Brescia – “La prima soluzione ai guai è avere più ciclisti in strada”

Statistiche alla mano, i due provvedimenti più efficaci per la sicurezza dei ciclisti e di tutti gli utenti della strada sono l'incremento del numero dei ciclisti stessi sulle strade e la ...

30 settembre 2010 - 10:50

Statistiche alla mano, i due provvedimenti più efficaci per la sicurezza dei ciclisti e di tutti gli utenti della strada sono l'incremento del numero dei ciclisti stessi sulle strade e la riduzione della velocità nei centri urbani da parte dei veicoli a motore attraverso la diffusione delle cosiddette «zone 30» (come limite di velocità) e delle «isole ambientali».

Se nel secondo caso il perché è facilmente comprensibile, il primo forse un pò meno: «Sono le statistiche a dirlo e il motivo c'è – spiega Giorgio Guzzoni, presidente degli Amici della Bici -: se sulla strada ci sono tanti ciclisti, l'automobilista tende in qualche modo a controllarsi, se invece sono pochi l'incontro con il ciclista diventa inaspettato».

L'AUMENTO del numero di spostamenti in bicicletta non hanno a che fare con il Codice della Strada ma con politiche apposite. Su questo piano la Fiab rileva che ben poco continua a essere fatto e non è quindi un caso se l'Italia è tra i fanalini di coda in Europa per quanto riguarda gli spostamenti in bicicletta. Rispetto alla situazione in città, Guzzoni tratteggia un quadro di «luci e ombre». «Il primo piano della mobilità ciclabile risale al 2000 – ricorda -. Nel corso degli anni sono stati fatti diversi interventi. La rete delle piste è stata estesa, è stato introdotto il servizio di noleggio gratuito BiciMia, è stato costruito il bel parcheggio per biciclette in stazione». Poi, però, c'è stato un rallentamento nelle politiche a favore della mobilità ciclabile. Che, sottolinea il presidente degli Amici della Bici, «non è legato solo al cambio di Amministrazione, ma è iniziato prima». Ora pare che ci sia un ritorno di sensibilità. «Sappiamo che è in fase di elaborazione un nuovo piano della mobilità ciclabile cittadina – afferma Guzzoni -, elaborato dall'assessorato con il contributo di diverse associazioni, tra cui la nostra. Sulla carta rappresenta un passo avanti rispetto a quello del 2000 e il principio di fondo su cui si basa è la messa in sicurezza dei percorsi esistenti». Nel frattempo Guzzoni vorrebbe un maggiore impegno sul piano della manutenzione dell'esistente: strisce, cordoli, segnaletica. «Piccole cose – osserva -, ma se viene rifatto il manto della corsia Lam, perché mettere solo il simbolo dei bus e dei taxi e non quello delle bici?».

fonte – bresciaoggi.it

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