Carburanti: in Italia i prezzi più alti dell'Unione europea

In Italia le accise sui carburanti aumentano di continuo e ora abbiamo i prezzi di benzina e gasolio più alti dell'Unione europea

16 dicembre 2011 - 8:00

L'escalation delle accise sui carburanti che si è registrata in Italia piazza il nostro Paese al primo posto, nell'Unione europea, per i prezzi di benzina e gasolio. Un primato assai poco invidiabile, tanto più se si pensa che solo un anno fa eravamo decimi.

UN ANNO DI RINCARI – Tenetevi forte, si decolla. A gennaio 2011, in Italia, il prezzo della benzina era al decimo posto tra i 27 Paesi dell'Unione europea, e quello del gasolio si classificava sesto. Per le imposte (accise e Iva), l'Italia si collocava al dodicesimo posto per la benzina e al nono per il diesel. Ma ad aprile e giugno sono arrivati gli aumenti delle accise (6 centesimi/litro in più, Iva compresa). Poi, altri rincari delle accise sono arrivati a fine ottobre (1,1 centesimi/litro in più con Iva). Con il più recente ritocco delle accise (+9,9 centesimi/litro per la benzina e +13,6 per il gasolio, sempre con Iva) i prezzi italiani sono ora i più alti nell'Unione. E l'ammontare delle imposte della benzina è il più elevato: sul gasolio siamo secondi. È quanto emerge da uno studi del sindacato Figisc (Federazione italiana gestori impianti stradali carburante). E non finisce qui: il 2012 si annuncia altrettanto doloroso per chi fa il pieno.

QUANTO AL LITRO? – Con le manovre fiscali del 2011 sui carburanti, siamo a 1,675 euro/litro per la benzina e a 1,662 per il gasolio: questa la media nazionale stimata per la rete italiana il 7 dicembre.

CLASSIFICA – Ecco la classifica dei prezzi alla pompa di benzina e gasolio nell'Unione europea espressa in euro/litro

BENZINA:

Italia 1,675;

Grecia 1,638;

Olanda 1,607;

Danimarca 1,572;

Regno Unito 1,545;

Finlandia 1,535;

Belgio 1,529;

Svezia 1,523;

Portogallo 1,516;

Germania 1,509.

 

GASOLIO:

Italia 1,662;

Regno Unito 1,641;

Svezia 1,552;

Grecia 1,515;

Irlanda 1,447

Ungheria 1,446;

Danimarca 1,434;

Belgio 1,430;

Germania 1,421;

Repubblica Ceca 1,418.

LA QUESTIONE DEI CONFINI – Tutti gli Stati che confinano con l'Italia hanno un carico di imposte sui carburanti inferiore a quello italiano (con l'eccezione della Svizzera per il solo gasolio). Quindi, varcando la frontiera si risparmiano da 13 a 31 centesimi al litro, a seconda del Paese. Si registra quindi un forte afflusso oltrefrontiera di italiani residenti in zone vicine al confine, che trovano conveniente varcarlo per fare rifornimento nella rete distributiva degli altri Paesi. È il caso, per esempio, del Friuli Venezia Giulia confinante con Austria e Slovenia, Paesi dove il risparmio è tra i 36 ed i 40 centesimi/litro per la benzina e tra i 19 ed i 30 centesimi per il gasolio. Si calcola che i cittadini residenti in zone di confine, spinti dalla necessità di risparmiare, spenderanno al di fuori del sistema economico nazionale qualcosa 600 milioni di euro l'anno, e il Fisco non incasserà più le relative imposte, che si stimano in 310 milioni di euro annui. Ci attendiamo inoltre (e molto presto) le proteste delle centinaia di gestori delle stazioni di servizio italiane confinanti, che vedranno diminuire drasticamente i loro affari.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto usate: gli italiani preferiscono ancora le diesel

Pneumatici nuovi: emettono idrocarburi per 3.000 km

Incidenti stradali in Europa: 6 mila bambini, le vittime in 10 anni