Bollo, IPT e traffico, la rivoluzione di Renzi è credibile?

Nel Documento di economia e finanza 2014, il premier Renzi parla di bollo auto, IPT e traffico

14 aprile 2014 - 7:00

Per adesso, sono solo parole: vedremo se arriveranno i fatti. Il premier Matteo Renzi, nel DEF (Documento di economia e finanza) 2014, dice anzitutto che il Paese si trova in condizioni eccezionali. La recessione da cui siamo appena usciti è durata oltre due anni e, a parte un breve intermezzo, prosegue dalla seconda metà del 2007. Da allora il PIL è crollato di circa nove punti. La disoccupazione soprattutto giovanile è fortemente aumentata. La povertà è cresciuta in misura considerevole. L'economia italiana ha ora ritrovato un percorso di sviluppo, ma la ripresa è ancora fragile e va consolidata. Per riuscire in questa sfida c'è bisogno di una politica economica incentrata su misure strutturali, con una strategia articolata, con azioni e misure funzionali e coerenti che producano i loro risultati nei prossimi due-tre anni. Soluzioni che vengono illustrate nel DEF. E per quanto riguarda specificamente l'auto, Renzi fa un riferimento esplicito a pagina 35 della sezione PNR (Piano nazionale di riforma) del DEF, approvato dal Consiglio dei ministri nella seduta delll'8 aprile 2014: vediamo di che si tratta.

QUALI OBIETTIVI – Primo, Renzi parla di riforma del Codice della strada, mediante un ampio processo di delegificazione delle norme tecniche sui veicoli e conducenti e una riorganizzazione e semplificazione delle disposizioni del Codice, in armonicità e coerenza con la normativa nazionale e comunitaria nel tempo intervenuta. Secondo, Renzi mira a una trasformazione del bollo auto da imposta di proprietà a tassa di circolazione: sono soldi, lo ricordiamo, che vanno alle Regioni. Una tassa che negli anni è divenuta sempre più pesante, con l'ulteriore aggravio del superbollo per auto potenti. Terzo, Renzi vuole una rimodulazione dell'imposta provinciale di trascrizione (IPT) per i passaggi di proprietà, rendendola proporzionale al valore commerciale del veicolo. Anche questa sempre più pesante.

SICUREZZA STRADALE – Renzi fa anche un riferimento alla riorganizzazione dei servizi resi all'utenza: implementazione strutturale del processo di miglioramento della sicurezza stradale, in linea con gli obiettivi della UE. Interventi di modifica dei meccanismi di tariffazione e risarcimento del mercato assicurativo dell'auto, anche attraverso l'utilizzo dei sistemi ITS. Gli Intelligent Transport (o Transportation) Systems (ITS) comprendono un range di strumenti per la gestione delle reti di trasporto, così come i servizi per i viaggiatori. Gli strumenti ITS sono basati su tre aspetti centrali: acquisizione, elaborazione e diffusione delle informazioni e da un minimo comune denominatore quale è l'integrazione. Ecco gli obiettivi della attuazione del Piano IT: l'ottimizzazione logistica, la sicurezza dei cittadini in viaggio (e-call), l'informazione agli utenti e la razionalizzazione dei percorsi. Indispensabile per la rapida ed efficace attuazione del Piano è il recupero di un'iniziativa statale di coordinamento ai fini della formazione di una efficiente governance degli strumenti di tracciatura sul territorio dei veicoli e delle merci. Una seria ed efficace azione di regolazione della materia comporterà, dice il DEF, l'effetto di massimizzare l'efficacia della vasta e “spontanea” diffusione di apparecchiature di tracciamento (scatole nere) installate a bordo dei veicoli nell'ultimo decennio: così come già previsto dal decreto 39/2013. Renzi auspica poi il superamento della logica di erogazione annuale di risorse al settore degli autotrasporti, definendo risorse strutturali, atte a consentire una finalizzazione più efficace dei fondi, destinandoli alla crescita delle imprese ed a spese per investimenti in veicoli ecologici, compatibile con i vincoli comunitari; una programmazione degli interventi e una formazione permanente degli addetti. Diffusione delle applicazioni degli ITS agli autotrasporti, attraverso lo sviluppo di una piattaforma telematica nazionale, integrata con servizi diffusi ed efficienti di infomobilità. Avvio di una fase propositiva presso la Commissione UE, per misure di sostegno all'intermodalità con la ferrovia e con la navigazione marittima.

OBIETTIVI REALI O SOGNI? – Come accennato in apertura, vedremo se dalle parole del DEF si passerà ai fatti. Sul blog Strade sicure, Maurizio Caprino è scettico: “Quanto al bollo, vogliamo credere che l'intenzione sia più raffinata di com'è stata scritta. Cioè non che ‘se circoli paghi e se lasci l'auto in garage no', ma che che s'intenda arrivare, nel lungo periodo, a un sistema di tassazione proporzionale all'uso che si fa delle strade: più chilometri, più euro. Come si sta sperimentando in Olanda, grazie a sistemi satellitari. Solo che in Olanda ci sono meno veicoli e il territorio è ben più piccolo e piatto, quindi tutto si presta meglio (e non a caso in altri Paesi si va ben più cauti)”. Oppure, chissà, si potrebbe ipotizzare che Renzi pensi a scaricare sul prezzo della benzina un sovrapprezzo tutto sommato modesto per coprire il gettito del bollo che verrebbe a mancare. Quanto all'IPT, “chi determina – si chiede Caprino – il valore giusto? Ci fidiamo di quello che dichiarano al Pra gli interessati, ben sapendo che sarà ben più basso se non si attueranno massicci (e pressoché impossibili) controlli incrociati sui movimenti di denaro tra acquirente e venditore?”. Quanto alle informazioni sul traffico, il DEF cita come esempio virtuoso il decreto 39 del 1° febbraio 2013, che ha recepito la direttiva europea 2010/40: “Solo che il decreto – dice Caprino – disegna un quadro in cui le informazioni restano patrimonio dei gestori di strade e dello Stato, chiudendo di fatto la porta a qualsiasi società privata voglia acquistarle e rivenderle ai propri clienti disposti a pagare per ottenere un servizio premium. Così resta l'attuale oligopolio di fatto, che ruota praticamente attorno attorno ad Autostrade per l'Italia”.

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