Carburanti: le novità del decreto liberalizzazioni

La nuova legge aumenterà la concorrenza tra i distributori e la trasparenza dei prezzi. Migliorerà anche la distribuzione del metano

23 gennaio 2012 - 8:00

Il decreto sulle liberalizzazioni in via di approvazione introdurrà novità significative nel mercato dei carburanti per autotrazione. L'intento è quello di stimolare la concorrenza tra i distributori a favore dei consumatori, aprendo però la strada anche ad alcune innovazioni che possono rappresentare delle opportunità per gli operatori del settore. Vediamo la situazione in dettaglio.

I GESTORI SI RIFORNIRANNO DOVE VOGLIONO – L'art. 18 comma 1 del decreto consente ai gestori che siano anche titolari della stazione di servizio di rifornirsi di carburante presso qualsiasi produttore o rivenditore di prodotti petroliferi. Nei nuovi contratti stipulati con il fornitore saranno considerate nulle le clausole che prevedono l'obbligo di acquistare i carburanti con eventuali vincoli di esclusiva. Per i contratti già in essere, invece, l'esclusiva non potrà riguardare più del 50% delle forniture, calcolate in base al carburante erogato l'anno precedente. I gestori non proprietari dell'impianto, invece, potranno rifornirsi liberamente fino al 20% del proprio fabbisogno, oppure dei litri venduti l'anno precedente. La violazione di queste regole potrà essere sanzionata. Saranno consentite le aggregazioni tra gestori per creare gruppi d'acquisto dal maggior potere contrattuale sia per l'approvvigionamento, sia per lo stoccaggio dei carburanti. In altre parole, verranno meno molti vincoli nei rapporti tra gestori e compagnie petrolifere e le relazioni contrattuali risulterannno, per così dire, “allentate”. I titolari e i gestori, inoltre, potranno accordarsi per il riscatto degli impianti da parte di questi ultimi. Gli accordi di indennizzo in questo senso potranno tener conto degli ammodernamenti, dei canoni d'affitto pagati e dell'avviamento commerciale. Infine, i gestori degli impianti, proprietari o meno, avranno la più ampia facoltà di vendere nei loro esercizi anche giornali, alimentari, tabacchi o qualsiasi altra merce senza alcuna limitazione, se non quelle imposte dal rispetto delle norme. Per consentire l'introduzione di queste novità, il decreto ha disposto la completa riscrittura dei commi 12, 13 e 14 dell'art. 28 della legge 111 del 15 luglio 2011.

PIÙ METANO PER TUTTI – Il comma 6 dell'art. 18 del nuovo decreto sulla liberalizzazione introduce significative novità per la diffusione degli impianti di distribuzione del metano per autotrazione. Il testo prevede che entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto dovranno essere adottate misure volte ad agevolare l'apertura di nuove stazioni di erogazione di questo gas. In concreto, si provvederà a velocizzare i tempi di allacciamento dei nuovi impianti alla rete di distribuzione e a ridurre gli oneri relativi a questa operazione. Gli sforzi si concentreranno in particolare nelle aree dove non esiste ancora un'adeguata diffusione degli impianti.

CHIAREZZA SUI PREZZI – I commi dall'1 al 4 dell'art. 20 del decreto contengono disposizioni volte a migliorare le modalità di comunicazione al pubblico dei prezzi del carburanti. In particolare, entro 60 giorni dall'approvazione della legge di conversione del decreto verrà definita la nuova metodologia di calcolo del prezzo medio del lunedì dei carburanti erogati con modalità di rifornimento “non servito”. Nelle stazioni di rifornimento, la cartellonistica con i vari prezzi dovrà riportare quelli in modalità “non servito” senza indicazione di sconti. I valori dovranno essere riportati secondo un ordine preciso: dall'alto verso il basso, gasolio, benzina, gpl e metano. I prezzi dei carburanti speciali e quelli erogati in modalità “servito” dovranno essere indicati su cartelli separati e riportare le differenze rispetto a quelli erogati in modalità “non servito”, con due cifre decimali dopo la parte intera.

FUORI CITTÀ, SELF SERVICE SENZA LIMITI – L'Art. 19 del decrto prevede una certa liberalizzazione dell'attività degli impianti di rifornimento self-service. Per arrivare a tale risultato è stato modificato il comma 7 dell'art. 28 della legge 111 del 15 luglio 2011. Il nuovo testo dispone che l'obbligo di presenza del personale in tali stazioni di rifornimento non sia limitata al solo titolare della licenza o ai suoi dipendenti: sarà sufficiente che vi siano dei “collaboratori”. Inoltre, in fondo all'articolo viene aggiunta una parte di testo che vieta, negli impianti di distribuzione posti al di fuori dei centri abitati, ogni vincolo o limitazione all'utilizzo continuativo, anche senza assistenza, delle apparecchiature per il rifornimento self-service e con pagamento anticipato del carburante.

1 commento

Giuliano
14:37, 23 gennaio 2012

Qualcuno dovrebbe spiegare a Monti che le stazioni di servizio e le pompe carburanti sono per il 90% di proprietà delle compagnie petrolifere.

Se un esercente decidesse di acquistare il carburante da un fornitore diverso da quello proprietario della stazione, verrebbe immediatamente privato degli strumenti di lavoro!

Ecco un altro esempio di liberalizzazione fasulla!

Per risparmiare sul carburante è necessario eliminare le accise e i compensi statali!

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