Carburanti: il Decreto liberalizzazioni abbasserà i prezzi?

Quella che riguarda i carburanti è una delle parti più complesse del Decreto "Cresci Italia": i nostri dubbi sulla sua efficacia

24 gennaio 2012 - 8:00

La distribuzione dei carburanti in Italia è una materia tremendamente articolata, dove numerose regole nazionali convivono, sovrapponendosi a norme locali: ora, col Decreto “Cresci Italia” del Governo Monti, le cose si sono ulteriormente complicate. Abbiamo spulciato con calma il Decreto: le conseguenze che ne abbiamo tratto è che grandi benefici per il consumatore non ce ne saranno.

NON PER TUTTI – Lo svincolo dell'esclusiva di fornitura è dato solo ai gestori-proprietari del punto vendita: questi possono comprare carburante da qualsiasi Compagnia. E qui si apre un altro problema: quanti sono esattamente i gestori-proprietari? Si stima siano circa 500 su 12.000. In più, vengono confermati i nuovi contratti alternativi, da concordare in sede sindacale e depositare al ministero. A parte che va dimostrata l'efficacia di una norma del genere, se i fornitori coinvolti sono solo i gestori-proprietari escluse le pompe bianche, allora non si tratta di una liberalizzazione di tutto il sistema.

NON OIL – Altra questione importante, la liberalizzazione del non oil. Cosa riguarda? Già oggi alcuni distributori possono vendere caramelle e giornali, per capirci. C'è la liberalizzazione anche per i tabacchi, ma solo su superfici di impianto maggiori di 1.500 metri quadrati. Inoltre, il Decreto conferma le altre attività. Insomma, la montagna ha partorito il topolino.

SELF SERVICE – La liberalizzazione totale (ossia senza presidio del gestore) riguarda i self service 24 ore su 24, fuori dai centri abitati. Nulla di rivoluzionario, in alcune occasioni esistono già di fatto.

CARTE – Ecco un altro fronte bollente, che potrebbe non essere digerito dai sindacati dei benzinai: scatta la sospensione della gratuità delle carte di pagamento (articolo 28 del Decreto), come il Bancomat, utilizzate dagli automobilisti quando fanno rifornimento. E in questo caso, non si capisce in che senso la norma dovrebbe avvantaggiare i consumatori.

10 CENTESIMI? – Da più parti, si fanno previsioni: col Decreto, il prezzo di un litro della benzina calerebbe a breve di 10 centesimi. Sarà. Ma se il 70% se ne va in tasse e Iva, l'impresa di combattere il caro carburante appare titanica, con una simile “liberalizzazione”.

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