Camionista ubriaco fradicio e col cronotachigrafo tarocco: aiuto!

La Polstrada ferma un camionista: era ubriaco fradicio, e aveva il cronotachigrafo truccato

26 giugno 2013 - 6:00

A pensarci, vengono i brividi: il 20 giugno scorso, un camionista viaggiava ubriaco fradicio, e per giunta col cronotachigrafo truccato (quindi, barando sulle ore di riposo previste per legge). Per fortuna, la Polstrada lo ha fermato e multato.

OPERAZIONE DELICATISSIMA – Come spigea Roy Pietrucci (sottosezione Stradale Forlì) all'Asaps, è stata una pattuglia della sottosezione Polizia stradale di Forlì, su segnalazione di decine di utenti in transito lungo la carreggiata sud dell'autostrada A14, a intercettare un autoarticolato che – poco dopo l'uscita di Forlì – sbandava, dalla prima alla terza corsia di marcia. Un Tir che a massima velocità procedeva zigzagando. Gli operatori, dopo aver messo in sicurezza il traffico rallentandolo e distanziandolo dal mezzo pesante in questione, riuscivano a fermarlo in una piazzola di sosta: operazione delicatissima.

ETILOMETRO “BOOM” – L'autista, un signore di 56 anni, barcollante, con un alito fortemente vinoso, appariva in evidente stato di ebbrezza alcolica. I due stradalini procedevano all'accertamento con etilometro. Risultato, 2,62 grammi per litro: ubriaco fradicio. Attenzione, per i conducenti professionisti c'è la tolleranza zero (non possono bere neppure un goccio prima di guidare) e non vale l'usuale limite di mezzo grammo di alcol per litro di sangue.

SECONDA “BATOSTA” – Non basta: grazie anche a una pattuglia della Stradale di Ravenna, dotata di apparecchiatura elettronica per il controllo dei cronotachigrafi digitali, il mezzo pesante risultava essere fermo da circa 2 giorni ininterrottamente fino al momento del controllo compreso. Il trucco? La solita calamita installata sul sensore di movimento del veicolo per alterare il dispositivo. Premesso che in passato la Polstrada ha fermato guidatori italianissimi ubriachi e col cronotachigrafo tarocco, va detto che il camionista in questione, per la cronaca, è lituano, e questo impone una riflessione: in molti Paesi, i controlli e la sicurezza sono inefficaci, e può darsi che una certa cultura dell'illegalità venga poi esportata sulle nostre strade.

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