Car2go Roma: prova su strada

Abbiamo provato il car sharing car2go, come normali cittadini, nel traffico di Roma. Ecco come è andata

9 maggio 2014 - 17:44

Prendere un'auto in un punto qualsiasi del centro città, utilizzarla per il tempo necessario, parcheggiarla e lasciarla lì dove si trova, ma senza esserne proprietari. È questo il concetto, sintetizzato al massimo, su cui si basa il car sharing, ovvero la condivisione delle auto. Ovviamente bisogna anche pagare per il suo utilizzo, la mobilità senza costi (suole escluse) è solo quella a piedi, ma l'utilità di un servizio come questo, soprattutto in certe metropoli, può essere davvero altissima. Anche in Italia ci siamo arrivati, partendo da Milano (dove abbiamo già provato il servizio) e proseguendo con Roma, dove il car2go è attivo da qualche settimana. Il servizio è fornito da una società privata (Daimler), che è stata la prima a rispondere alla gara di appalto indetta dal Comune di Roma. Per questo e anche per le dimensioni particolarmente adatte al traffico cittadino, le auto sono tutte Smart.

IL CAR2GO A ROMA – L'accoglienza del pubblico romano è stata molto calda, con la soglia dei 35.000 iscritti già superata. Del resto a Roma la domanda di mobilità è altissima, ma i servizi e le infrastrutture sono molto deficitarie, come sa bene chi usa i mezzi pubblici, per non parlare del traffico, spesso caotico e poco incline a seguire le regole del Codice della Strada. Proprio per questi motivi è lecito avere un po' di scetticismo sul reale funzionamento del servizio, che in teoria è stato pensato molto bene, ma va testato su un campo difficilissimo.

TUTTI IN FILA EDUCATAMENTE – Ci siamo iscritti al car2go come normali utenti privati, usufruendo della promozione-lancio (ora terminata), che abbuonava il costo di iscrizione di 19 euro e regalava 30 minuti di noleggio. La prima parte dell'operazione è stata effettuata rapidamente via computer, mentre per ritirare fisicamente la card personale ci siamo dovuti recare in uno dei punti dedicati, quello permanente della fermata Metro Cipro nel nostro caso. Un po' di coda per ritirare la tessera ce la aspettavamo, ma la calma e l'educazione delle persone in fila, ci hanno abbastanza sorpreso, più che a Roma sembrava di stare a Londra.  Questo accadeva qualche giorno fa, mentre ieri ci siamo trovati per la prima volta in condizione di dove usare il car2go.

PROCEDURA 'EASY' – Il treno dal quale stavamo per scendere era in arrivo alla Stazione Tiburtina e, per le esigenze del momento, il taxi era l'unica soluzione alternativa. Invece abbiamo scaricato rapidamente l'app car2go dallo store di Android e prenotato una Smart a 150 metri dalla stazione; sarà 'occupata' per 30 minuti. Pochi minuti di cammino e la vediamo, è un po' sporca ma in ottime condizioni. Appoggiamo la member car sul parabrezza, in corrispondenza del lettore e in 30 di secondi l'auto si apre. Una voce ci accoglie e ci invita a leggere le istruzioni sul display del sistema di infotainment, che sono molto chiare. Sono pochi passaggi, una valutazione sulla pulizia interna ed esterna dell'auto, l'eventuale comunicazione di danni non dichiarati e poi l'inserimento del PIN. Mettiamo in moto e partiamo.

MANCA IL BLUETOOTH – La Smart del car2go è tecnicamente uguale a tutte le altre, quindi nessun problema alla guida. L'allestimento è essenziale, ci sono il navigatore e il climatizzatore ma purtroppo manca il vivavoce Bluetooth per telefonare a mani libere. Guidiamo circa un'ora nel traffico romano del tardo pomeriggio e siamo più osservati di qualunque supercar. Addirittura, ai semafori più di una persona ci bussa sul vetro per avere informazioni. Arriviamo sotto casa, impieghiamo cinque minuti per trovare un parcheggio 'buono' sulle strisce bianche, spegniamo la Smart ed eseguiamo una procedura ancora più corta per chiudere il noleggio, che termina effettivamente solo quando si passa la card sul lettore dietro il parabrezza. Per essere pignoli riapriamo la app e controlliamo, la nostra ex-Smart è già disponibile. Ci avviamo verso casa con un sorriso strano e la sensazione di essere un po' nel futuro.

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