Tariffe Rc Auto: al Sud le polizze più salate

Lo rileva un'indagine di Altroconsumo basata sull'andamento del 2011 dei premi Rc Auto a Milano, Roma, Napoli e Palermo

29 dicembre 2011 - 15:50

Tariffe che continuano a crescere e disparità territoriale che penalizza il Sud del Paese: è questo il bilancio tracciato da un'inchiesta di Altroconsumo sull'andamento del 2011 dei premi Rc Auto a Milano, Roma, Napoli e Palermo.

50 COMPAGNIE – L'inchiesta ha analizzato la variazione dei premi medi di cinquanta compagnie assicurative per due profili di automobilista (un 35enne in classe 4 e un 40enne in classe 1, entrambi senza sinistri e assicurati da 10 anni). E' Napoli la città che ha registrato un aumento maggiore: rispetto al 2010 il premio pagato da un automobilista 40enne è aumentato del 4% e quello pagato da un 35enne è aumentato del 9,20% a fronte di un tasso di inflazione dell'1,5%. A Milano la situazione è leggermente migliore rispetto al Sud ma i rincari non mancano perché anche in questo caso le tariffe continuano a crescere: + 1,33% per un 40enne e + 0,38% per un 35enne.

DA 522 A 1300 EURO – Grande divario tra Nord e Sud quindi: un 35enne paga un premio medio di 1.309 euro a Napoli, 698 euro a Roma, 697 euro a Palermo e 522 euro a Milano. Aumenti record erano già stati rilevati da Altroconsumo nella fotografia scattata a dieci anni dall'entrata in vigore dell'euro in cui si erano rilevati picchi di rincari in settori nevralgici per il bilancio familiare tra cui anche l'Rc auto. L'indagine aveva mostrato un aumento dei premi negli ultimi dieci anni cresciuti a dismisura in città come Napoli (+122%) e Palermo (+77%).

I MOTIVI? – Per Altroconsumo sono molteplici i fattori che contribuiscono ad aumentare questa disparità tariffaria legata al territorio. Tra questi la ridotta presenza di alcune compagnie in alcune aree del Sud e la politica commerciale che punta ad assicurare automobilisti che hanno fatto pochi incidenti: il risultato è che chi abita al Nord ha molte più offerte tra le quali scegliere, mentre al Sud la concorrenza è scarsa e fa allineare le tariffe verso l'alto. Noi aggiungiamo che in Italia c'è una scarsa predisposizione al cambiamento, siamo clienti eccessivamente “passivi” e non siamo abituati a confrontare con attenzione le varie tariffe. Aggiungiamoci anche che l'Ania non ha mai dimostrato di voler contrastare realmente le frodi (un'altra delle problematiche croniche del mercato assicurativo italiano, specie al Sud) e la frittata e fatta.

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