degli interessi degli utenti dei servizi assicurativi, è legittimata a proporre le domande dirette a fare accertare la violazione delle regole della concorrenza; la nullità delle clausole contenenti la determinazione dei premi pattuite nel periodo a cui risalgono le violazioni; le modalità con cui la compagnia assicuratrice ha proceduto e procede al calcolo dei premi e la determinazione del criteri per il relativo di ricalcolo al fine di uniformare i corrispettivi a quelli che le compagnie assicuratrici avrebbero potuto determinare, in mancanza dell'intesa illecita. Può inoltre chiedere che vengano adottate le misure idonee a informare gli assicurati dei loro diritti, inclusa la pubblicazione della sentenza di condanna, trattandosi di domande che rientrano fra quelle tendenti ad eliminare gli effetti delle violazioni e ad imporre al trasgressore comportamenti conformi alle regole di correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali. il Codacons è altresì legittimato a proporre, ai sensi delle citate norme, le domande di restituzione e di risarcimento dei danni conseguenti agli illeciti concorrenziali, nei limiti in cui facciano valere l'interesse comune all'intera categoria degli utenti dei servizi assicurativi ad ottenere una pronuncia di accertamento su aspetti quali l'esistenza dell'illecito, della responsabilità, del nesso causale fra l'illecito e il danno, dell'esistenza ed entità potenziale dei danni (a prescindere dalle peculiarità delle singole posizioni individuali) e ogni altra questione idonea ad agevolare le iniziative individuali, sollevando i singoli danneggiati dai relativi oneri e rischi».

PRECEDENTE IMPORTANTE – La sentenza è importante perché fa piazza pulita dei tentativi delle compagnie assicurative di delegittimare l'opera della associazioni dei consumatori di fronte agli illeciti, associazioni che certo possono agire in maniera coordinata e con ben altro peso rispetto alle denunce dei singoli individui. Le decisioni della corte, tuttavia, costituiscono un significativo precedente anche in altri campi, e non solo in campo assicurativo, perché fanno aumentare di molti ordini di grandezza l'impatto in sede legale di entità come il Codacons, il cui intervento è sgraditissimo alle aziende al pari di qualsiasi, come per esempio la class action, altro che agisca da moltiplicatore di forze a favore dei consumatori.

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