Caro-benzina: ci mancava il pieno con il cartone sulla targa

A Dalmine (Bergamo), quattro automobilisti fanno il pieno al self service: per non pagare, coprono la targa: acciuffati

20 dicembre 2012 - 7:44

Da cosa si evince se un Paese è in crisi? Anche dai furtarelli, dalle furbate di pochi euro: un esempio recente è il tentativo di rubare benzina in un self service di Dalmine (Bergamo).

POKER MALDESTRO – Nella notte fra lunedì e martedì all'area di servizio Brembo Sud, non lontano dal casello di Dalmine sull'autostrada, in quattro sono stati denunciati per rapina impropria in concorso: nell'area di servizio (come racconta l'ecodibergamo), per non pagare il pieno di un'Audi A3, hanno effettuato il rifornimento con le targhe coperte dal cartone. Un colpo di 110 euro, ma il titolare della stazione di servizio si è accorto che qualcosa non andava, perché non riusciva a leggere le targhe dell'auto, inquadrata dalle telecamere di sorveglianza: è uscito, ha tentato di bloccare la macchina, senza successo. Sono seguite le minacce dei quattro, con l'Audi ripartita a tutta velocità; subito è scattato l'allarme, con la Polizia stradale di Seriate che stava aspettando l'Audi nei pressi del casello di Dalmine: i quattro sono stati bloccati, identificati e denunciati. Il guidatore (in quel momento) è un 28enne comasco: accanto, un marocchino di 26 anni; dietro, il fratello 17enne e un amico.

CRIMINI – È solo il più recente, e documentato, episodio di ciriminalità in un'area di servizio: al di là di auto che fanno il pieno con la targa coperta o alterata, un po' in tutta Italia si segnalano rapine e furti, coi ladri che agiscono spesso di notte scassinando le colonnine del self service per portarsi a casa il bottino. E talvolta, si tratta di rapine a mano armata con epiloghi drammatici. Tanto che la Figisc (l'organizzazione dei gestori di impianti di carburante di Confcommercio), ha più volte richiamato l'attenzione delle istituzioni: “Lo Stato deve garantire la sicurezza di chi, come i benzinai, lavora sulla strada e si trova coinvolto in una guerra senza trincee”. Di recente, la Confcommercio ha spiegato le tecniche utili a gestire il panico e mantenere la calma in situazioni di difficoltà in caso di rapina: i più colpiti sono farmacisti, tabaccai, benzinai e gioiellieri; l'orario a rischio è quello della chiusura, con gli aggressori che scelgono, principalmente, un taglierino come arma; l'azione criminale dura, in genere, non più di un minuto, ma spesso anche la pistola è protagonista, segno che la crisi rende i criminali più aggressivi.

1 commento

andrea
15:06, 22 dicembre 2012

Sono dei criminali, andrebbero rinchiusi per sempre, soprattutto perché se escono in tempi molto rapidi (come di solito avviene in Italia), continuano a commettere reati.

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