Boscoreale – “Vivere nella strada”: laboratorio pilota di educazione stradale

E' entrato nel vivo da quest'oggi la terza annualità del progetto "Vivere nella strada", laboratorio pilota di educazione stradale, realizzato in rete da un gruppo di scuole dell'area vesuviano...

25 febbraio 2010 - 17:33

E' entrato nel vivo da quest'oggi la terza annualità del progetto “Vivere nella strada”, laboratorio pilota di educazione stradale, realizzato in rete da un gruppo di scuole dell'area vesuviano/stabiese/sorrentina: I.C, “Salvati” di Castellammare di Stabia, Istituto Secondario di I grado “Maiuri” di Pompei, Istituto Secondario di I grado “Scarlatti” di Vico Equense, I.S.A. “De Chirico” di Torre Annunziata, e dalla scuola capofila “Scuola Polo”, I circolo didattico di Boscoreale diretto da Patrizia Porretta.

Presso l'auditorium del I circolo di Boscoreale si terranno due giornate formative, e si affronteranno, con la partecipazione di autorevoli relatori esperti della materia, e con il coinvolgimento di alunni, docenti, genitori e associazioni, tutti i temi correlati all'educazione stradale. Il progetto, che è in rete regionale e prevede il coinvolgimento complessivo di settanta scuole primarie e secondarie di I e II grado della Regione Campania, tutte insistenti in aree a rischio e con forti flussi immigratori, è sostenuto dall'Ufficio Scolastico Regionale, dalla Prefettura di Napoli e dall'Assessorato all'Istruzione del Comune di Boscoreale.

“Vivere nella strada” nasce dall'esigenza di incidere nell'assetto sociale locale influendo sul disagio giovanile, nel rispetto del principio della legalità, e l'educazione stradale è una delle educazioni volte alla promozione della convivenza civile oggi indispensabile nelle relazioni sociali.

“Se si considera la strada come ambiente di vita e la scuola come una fondamentale agenzia educativa -ha affermato Patrizia Porretta, dirigente scolastico del primo circolo didattico di Boscoreale-, si può dire che l'educazione stradale rappresenta un esempio di interazione tra il modello educativo istituzionale e la vita quotidiana. Uno strumento per l'assunzione di un modello culturale e formativo consapevole e valido per l'intera esistenza dell'uomo. Il nostro intento – ha spiegato Patrizia Porretta-, tenendo conto delle caratteristiche che i destinatari del progetto assumono, è anche quello di formare giovani consapevoli del senso di responsabilità personale e sociale e della conoscenza e del rispetto della norma intesa come valore etico-sociale”.

Il progetto, in particolare, mira a formare l'alunno ad un “saper dire, saper fare e saper essere cittadino” per una società futura più solidale, e far sì che gli allievi imparino cosa significa “vivere nella strada” nel rispetto dell'ambiente, conoscendo le norme giuridiche stradali, interiorizzando la cultura della sicurezza stradale, rafforzando l'azione di prevenzione e valorizzando i vincoli di solidarietà sociale.

Con approdo finale all'acquisizione di competenze, conoscenze e abilità inerenti: l'ambiente stradale e la sua vivibilità; la qualità dei servizi e degli spazi urbani di vivibilità e di crescita; la padronanza del proprio comportamento motorio nell'interazione con l'ambiente; segnali stradali; il comportamento del pedone, del ciclista, del motociclista e dell'automobilista; le norme che regolano la circolazione e la sicurezza sulla strada, le norme sulla prevenzione e la responsabilità giuridica. Altro momento pregnante dell'attività progettuale sarà, nel corso del mese di aprile, un incontro organizzato dalla Prefettura di Napoli per illustrare agli alunni le finalità dell'Osservatorio sull'incidentalità stradale.

Tre alunni, con libera elezione, saranno chiamati a far parte, come membri onorari, della Conferenza prevista dall'Osservatorio stesso. I risultati delle attività progettuali saranno: realizzazione di cartellonistica per le scuole primarie; drammatizzazione di un tema inerente all'educazione stradale realizzazione di un cortometraggio per le scuole secondarie di I grado; realizzazione di un videogioco o di un cortometraggio o di un cartone animato per le scuole secondarie di II grado.

“Siamo come sempre al fianco delle istituzioni scolastiche del territorio per sostenere ogni azione educativa che tende a diffondere la cultura della legalità e del vivere civile – ha spiegato Alfonso Cirillo, assessore all'istruzione-. Il progetto s'inserisce a pieno titolo nell'ambito delle attività promosse dall'amministrazione che ha individuato il corrente anno scolastico quale anno della legalità e sicurezza”.

fonte – insomma.it

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto elettriche

Auto elettriche e limiti per i neopatentati: il MIMS smentisce il Viminale

Garage auto: norme, spese e tasse sull’affitto

Assistenza alla guida attiva: solo il 26% degli automobilisti la usa