Car surfing: c'è scappato il ferito grave

Al termine di una festa, a Mantova, una ragazza riparte in auto con l'amico aggrappato al tetto. Macchina fuori strada e uomo in rianimazione

27 agosto 2012 - 6:00

Viaggiare aggrappati al tetto dell'auto, o sulla macchina in piedi, per esibire il proprio coraggio agli amici: è il car surfing (vedi video in basso), traducibile come “cavalcare l'auto”, così tanto pericoloso che c'è appena scappato il ferito grave. Nella notte fra il 20 e il 21 agosto, in quel di Mantova (Mottella di San Giorgio), al termine di una festa a base di alcol, una ragazza è ripartita in macchina con l'amico aggrappato al tetto; le vettura è finita fuori strada, lui è grave (in rianimazione), mentre lei è stata denunciata per guida in stato d'ebbrezza e lesioni gravissime, e le è stata sequestrata la vettura.

PURA FOLLIA – Dopo una serata trascorsa tra bar e sagre paesane, un 35enne è salito sul tetto dell'auto come un surfista, mentre l'amica era al volante: per la precisione, la vettura s'è schiantata contro una recinzione e un albero, mentre l'uomo è stato catapultato a un centinaio di metri. Una follia, un rischio elevatissimo di morire, o di passare il resto della vita sulla sedia a rotelle. L'allarme è stato lanciato da più segnalazioni arrivate a Polizia e Carabinieri, in base alle quali, vicino al centro culturale Pertini, c'era un'auto che costituiva un pericolo enorme per tutti. I testimoni raccontano di due persone, un uomo e una donna, che, a bordo di una Mitsubishi Colt, sono andati a sbattere contro una recinzione tra via Virgilio e via Nenni, dopo accelerate, zigzgagate e derapate. Con l'uomo che, sul tetto dell'auto e aggrappato alle portiere, si è lasciato trasportare dall'auto in corsa. Appena le Forze dell'ordine si sono messe alla ricerca della macchina, è stato facile trovarla: vedendo una ragazza camminare ubriaca e in stato confusionale, hanno capito che il veicolo era nei paraggi. Trovandolo infatti in mezzo a un campo incolto, dove è finita dopo aver abbattuto una recinzione e una pianta. Cento metri più in là, steso a terra, un uomo che perdeva molto sangue dalle orecchie e dal naso e non era cosciente. Trasferito in Neurochirurgia a Brescia, è emerso che ha riportato fratture al cranio, a una mano e a un piede. La ragazza, sottoposta all'alcoltest, aveva due grammi di alcol per litro di sangue, addirittura il quadruplo di quanto consentito dal Codice della strada.

“GIOCHI” PER DEFICIENTI – Non ci sono numeri ufficiali nel nostro Paese, ma occorre attenersi alle cronache: il fenomeno del car surfing, probabilmente nato negli States e imitato negli altri Paesi, non riguarda solo i giovanissimi nel mondo, dal momento che anche i 35enni (come nell'ultimo caso) possono essere attratti da questa specie di roulette russa. Secondo una ricerca americana, risulta che dal 2008 negli USA sono stati accertati 58 morti causati dal car surfing, più 41 feriti gravi. Il 70% degli incidenti ha coinvolto maschi, specie tra i 15 e i 19 anni. Una volta su due, muore qualcuno. È anche difficile da capire se c'è uno stretto collegamento fra alcol e car surfing: vien da pensare che, se sobri, non ci si espone così tanto al pericolo. Forse c'è anche il desiderio dei ragazzi, in Italia, di imitare quanto fanno i coetanei all'estero: di recente, negli USA, il car surfing su un SUV enorme è finito in tragedia, con l'auto ribaltata e in fiamme, e i due ragazzi sul tetto morti carbonizzati. Il 19enne alla guida, in lacrime in tribunale, aveva descritto il filmato amatoriale che ripercorre gli ultimi attimi prima dell'incidente, costato la vita ai suoi due amici 18enni. Può darsi che incida pure la voglia di emulare gli stuntmen nei film d'azione, così abili a cavalcare le macchine. D'altronde, non è l'unico “gioco” per deficienti importato dagli Stati Uniti: in Europa va forte anche la moda di stare in bilico su altissimi piloni di cemento sospesi nel vuoto. Per non parlare del balconing (gettarsi dal balcone in piscina).

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