Buche stradali: ecco come spariranno dalle strade italiane

Una macchina progettata per chiudere a regola d'arte le buche è stata avvistata a Torino ma il costo del mezzo frena l'entusiasmo degli automobilisti

2 settembre 2013 - 7:00

Rattoppare una buca stradale piuttosto che rifare da capo l'intero nastro di asfalto è la soluzione più veloce, economica e indolore adottata un po' ovunque, in Italia e anche fuori. Tanto che l'azienda svizzero-tedesca Aebi Schmidt ha interamente progettato la macchina SR800 allo scopo di riparare rapidamente le voragini che si aprono sull'asfalto al passaggio di auto e mezzi pesanti. Il Comune di Spoleto ne ha già una operativa sul territorio ma molti altri, come Torino, sarebbero riluttanti ad acquistarla per problemi economici.

FA TUTTO DA SOLA – Troppe volte abbiamo denunciato l'incuria delle strade che indissolubilmente mina la sicurezza di automobilisti e centauri. Molti incidenti, infatti, si sarebbero potuti evitare se le buche sull'asfalto fossero state chiuse in tempo, anche con una toppa, senza scomodare alti organi istituzionali per redarguire i Comuni sulla messa in sicurezza delle strade. A Spoleto però le cose sembrano andare diversamente ora che la macchina tappa-buche dovrebbe risolvere il problema sul nascere. La SR800 è infatti una macchina operatrice che racchiude in un solo mezzo tutti gli strumenti e gli uomini che servono a riparare buche anche profonde sull'asfalto dissestato, senza provocare ingorghi per una limitata operazione di manutenzione. Dall'interno della cabina è lo stesso autista ad effettuare le riparazioni con l'ausilio di un joystick per comandare il braccio multifunzione.

LE TOPPE SONO PIU' RESISTENTI – Il braccio telescopico comandato dal conducente è in grado di sfaldare il materiale disgregato, pulire la buca, prepararla alla stesura della toppa e chiudere la buca con risultati eccellenti. Stando alle dichiarazioni degli amministratori torinesi fatte a La Stampa, le riparazioni sarebbero migliori delle toppe convenzionali  e a distanza di mesi resisterebbero al passaggio delle auto senza segni di cedimento. La particolarità di questa macchina è che mantiene costantemente a una temperatura tra 40 e 60 °C l'emulsione bitumosa (soprannominata idrobit) in una cisterna di 800 litri con il sistema di raffreddamento del motore o un sistema elettrico ausiliario durante le soste. In una sola giornata la macchina riuscirebbe a coprire solo 200 metri quadrati, pochi per rifare interamente il fondo stradale ma adeguati a ripristinare centinaia di trappole mortali. La posa del composto bitumoso, mischiato a materiale inerte calcareo o basaltico, presenta però qualche inconveniente. Secondo i tecnici del Comune di Torino, la macchina spargerebbe troppo asfalto oltre la buca da riparare, tale da necessitare la presenza di qualcuno, oltre all'operatore della SR800, che ripulisca l'eccedenza dopo la riparazione. Ma le preoccupazioni che chiudono del tutto le porte a un possibile acquisto da parte del Comune sono di natura economica e non tecnica.

NON CI SONO SOLDI PER COMPRARLA – Il prezzo di ogni SR800 è 270 mila euro, un costo che le casse comunali torinesi non possono sostenere e anche l'ipotesi di un appalto a breve termine sembra vacillare, se si considera che la Schmidt assembla la SR800 solo su ordinazione e in almeno 6-7 mesi. Come riporta La Stampa, l'idea del Comune sarebbe quella di indire una gara d'appalto, come per il rifacimento delle strisce pedonali, e obbligare le aziende che vogliono aggiudicarsi il lavoro a munirsi di questi mezzi speciali. Fin qui nulla di eclatante se non che il problema, ormai noto, è che le gare d'appalto si vincono sempre al ribasso dei prezzi e non al rialzo della qualità e ancora una volta si finisce per dare un prezzo alla sicurezza e alla vita del malcapitato pedone che inciampa e muore. La soluzione al problema delle buche assassine finalmente sembrerebbe a portata di mano, sono “le braccia corte” che non permettono di afferrarla.

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