Carburante: chi paga la commissione del bancomat?

I sindacati dei gestori lanciano una campagna a favore del ripristino della gratuità delle carte di pagamento per i rifornimenti

16 febbraio 2012 - 10:00

S'infiamma la battaglia dei gestori di benzina contro una parte del Decreto liberalizzazioni: un sindacato, la Figisc, lancia una campagna di sensibilizzazione nei confronti degli automobilisti sul ripristino della gratuità delle carte di pagamento per i rifornimenti sotto i 100 euro effettuati con moneta elettronica (leggi bancomat e carte di credito). C'è un volantino che verrà essere esposto o distribuito presso gli impianti degli associati.

DA NOVEMBRE 2011 – Infatti, la gratuità delle carte di pagamento era stata inserita nell'accordo dell'8 novembre 2011 sul bonus fiscale sottoscritto tra Figisc e Governo, poi tradotto nell'articolo 34 della Legge 183/2011. Successivamente, la legge 214/2011 (“Salva l'Italia”) aveva confermato quella regola, almeno sino alla fine di settembre 2012. Il motivo? Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della Legge (ossia entro il 31 marzo 2012), si sarebbero dovute “scrivere” le regole tra banche, gestori della moneta elettronica e associazioni di categoria dei gestori di tutte le attività. Obiettivo, assicurare una riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti in relazione alle transazioni effettuate mediante carte di pagamento. Inoltre, sino a settembre, i ministeri di Sviluppo economico ed Economia avrebbero dovuto monitorare gli effetti di questa nuova determinazione delle regole. In caso di risultato positivo, le nuove regole avrebbero dovuto essere applicate anche al settore della distribuzione carburanti.

ECCO IL PROBLEMA – Il Decreto liberalizzazioni (24 gennaio 2011) contiene un articolo (il 27), che sospende la gratuità delle carte di pagamento dalla data di pubblicazione del Decreto stesso. Spostando le date già previste dalla norma precedente, per 14 mesi congela (secondo la Figisc) l'applicazione della gratuità. Alla fine di quel termine, si tirano le somme: c'è stato un contenimento dei costi di commissione? Allora la norma della gratuità verrà abrogata in via definitiva. E così il costo del pieno salirà ancora, se fatto con bancomat o carta di credito (i costi, come sempre, ricadono sui consumatori).

PRESSING – La Figisc ha quindi ha quindi chiesto in tutte le sedi, compresa l'audizione in Senato dello scorso 8 febbraio, che la norma venga ripristinata in sede di conversione in Legge del Decreto. Insomma, i sindacati in pressing sul Parlamento perché cambi il testo fornito dal Governo. Chi la spunterà?

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