Bombassei, il principe della frenata Brembo

Bombassei, il principe della frenata Brembo Le ultime supercar sfoggiano le sue pinze rosse

Le ultime supercar sfoggiano le sue pinze rosse, 1600 brevetti, trend in forte crescita nel primo trimestre 2014

22 Maggio 2014 - 07:05

Alberto Bombassei, numero uno di Brembo, 1600 brevetti registrati, è soddisfatto dei risultati ottenuti dalla sua azienda nel primo trimestre 2014. L'andamento in questo periodo ha più che confermato le previsioni del Gruppo presentando un trend in forte crescita dei fatturati. I ricavi netti ammontano a € 446.939 migliaia, in crescita del 20,2% rispetto all'analogo periodo del 2013. Tutte le applicazioni hanno contribuito alla crescita dei ricavi del Gruppo, in particolare il settore delle applicazioni per autovetture che ha chiuso con un incremento del 25,1%, ma anche quelle per motociclette (+13,1%), dei veicoli commerciali (+10,9%) e delle competizioni (+9,1%). A livello geografico, la crescita ha riguardato quasi tutte le aree in cui opera il Gruppo. In Europa, la Germania, primo mercato di riferimento del Gruppo (25,1% delle vendite), ha registrato un incremento del 23,3%, mentre Regno Unito e Francia hanno segnato un aumento rispettivamente del 37,5% e del 39,4%. Più contenuta, seppur buona, la crescita in Italia (+12,1%). Il Nord America, che si conferma il secondo mercato del Gruppo (23,8% delle vendite), ha segnato un incremento del 27,7%, mentre il Sud America ha fatto registrare una variazione negativa del 10,0%. Per quanto riguarda il Far East, si registra un'ottima performance in Cina (+21,9%), mentre il Giappone ha segnato una variazione positiva del 13,0%. In leggero calo il mercato indiano che ha segnato un calo del 2,9%.

STRATEGIA DI INTERNALIZZAZIONE – Risultati che sono il frutto della strategia di internalizzazione. Con i marchi Breco, AP, Bybre, Marchesini, Sabelt e AP Racing opera in 16 Paesi di 3 continenti, con 22 stabilimenti e siti commerciali, con una forza lavoro vicino ai
7.000 dipendenti. E di recente controlla il 100% di Brembo Nanjing Brake System dopo aver rilevato il rimanente 30% del partner cinese Donghua.

FATTURATO IN CRESCITA NEL 2013 – “Fatturato in crescita del 12,8% a 1.566,1 milioni di euro, utile netto (+ 14,4% a 89 milioni di euro), dividendo proposto a 0,50 euro x azione, investimenti di 130,9 milioni di euro per ampliamento della produzione in Usa, Brasile e Cina” – così Bombassei ha snocciolato le cifre dell'escalation conseguita nello scorso anno.

MODELLI DI GRIDO CON LE PINZE ROSSE – Molti degli ultimi modelli di grido hanno sotto il vestito un pieno di pinze rosse Brembo “fior di conio” che assicurano una frenata straordinaria. A cominciare dalla Ferrari California T che sfoggia pinze anteriori monoblocco in alluminio a 6 pistoni (quelle posteriori sono invece a 4 pistoni). Inoltre è dotata di freni carbo-ceramici CCM3 con nuovi dischi e pastiglie in compositi, integrati con l'ESP 8.0 Premium, in grado di gestire l'abs prestazionale per spazi d'arresto notevolmente ridotti (da 100 a 0 kmh in appena 34 metri). I dischi in carbonio ceramico by Brembo sono utilizzati anche dalle supercar più prestigiose come Lamborghini, Aston Martin, McLaren per ricordarne alcune. E le pinze rosse le troviamo anche sull'Alfa Romeo Giuletta Quadrifoglio Verde, Lexus RC F Sport, Maserati Quattroporte 100th Anniversary Edition, Opel Astra OPC Extreme, Porsche Macan Diesel e Volvo V60 Polestar. Ma l'elenco è ancora lungo e ad utilizzare la tecnologia Brembo sono quattro modelli Mercedes fra cui la CLA 45 AMG da 360 cv, Cadillac ATS Coupè, Hyundai Eau Rouge Concept, Jaguar F-Type R Coupe, Lexus RC F, Nissan GT-R Nismo, Range Rover Vogue, tre BMW e cinque Porsche con impianti ad alte prestazioni. La ricetta del successo riguarda la costante innovazione anche a livello agonistico come confermano i trionfi dei team equipaggiati Brembo, in particolare alla 24 Ore di Le Mans. A Francoforte, nell'ultimo Salone, Bombassei si soffermò sul disco freno leggero in materiale composito, ghisa e acciaio: “Un prodotto che pesa fra il 10 ed il 15% in meno dei freni tradizionali in ghisa. Un sistema ideato assieme a Daimler. La riduzione del peso è correlato alla riduzione dei consumi di carburante. In questa direzione anche le pinze freni Extrema in alluminio che accusano in bilancia una perdita di 3 kg e destinate alla Ferrari 458 Speciale e LaFerrari”.

LA SVOLTA VINCENTE CON ALFA – Bombassei ricorda sempre l'episodio che diede una svolta alla sua piccola impresa. Era il 1965 e produceva componenti per il settore auto. Poi venne in soccorso all'Alfa Romeo che era presieduta in quel periodo da Giuseppe Luraghi. Il Biscione in quell'epoca era l'unica azienda italiana ad utilizzare i freni a disco che importava dall'estero. “Un giorno il camion che li trasportava dall'Inghilterra ad Arese finì fuori strada ed il prezioso carico ne fu parecchio danneggiato, li riparammo a tempo di record e ci siamo resi conto che noi li avremmo fatto meglio. Fu come vincere al Totocalcio. Lavorammo anche per l'ing. Chiti dell'Autodelta”. Così l'Alfa Giulia berlina 1300, la 1300 TI, la Super, per ricordare alcuni modelli, ebbero i freni a disco anteriori come pure la Giulietta SZ, seconda serie, la 2600 Berlina, Sprint, Spider ed SZ ma anche la Giulia Coupè li ebbe posteriori come lo Spider 1600 Duetto, lo Spider 1750 Veloce, Spider 1300 Junior, la 1750, la 2000, la Montreal, l'Alfasud, l'Alfetta, la Giulietta, la 75, la 155, la 166 per arrivare all'attuale produzione dei modelli del Biscione. Bombassei guarda oltre l'asfalto. Non solo auto. Lui accarezza un progetto sul quale lavora una task-force di ingegneri e ricercatori per sviluppare dischi e pinze innovativi per il settore dell'aeronautica ma anche le ruote per gli elicotteri.

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