Camionista confessa: multatemi, non ne posso più!

Un camionista ha finto un incidente per farsi multare. E rivalersi sul proprio datore di lavoro

7 agosto 2013 - 6:00

Una messa in scena (quasi) perfetta per rivalersi sul proprio datore di lavoro. È quella architettata da un camionista pochi giorni fa.

A CACCIA DELLA SANZIONE – Domenica sera, infatti, un uomo ha contattato la Polstrada di Genova: “C'è stato un incidente. Sono al volante di una Yaris e un grosso camion mi ha appena urtato e ha proseguito la marcia. Fermatelo!”. Questa la richiesta ricevuta dal Centro operativo della Stradale genovese. Subito, una pattuglia veniva inviata a Sestri Levante, in A12, per poi intercettare il Tir che stava fuggendo. Pareva un caso di pirateria stradale. L'autoarticolato veniva effettivamente fermato, verso le ore 20, in una piazzola subito dopo Chiavari. D.L., l'autista di 36 anni originario della toscana e alle dipendenze di una ditta di trasporti pisana, ammetteva subito di essere conscio del fatto di non poter circolare, visto che la domenica vige il divieto di circolazione per i mezzi pesanti. E fin qui, la strategia del camionista pareva vincente. Gli agenti cercavano tracce riconducibili al presunto incidente con la Yaris e chiedevano al Centro operativo di telefonare al numero dell'automobilista che aveva dato l'allarme. Dopo qualche secondo, sorpresa, il telefonino del camionista iniziava a squillare, così che il guidatore del bisonte era costretto a svelare il trucco: lui stesso aveva inventato la storia dell'incidente fingendosi alla guida della Yaris che, a questo punto, era esistita solo nella sua fantasia.

IL VERO MOTIVO – D.L. crollava davanti agli agenti e confessava di aver inventato tutto nella speranza di essere fermato dalla Stradale: il suo datore di lavoro lo costringeva infatti a circolare nelle giornate vietate. Perdipiù, gli doveva 10.000 euro, con la moglie dalla quale si era separato che reclama gli alimenti. Insomma, il conducente del Tir voleva solo rivalersi nei confronti del suo capo. Risultato. patente e carte di circolazione ritirate e sospese, 419 euro di sanzione e una segnalazione per procurato allarme. Un tentativo di inguaiare il padrone sfruttatore, che si è invece rivelato un tremendo boomerang.

UN FENOMENO DIFFUSO – Quello dei camionisti sfruttati, costretti a turni massacranti, è comunque un fenomeno consolidato in Italia. Basti pensare che ci sono organizzazioni che si occupano di alterare i cronotachigrafi digitali dei veicoli industriali: presentano registrazioni difformi dai tempi di effettivo utilizzo dei veicoli accertati dagli agenti. I cronotachigrafi digitali registrano i dati acquisiti su un hard disk e su una tessera, denominata “scheda conducente” che riassume tutta l'attività di guida compiuta dal titolare. Il sistema può memorizzare i dati identificativi del veicolo, la distanza percorsa, i periodi di guida e di riposo del conducente, le anomalie di funzionamento, i guasti e la velocità istantanea del'automezzo. In caso di controlli da parte delle Forze dell'ordine, i dati possono essere trascritti su un supporto cartaceo e devono essere conservati per legge dalle imprese di autotrasporto. L'alterazione del cronotachigrafo, che permette di registrare una velocità del veicolo inferiore a quella effettiva e di non rispettare l'alternanza pausa-guida dei conducenti prevista per legge, fornisce a tali imprese un importante vantaggio competitivo costituito dalla riduzione dei costi fissi del trasporto. Ciò si traduce in un indebito beneficio economico nei confronti della concorrenza, ma anche in una minore tutela dei conducenti, la cui attività di guida può così prolungarsi oltre il consentito. Inoltre, la sicurezza stradale viene messa in serio pericolo: alterare gli strumenti aumenta per aggirare i limiti di velocità aumenta il rischio di incidenti stradali. In un Tir da 44 tonnellate, per esempio, l'aumento di velocità da 80 a 90 km/h si traduce in un allungamento degli spazi d'arresto di 20 metri, dei quali 17 imputabili all'azione frenante e altri 3 ai tempi di reazione dell'autista.

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