Caso Goldoni, una sentenza che apre nuove strade

Sala gremita ed animi caldi nonostante il freddo che caratterizza ormaitutta Italia, per una conferenza dedicata ai locali autotrasportatori.il motivo della riunione presso la ditta CMAC di Taggia...

27 Novembre 2008 - 10:11

Sala gremita ed animi caldi nonostante il freddo che caratterizza ormaitutta Italia, per una conferenza dedicata ai locali autotrasportatori.il motivo della riunione presso la ditta CMAC di Taggia era la sentenzaottenuta in corte d'appello a Genova che apre uno spiraglio per lemolte persone fermate negli ultimi due anni per presunte violazionialle norme del codice della strada nell'uso degli autotrasportatori.Presenti, oltre agli avvocati della Goldoni, Anna Novelli e GiuseppeMascolo, anche Gino Ruozzi responsabile della ditta e Adriano Colangeliil locale concessionario di queste macchine.

Dal 2006 ad oggi si possono contare oltre un centinaio i fermi perquesti motivi, molte persone si sono viste elevare sanzioni pecuniarieper via sdi alcune presunte irregolarità nell'utilizzo delle macchineoperatrici. Un piccolo caos che ha portato sotto i riflettori i mezzidella ditta Goldoni che statistiche alla mano sarebbero stati iprincipali fermati per violazione all'articolo 58 del Codice dellaStrada: “Lemacchine operatrici sono macchine semoventi o trainate, a ruote o acingoli, destinate ad operare su strada o nei cantieri, equipaggiate,eventualmente, con speciali attrezzature. In quanto veicoli possonocircolare su strada per il proprio trasferimento e per lo spostamentodi cose connesse con il ciclo operativo della macchina stessa o delcantiere, nei limiti e con le modalità stabilite dal regolamento diesecuzione”.

Gli avvocati Anna Novelli e Giuseppe Mascolo, difensori per la Goldoni,hanno dichiarato: “Dopo una lunga battaglia legale ad oggi si intravedeuna possibilità di ottenere qualcosa di concreto per tutte questepersone che oltre alla sanzione amministrativa elevatagli si sono vistebloccare il mezzo anche per svariati mesi, con un notevole danno. Iltutto potrebbe essere riconducibile a quello che potremmo definire, uneccesso di zelo da parte delle forze dell'ordine. Ovviamente quantoemerso dalla Corte d'appello non costituisce una norma ma si tratta diun precedente, di una prima vittoria, di un primo passo per lasoluzione di un problema che sembra verificarsi solo nell'imperiesementre nel resto d'Italia non avviene niente di simile. Quello di cuiabbiamo parlato oggi alle molte persone protagoniste di questi episodisperiamo possa essere stato chiarificatore.

Quello che possiamo direadesso è che se qualsiasi persona fosse di nuovo fermata per questemotivazioni, si rivolga subito ad un legale e non si renda protagonistadi azioni, che potrebbero portare ad un peggioramento della situazione.L'intervento di un legale è più indicato, anche solo per riuscire adottenere nell'immediato la carta di circolazione, che ricordiamo neimesi scorsi in molte occasioni è stata tolta. Infine sconsigliamo discegliere la strada della sostituzione del mezzo, non è neanche questala soluzione da adottare, perchè non farebbe altro che avvalorarequanto contestato nel corso di questi anni vanificando quanto ottenuto.Dobbiamo proseguire in questa battaglia per tutte queste persone chehanno ricevuto un danno. Al momento non è escludiamo l'ipotesi diinstradare un'azione collettiva, dobbiamo valutare i profili diresponsabilità a fronte di un fatto che ha causato una diminuzione sulvenduto per la Goldoni e sul guadagnato per tutti quei lavoratoririmasti fermi, oltreché multati”.

Quanto è emerso ha risollevato gli animi delle circa 50 persone cheoggi hanno presenziato alla riunione. Nonostante le notizie positive,va ricordato che c'è la possibilità di essere ancora fermati in quantonon è stata creata una nuova legge in materia ma è stato dato un nuovoindirizzo giurisprudenziale. Inoltre rimane attivo lo spauracchio delricorso in Cassazione da parte del Ministero. Opzione che secondo ilegali potrebbe verificarsi anche se rappresenterebbe un rischio moltoalto a fronte di un soccombenza della parte del 100% vista anche ladisposizione nel fargli pagare le spese legali.

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