Car sharing: cresce in Europa

Il numero degli utenti e la flotta dei veicoli in car sharing in Europa sono destinati a crescere

8 aprile 2014 - 8:00

Servizio di “auto in condivisione”, meglio noto come car sharing: è già boom, e prepariamoci a un'ulteriore crescita. A Missione Mobilità, un evento organizzato a Milano, è stata appena presentata la ricerca della società di consulenza globale, AlixPartners, sullo sviluppo dell'auto condivisa in Italia, Europa e USA. Il numero degli utenti e la flotta dei veicoli in car sharing in Europa, e in Italia in particolare, sono destinati nei prossimi anni a crescere in modo significativo. Nel Vecchio Continente la Germania è oggi il Paese in cui “l'auto condivisa” è più diffusa, mentre Roma e Madrid sono i fanalini di coda tra le capitali. Il primato nazionale spetta a Milano, dove il servizio si sta rapidamente diffondendo. A spingere gli automobilisti verso l'abbandono della proprietà e l'utilizzo del proprio veicolo sono principalmente gli elevati costi di gestione e manutenzione.

DAL MERCATO USA – La ricerca prende le mosse dall'analisi del mercato statunitense, dove il car sharing è un fenomeno consolidato nelle grandi aree metropolitane, e passa in esame lo scenario europeo e nazionale, che negli ultimi nove mesi ha vissuto uno sprint destinato a modificare il quadro della mobilità delle due principali città del Paese e le abitudini dei loro cittadini, con l'obiettivo di tracciare possibili linee di sviluppo dei servizi di car sharing in Italia nel prossimo futuro. Dalla ricerca emerge come la diffusione della formula dell'auto condivisa sia effetto dell'azione congiunta di alcuni fenomeni, tra cui la crescente urbanizzazione, la congestione delle città, l'aumento continuo del costo del carburante e delle spese di gestione della vettura e il palesarsi di nuovi costi aggiuntivi (ZTL, requisiti di circolazione, tasse). Capitolo a parte è dedicato alle nuove generazioni, meno propense a prendere la patente e che oggi percorrono in auto meno chilometri. La minore disponibilità di reddito le rende, inoltre, più sensibili ai costi di gestione e al solo utilizzo dell'auto come valida alternativa all'acquisto. L'uso sempre maggiore degli smartphone, infine, facilita e velocizza l'adesione e la gestione del servizio di car sharing.

MILANO IN ASCESA – Gli utenti di car sharing in USA ed Europa sono oggi circa un milione, ma nei prossimi anni la flotta di veicoli aumenterà nel Vecchio continente in maniera più significativa che in America, raggiungendo i 70.000 veicoli nel 2017 (vs i 32.000 degli USA) e i 130mila nel 2020 (vs i 50mila degli USA). Entro il 2020 gli utenti toccheranno quota 8 milioni in Europa e 4 negli USA. Restando ai giorni nostri, a fine 2013 la Germania risulta il Paese in cui il car sharing è maggiormente diffuso, con oltre 37 città servite, una crescita del 37% dal 2012 a oggi, quasi 800mila utenti e oltre 13mila veicoli sul territorio. Tra le capitali europee, Berlino (2.300 vetture e 207.000 utenti) può vantare il primato assoluto dell'auto condivisa, seguita da Londra (2.250 veicoli e 120mila utenti) e Parigi (2.000 veicoli e 105mila utenti); ancora in fase di start up Roma (120 veicoli e 2.500 utenti) e Madrid (8.000 utenti e 130 veicoli), dove, però, nei primi mesi del 2014 hanno preso avvio nuove iniziative destinate a imprimere una forte accelerazione. A livello nazionale il primato spetta a Milano che a fine 2013 poteva contare su una flotta di oltre 1.500 vetture e oltre 90mila utenti. Una leadership guadagnata rapidamente nella seconda metà dell'anno scorso e destinata nel 2014 a rafforzarsi ulteriormente.

LE RAGIONI DEL SUCCESSO – A spingere gli automobilisti verso l'auto condivisa è, in primis, il fattore economico: oltre la metà (56%) degli utenti indica come principale motivo della scelta il costo elevato di acquisto dell'auto e gli ingenti oneri connessi alla sua gestione e manutenzione; solo il 23% fa riferimento alla riduzione dell'inquinamento atmosferico. Altro punto di forza del car sharing, oltre alla convenienza economica, è la facilità di accesso al servizio, evidenziato dal 36% degli utenti. Non mancano le aree critiche da migliorare, tra le quali i clienti indicano la non disponibilità di un veicolo sempre e comunque (46%), la mancata presenza della propria auto preferita (25%) e il dubbio che il car sharing non porti effettivamente a un risparmio nel lungo periodo (21%). Quello economico resta il fattore chiave su cui puntare anche per aumentare la diffusione del servizio: oltre il 53% inizierebbe a utilizzarlo o lo userebbe più spesso se fosse meno costoso, mentre il 18% lo userebbe se gli operatori offrissero qualità più alta e veicoli più affidabili. Comunque il 64% degli utenti prevede di incrementarne l'utilizzo nel prossimo anno.

L'ALTRO LATO DELLA MEDAGLIA – La ricerca evidenzia come le nuove formule di mobilità siano destinate a sconvolgere gli equilibri del mercato automobilistico: il 51% degli utilizzatori dichiara, infatti, che grazie al car sharing ha evitato di acquistare un'auto nuova e il 45% prevede di farlo in futuro. La tendenza ad evitare l'acquisto tra gli utilizzatori del servizio è maggiore nelle grandi aree metropolitane con alta densità di popolazione. Tali condizioni sono ottimali per la diffusione del servizio, anche per le possibili economie di scala che consentono. In Europa, e più ancora che in USA, la forte crescita degli utenti di car sharing determinerà quindi nei prossimi sei anni una significativa perdita nella vendita di auto nuove, stimabile in circa 1,2 milioni per gli Usa e in oltre 2,9 milioni per l'Europa.

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