Brebemi replica alle critiche: ma quali soldi pubblici?

Il traffico in aumento ha scatenato attacchi sugli aiuti statali. Ma la società si difende: "Entro il 2035, verseremo 878 milioni di euro al fisco"

28 settembre 2015 - 10:00

Brebemi nel mirino dei mass media. L'A35 Brescia-Bergamo-Milano è accusata di avere pochissimo traffico veicolare, e di essere sostanzialmente una società a rischio minimo: se le cose dovessero andare male, sarebbe lo Stato (ossia i contribuenti tutti) a mettere mano al portafogli. L'Aiscat (rappresenta i gestori autostradali) ha comunicato il flop di Brebemi nel mese di giugno 2015: 24,6 milioni di chilometri e una media di 13.025 transiti al giorno. Addirittura, sul web ci sono video versione “sfottò” nei confronti della Brebemi: dai ragazzi che giocano a calcetto, fino al signore che, nelle scorse ore, ha inforcato la sua bici per percorrere in corsia d'emergenza il tratto autostradale tra il raccordo a Ospitaletto e l'uscita di Rovato, cioè quello che precede la barriera di Castrezzato (vedi immagine allegata). Poco traffico su Brebemi? “Fatene una pista ciclabile”, ironizzava un utente di Instagram postando una delle tante immagini che ritraggono le corsie deserte. L'uomo (che ha messo in grave pericolo la sicurezza stradale con quest'iniziativa sciocca) è stato multato dalla Stradale.

LA BREBEMI RISPONDE – Ma la società non ci sta, e respinge tutte le insinuazioni. Il presidente della Brebemi, Francesco Bettoni, conferma che dopo il mese di giugno sulla A35 si sono registrati picchi di transiti reali fino a 39.000 veicoli  giornalieri e che i volumi dei transiti reali medi, pari a  35.000 veicoli durante i giorni lavorativi, sono in continuo aumento registrando una crescita media settimanale di oltre il 2%: “Questi numeri importanti quasi raddoppiano, superando i 60.000 transiti reali giornalieri, considerando i veicoli che percorrono i raccordi autostradali non a pagamento realizzati dalla Brebemi. I dati forniti da Brebemi ad Aiscat, e da questa correttamente resi pubblici, si riferiscono chiaramente al numero di chilometri percorsi sull'autostrada soggetti a pedaggio”.

QUESTIONE SOLDI – In quanto al denaro, dice la Brebemi, i lavori di realizzazione dell'autostrada, nonché le attività gestionali, “hanno assicurato per il periodo 2010-2015 evidenti benefici sulla fiscalità generale, ovvero il versamento di 250 milioni di euro per Iva corrisposta ai fornitori, di 6 milioni di euro per imposte dirette e sostitutive, nonché di 21 milioni di euro per imposte di registro relative alle procedure espropriative”. E durante i primi 20 anni di gestione (2015-2035), “verranno versati 878 milioni di euro di Iva all'erario e 353 milioni di imposte dirette. Il 25% degli investimenti Brebemi, pari a circa 432 milioni, riguardano interventi di viabilità ordinaria, mitigazioni e compensazioni ambientali a favore di un territorio che ha evidentemente visto un importante aumento della propria competitività in un momento di forte crisi economica internazionale”.

ALTRI CONTI – Stando alla Brebemi, “la partita contabile resterà comunque ampiamente a favore dello Stato, tanto in termini di fiscalità che di ovvi vantaggi che una nuova infrastruttura offre ai territori attraversati”. Inoltre, “il costo iniziale dell'opera è aumentato in ragione delle numerose prescrizioni, rese in sede di approvazione del progetto Brebemi, afferenti la realizzazione di nuova viabilità non soggetta a pedaggio, nonché dei suddetti interventi di compensazione e mitigazione ambientale”. Quindi, “è istituito nello stato di previsione del ministero dei Trasporti un fondo con una dotazione di 20 milioni di euro annui per il periodo dal 2017 al 2031, finalizzato prioritariamente alla realizzazione di opere di interconnessione di tratte autostradali per le quali è necessario un concorso finanziario per assicurare l'equilibrio del Piano economico e finanziario. Alla ripartizione delle risorse si provvede con delibera del Cipe”. Infine, “contestualmente la Regione Lombardia ha individuato 20 milioni di euro annui per il triennio 2015-2017 per la realizzazione, completamento e miglioramento dell'accessibilità di sistemi stradali e autostradali attuati con procedure di partenariato pubblico-privato”.

GIORNALI CHE SBAGLIANO? – Secondo la Brebemi, “non può infine non evidenziarsi come alcune testate giornalistiche non tengano debitamente conto del fatto che l'A35 è un'infrastruttura di nuova realizzazione e, come noto agli esperti del settore, occorrono diversi anni affinché un nuovo collegamento autostradale possa andare a regime”. A dire il vero, tutti i dati sono contestabili e confutabili: traffico, soldi dati allo Stato e presi dallo Stato, rete di protezione statale. E tutti gli organi di stampa parlano, per ora, di flop. Ma nessuno ha ancora dato per spacciata la Brebemi, proprio in vista della costruzione delle infrastrutture di collegamento con l'A35. Comunque sia, il discorso vale un po' per tutti i gestori autostradali in Italia: hanno un rischio d'impresa bassissimo, come SicurAUTO.it ha evidenziato più volte.

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