Cambiomarcia, la gestione organizzata dell'auto in conto vendita

Le auto oggetto di compravendita tra privati sono un milione l'anno. Ma ora c'è un sistema che permette ai professionisti di partecipare all'affare

22 maggio 2012 - 17:48

All'Automotive Dealer Day di Verona abbiamo appreso dell'esistenza di una start up nel campo dell'automotive, cioè di una nuova azienda, nata però dall'intraprendenza di operatori già lungamente presenti nel settore, che propone una soluzione strutturata e innovativa per gestire le auto in conto vendita. Ecco di che cosa si tratta, con una premessa per inquadrare ciò di cui stiamo parlando.

UN MARCATO ENORME CHE SFUGGE AGLI OPERATORI PROFESSIONISTI – Sono circa un milione l'anno le vetture usate che vengono rivendute tra privati senza transitare dai professionisti della compravendita, concessionari e salonisti generici. I motivi possono essere molteplici, ma il principale di solito è una valutazione troppo bassa, da parte di entrambi le tipologie di rivenditore, offerta al cliente che si presenta con il suo usato e intende acquistare un'altra vettura. Oppure, capita anche che l'auto del cliente sia scarsamente commerciabile e che il professionista ne rifiuti il ritiro poiché ritiene che le probabilità di riuscire a rivenderla siano bassissime. In questo modo, però, un'enorme numero di vetture sfugge completamente alle reti di vendita che potrebbero anche trarre profitti dalla loro commercializzazione, senza contare che un cliente che si vede rifiutare la permuta potrebbe anche rinunciare a comprare la nuova vettura o rimandarne l'acquisto a quando riuscirà effettivamente a piazzare la sua. In questi casi, talvolta i venditori ricorrono allo strumento del “conto vendita”, ossia invitano il cliente ad affidare a loro la rivendita dell'auto già posseduta, ma senza che il suo valore venga scalato dal prezzo di quella nuova o usata acquistata o da acquistare. Si tratta, in altre parole, di una vendita per procura che non fa rischiare capitali al concessionario, ma che riversa tutti gli oneri sulle spalle del cliente. Quest'ultimo, infatti, se il venditore non riesce a piazzare l'usato, dovrà riprenderselo, oppure accontentarsi di una quotazione bassissima pur di “farlo fuori”. Insomma, il conto vendita è una soluzione di ripiego che in qualche caso non risolve il problema e talvolta genera sgradevoli discussioni tra il venditore, che non può accettare di tenere in carico in eterno un usato invenduto non suo che oltretutto si deprezza col passar del tempo, e il cliente, che confidava nella professionalità del venditore stesso per disfarsi del suo usato, ma che rimane deluso quando il cliente non si trova. Senza contare il compenso una volta che l'auto è stata venduta, anch'esso oggetto talvolta di discussioni per evitare le quali non di rado il venditore rinuncia a incassare la somma relativa al suo disturbo.

CONTO VENDITA STRUTTURATO – La nuova società di cui parlavamo si chiama Cambiomarcia ed è nata a Cesenatico (Forlì Cesena) dall'intraprendenza di un venditore di auto usate che prestava la sua opera in una concessionaria Opel e Hyundai locale e che quindi conosce bene il problema. La neonata azienda, partecipata dal concessionario stesso, si occupa della gestione professionale dell'auto in conto vendita facendo da intemediario tra il privato che la propone e l'altro interessato ad acquistarla. Il primo affiderà la vettura a Cambiomarcia che, in cambio di un corrispettivo modesto (49 euro per un mese, 89 per tre mesi e 129 per sei mesi) gestirà per il periodo prescelto tutte le attività finalizzate alla sua rivendita: compilazione dello “stato d'uso” per determinare lo stato di efficienza della macchina, creazione di un annuncio di vendita da proporre tramite internet o altri canali, trattative con l'eventuale acquirente interessato e, infine, vendita effettiva, con l'espletamento di tutte le pratiche, comprese quelle relative al reperimento di un finanziamento rateale e di una garanzia sui guasti se il cliente lo desiderasse. A vendita effettivamente conclusa, e solo in quel caso, il vecchio proprietario dell'auto riconoscerà a Cambiomarcia una somma, predefinita e concordata in anticipo, per il servizio d'intermediazione. Il sistema è attualmente utilizzato dalla concessionaria stessa che ha contribuito a crearlo insieme al suo ex-dipendente, il quale dichiara che in sei mesi sono state intermediate con successo 67 vetture. Cioè, un volume più che soddisfacente. Il sistema Cambiomarcia viene attualmente offerto in franchising (è soggetto a un contributo di affiliazione “una tantum” e a uno mensile per il pagamento dei servizi di supporto) non solo ai concessionari o ai rivenditori professionsiti, ma anche a qualsiasi operatore che abbia buone motivazioni e un piccolo spazio a disposizione per contenere qualche vettura.

I VANTAGGI PER IL CONCESSIONARIO… – Tramite il sistema Cambiomarcia, i professionisti (concessionari o salonisti) possono usufruire di alcune benefici. Il primo è quello di offrire al cliente-venditore un servizio professionale per la rivendita di un'auto che altrimenti non verrebbe ritirata con acquisto diretto, il che facilità comunque la vendita di un'altra vettura molto di più che un secco rifiuto alla permuta. Il servizio, però, è a sua volta retribuito, ha criteri e costi chiari per entrambe le parti, è regolamentato con documentazione a norma di legge e genera un introito definito per il concessionario stesso. Inoltre, è molto probabile che chi acquista l'auto (ma anche chi la vende) decida di servirsi dell'officina del concessionario per i lavori di ripristino della macchina eventualmente concordati tra le parti, il che può generare introiti supplementari per l'officina o carrozzeria interni. Inoltre, per ogni compravendita effettivamente conclusa, il servizio genera l'acquisizione di due nuovi clienti che domani potrebbero benissimo diventarlo direttamente della concessionaria per l'acquisto di altre auto nuove o usate dello stock di proprietà.

…E QUELLI PER IL CLIENTE – Chi acquista un'auto intermediata da Cambiomarcia accede a una tipologia d'acquisto dove fa comunque la sua comparsa un operatore professionale di solito estraneo alla compravendita privato-privato, che può così offrire la sua consulenza, l'esistenza di uno stato d'uso della vettura compilato da un meccanico che si presume esperto e il reperimento di un'eventuale finanziamento e di una polizza assicurativa sui guasti. Inoltre, il cliente può accedere a una maggiore scelta di vetture rispetto allo stock del venditore e l'acquisto di un'auto intermediata da Cambiomarcia avviene sotto un “ombrello” di servizi con contenuti certamente più professionali e strutturati di quanto non avvenga in una compravendita tra due privati. Tuttavia, proprio sotto gli aspetti “garanzia” e “stato d'uso” si cela qualche incognità che potrebbe ritorcersi verso gli ideatori di Cambiomarciasotto forma di controversie.

IL PROBLEMA DELLA GARANZIA – Il documento di stato d'uso della vettura, infatti, in quando compilato da un meccanico professionista che “fotografa” (e mette nero su bianco) le sue condizioni, potrebbe configurarsi come un elemento utile a generare nell'acquirente, riguardo a ciò che sta acquistando, un'aspettativa sulle caratteristiche che il documento riporta e che l'auto deve quindi avere. Il che significa che, in caso di controversia tra il precedente proprietario e il nuovo acquirente su eventuali difformità tra le vere condizioni dell'auto (per esempio, una percorrenza reale superiore a quella dichiarata o la mancata-ridotta efficienza di un componente) e il documento che la descrive, il concessionario che ha compilato lo stato d'uso tramite la sua officina potrebbe essere chiamato a risponderne. Se poi la vettura viene intermediata da un non concessionario che si serve di un'officina esterna per l'esame del veicolo, potrebbe essere quest'ultima a essere chiamata in causa, introducendo quindi un quarto soggetto nell'eventuale controversia. Inoltre, non va dimenticato che il Codice del Consumo, trattando della conformità dei bene ai contratti stipulati (soggetta all'obbligo della garanzia) afferma, all'art. 129, che tali beni devono avere le qualità che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi tenuto conto delle dichiarazioni pubbliche sulle loro caratteristiche “fatte al riguardo dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante”. Quindi, anche da chi ne tratta la commercializzazione in conto vendita. In altre parole, pure l'intermediario potrebbe essere chiamato a rispondere della garanzia di conformità, esattamente come qualsiasi venditore professionista materialmente proprietario dell'auto e che la venda direttamente. E poiché su queste materie si nota sempre più di frequente l'intervento dell'Antitrust, la cui azione è assai più rapida rispetto a quella della magistratura, un pronunciamento di tale autorità a ribadire il principio in un caso del genere provocherebbe, quasi certamente, un allineamento immediato e doveroso delle sentenze dei giudici sulla materia, sia quelli di pace, sia quelli ordinari.

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