Bus belga si schianta in Svizzera: morti 22 bimbi

L'incidente è avvenuto all'ingresso di una galleria autostradale. Risultano deceduti i due autisti e altre 4 persone. Probabile il colpo di sonno

14 marzo 2012 - 9:54

Gravissimo incidente in Svizzera, sull'autostrada A9, all'altezza di Sierre, nella zona del Vallese. Un autobus belga con a bordo due scolaresche in gita che facevano ritorno nel loro Paese s'è schiantato contro l'ingresso di una galleria.

BILANCIO TRAGICO – Il bilancio del sinistro è di quelli che probabilmente faranno parlare di uno dei più gravi incidenti sulle strade svizzere, se non il più grave in assoluto: 28 i morti tra i quali, purtroppo, 22 bambini di due scuole di Lommel e Heverlee, cittadine ubicate nel nord del Belgio. Risultano deceduti anche i due autisti del bus e altre quattro persone, mentre vanno messi in conto anche altri 24 bimbi feriti. Le squadre di soccorso hanno lavorato tutta la notte per soccorrerli, evacuandoli anche con il ricorso agli elicotteri.

FORSE IL KILLER È UN COLPO DI SONNO – I testimoni indicano che l'autobus era di costruzione recente, quindi le prime indicazioni autorizzano a escludere ragionevolmente il guasto tecnico, tuttavia sempre possibile. Piuttosto, le ipotesi si focalizzano su un colpo di sonno del conducente, forse unito alla velocità elevata. Quel che è certo è che il veicolo, come si vede dall'immagine che pubblichiamo, è andato quasi completamente distrutto, con l'assale anteriore divelto e rientrato verso la zona passeggeri. Ciò indica che la velocità al momento dello schianto era comunque sostenuta e che non c'è stata frenata oppure che si è verificata in ritardo, senza che il bus potesse rallentare più di tanto. Se è andata così, l'ipotesi del colpo di sonno è la più probabile. I maggiori danni al bus, una vera devastazione, sono sul lato destro, dove ha urtato l'ingresso della galleria. Quindi, molto probabilmente non c'è stato un “serpeggiamento” del veicolo sulla sede stradale, ma una sua deviazione più o meno repentina verso il limite destro della carreggiata, e anche questo potrebbe avvalorare l'ipotesi del colpo di sonno-killer.

OCCORRE FARE DI PIÙ – Non è noto a quale carico di lavoro fosse stato sottoposto il conducente del bus belga in termini di ore di guida consecutive, ma va comunque rilevato che di autisti a bordo ce n'erano due. Quindi, se di vero colpo di sonno s'è trattato, è dimostrato che qualsiasi accorgimento per scongiurarlo deve passare per il buon senso del conducente, al quale compete comunque, in mancanza di validi dispositivi tecnologici a bordo (uno potrebbe essere, per esempio, il riflessometro) l'autovalutazione della sua condizione di idoneità alla guida. Ed è anche dimostrato che il colpo di sonno è ancora oggi uno dei più feroci nemici da battere per chiunque si trovi alla guida di un veicolo. Amara ironia della sorte: proprio pochi mesi fa l'Ufficio Svizzero per la prevenzione degli infortuni aveva indicato nella cosiddetta “turbosiesta”, cioè in un breve sonnellino, uno dei metodi più efficaci per scongiurare il pericolo di addormentarsi al volante. Il metodo certo può essere valido, ma evidentemente occorre fare molto di più per evitare un evento che, a parte la ricostruzione ancora incerta della dinamica dello schianto di Sierre, continua a insanguinare le strade.

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