BRUXELLES – ARRIVANO LE MULTE SENZA FRONTIERE!

BRUXELLES - Salvare 5.000 vite ogni anno nei 27 Paesi dell'Unione europea attraverso un'operazione facile a dirsi ma finora impossibile a farsi: colpire sempre e comunque in Europa,...

16 marzo 2008 - 23:07

BRUXELLES – Salvare 5.000 vite ogni anno nei 27 Paesi dell'Unione europea attraverso un'operazione facile a dirsi ma finora impossibile a farsi: colpire sempre e comunque in Europa, indipendentemente dal Paese di immatricolazione dell'autoveicolo, i responsabili delle più gravi infrazioni del codice della strada, in primo luogo l'eccesso di velocità, la guida in stato di ubriachezza, il mancato uso delle cinture di sicurezza.

E anche chi passa con il rosso non potrà più sperare di farla franca solo perché si trova all'estero. E' questo l'obiettivo per il quale la Commissione europea, grazie alla proposta di direttiva messa a punto dal commissario responsabile per i trasporti, Jacques Barrot, ha deciso di scendere in campo dopo aver constatato che da soli gli Stati membri non sono stati finora in grado di risolvere il problema.

Ma Bruxelles è passata all'azione anche alla luce di una drammatica realtà ricordata dai numeri messi nero su bianco nel documento che l'esecutivo comunitario varerà, salvo imprevisti, mercoledì prossimo e che l'Ansa è in grado di anticipare. Il traguardo fissato nel 2001, cioé dimezzare il numero dei morti sulle strade entro il 2010, quasi certamente non riuscirà a essere tagliato. Nel 2007 il trend discendente che negli ultimi anni era stato registrato dal numero delle vittime della strada nei 27 Paesi Ue (meno 6% nel 2004 e meno 5% nel 2006) si è arrestato. Lo scorso anno i morti sono stati tanti quanti l'anno precedente, cioé 43.000. E' come se in Europa ogni settimana, scrive Bruxelles, cinque aeroplani di medie dimensioni si schiantassero al suolo.

Secondo le indicazioni raccolte da Bruxelles, l'impunità assicurata finora ai pirati della strada transfrontalieri – cioé coloro che commettono infrazioni in un determinato Paese guidando un'auto o un camion immatricolato in un altro Paese Ue – ha contribuito a rendere in parte inefficaci le azioni di repressione delle infrazioni, specie quelle gestite tramite strumenti come l'autovelox e prove fotografiche in genere. A spingere la Commissione Ue a intervenire per colpire con maggiore efficienza i responsabili di certe infrazioni è stata anche un'altra serie di dati.

Dalle elaborazioni condotte è emerso che circa il 70% di morti sulle strade è causato dalla velocità eccessiva (30%), dall'alcool (25%) e dal mancato uso delle cinture (17%). Da qui la decisione di proporre ai 27 di realizzare, entro un anno dal varo della direttiva, una rete informatica per lo scambio di informazioni tra tutti i Paesi Ue che consenta alle autorità dello Stato in cui è stata commessa l'infrazione, nel caso in cui non sia stato possibile contestarla immediatamente al conducente, di risalire rapidamente al proprietario del veicolo.

E di procedere quindi direttamente alla notifica dell'infrazione attraverso un modello standard in cui saranno indicate anche le procedure da seguire per fare fronte alle sanzioni imposte – che saranno quelle previste dal codice della strada del Paese dove è avvenuta l'infrazione – o per procedere alla loro contestazione. Il proprietario del veicolo potrà-dovrà anche indicare chi effettivamente era alla guida nel momento in cui è stata riscontrata l'infrazione.

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