Carta di qualificazione del conducente: ma i corsi li fanno tutti?

"In molte autoscuole i corsi per il rinnovo della Carta di qualificazione del conducente non vengono svolti", ecco la denuncia raccolta da SicurAUTO

3 maggio 2013 - 11:35

A seguito delle segnalazioni di diverse autoscuole, abbiamo parlato con i responsabili di queste scuole guida e abbiamo scoperto un potenziale scandalo a livello nazionale. Avete mai sentito parlare dei corsi di formazione periodica per le CQC Carta di qualificazione del conducente (che abilitano al trasporto di persone)? In teoria, possono essere avviati già da un anno (dal 9 marzo 2012). Ma diverse autoscuole ci hanno segnalato che i controlli in materia sono inesistenti: quindi c'è il rischio che tali corsi restino solo sulla carta, creando non pochi problemi per la sicurezza stradale. Anche per i corsi di recupero dei punti della patente c'è da anni un rischio simile, ma qui parliamo di corsi per autisti che dovranno guidare bestioni di diverse tonnellate… 

DUE NOVITÀ – La CQC è un documento abilitativo in più rispetto alla patente, necessaria per tutti i conducenti che effettuano professionalmente l'autotrasporto di persone e di cose su veicoli per la cui guida è richiesta la licenza delle categorie C, CE, D e DE. Fra poco, andranno in scadenza, passati 18 mesi, le CQC rilasciate per documentazione agli autisti professionali di chi possedeva (alla data del 9 settembre 2008) i requisiti previsti dalla vigente normativa. Dal 9 marzo 2013, sono già iniziati i corsi di formazione periodica per i conducenti professionali di merci (sempre che non siano titolari anche di titolo professionale per il trasporto di persone e non abbiano già frequentato tale specifico corso periodico). Gli autisti di camion che sono titolari della Carta di qualificazione per il trasporto di merci che scadrà il 9 settembre 2014 possono già frequentare i corsi di formazione necessari per il rinnovo per i cinque anni successivi: i corsi durano 35 ore e non prevedono esame finale. Questo è un altro punto chiave: se non c'è nessun esame, non è necessario prepararsi a dovere, e non si è molto motivati a seguire i corsi.

CHI FA LE VERIFICHE? – Il corpo docente è costituito dalle figure professionali e dai nominativi dei docenti contenuti nell'autorizzazione richiesta alla motorizzazione. Se autorizzati alla sola parte teorica dei corsi di formazione iniziale, non è richiesta la presenza dell'istruttore nel corpo docente. L'allievo assente per un numero di ore superiore a 3, dovrebbe ripetere l'intero corso ai fini del rilascio dell'attestato di frequenza, con lezioni giornaliere di durata non inferiore a 2 ore e non superiore a 7 ore. In teoria, le Motorizzazioni dovrebbero effettuare le ispezioni periodiche per verificare l'effettivo, regolare e corretto svolgimento dell'attività di docenza, sia presso le autoscuole e i centri di istruzione automobilistica, sia presso gli enti autorizzati. Ma, ecco il guaio che SicurAUTO.it denuncia: ci sono alcune autoscuole che svolgono corsi immaginari, cioè senza la presenza del corsista: pertanto, il prezzo che richiedono al cliente si abbassa decisamente fino alla ridicola soglia di 90 euro (compreso il duplicato della CQC stessa). E perché, come ci segnalano le autoscuole, qualcuno fa il furbetto? Perché le Motorizzazioni non hanno i soldi per fare controlli. Con gravi conseguenze per la sicurezza stradale, visto che parliamo di conducenti di mezzi pesanti. Il secondo problema è la concorrenza sleale da parte di alcune autoscuole, che offrono i propri servizi a prezzi assurdamente bassi. Questo potrebbe portare le scuole guida rivali ad allinearsi e a piegarsi a questo sistema, pur di sopravvivere nella giungla dei costi ultra low cost.

UNA POSSIBILE SOLUZIONE – Ma allora, se diverse autoscuole temono che qualcuno faccia il furbo, quale soluzione immediata si potrebbe adottare? Le Forze dell'ordine, durante i normali controlli su strada, quando fermano per strada i conducenti con CQC, potrebbero verificare, tramite la carta tachigrafica, il foglio di registrazione del cronotachigrafo; oppure potrebbe analizzare il “foglio di servizio” per scoprire se, durante le ore del corso per la CQC, gli stessi autisti erano alla guida. Ovviamente, servirebbe una collaborazione tra Forze dell'ordine e Motorizzazioni, con controlli incrociati.

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