Bollo auto: microchip anti evasione? No, grazie

Per combattere l'evasione del bollo auto, c'è chi propone il ritorno al contrassegno esposto, dotato però di microchip individuabile dalle telecamere

8 febbraio 2012 - 13:00

Come combattere l'evasione del bollo auto? Per controllare che tutti gli italiani paghino la tassa di proprietà della macchina, il Centro Promotor ha avanzato una proposta: il contrassegno esposto sul parabrezza (come quello della polizza Rca), dotato di microchip, facilmente individuabile dalle Forze dell'ordine. Idea valida?

UN MILIARDO L'ANNO – Tutto è nato da uno studio dell'Unrae (le Case automobilistiche estere), secondo cui nel 2010 gli italiani hanno evaso un miliardo di euro di bollo auto. Soldi non incassati dalle Regioni, visto che si tratta di un balzello locale. Il parco auto sul quale è stato effettuato lo studio è di 36.751.311: di questi veicoli, circa 2,1 milioni sono esentati dal bollo; restano 34.650.000 macchine soggette a tassazione. Di fronte a un possibile incasso di 6,6 miliardi di euro, le Regioni hanno incamerato solo 5,6 miliardi. Soldi che farebbero comodo agli Enti locali, e che magari potrebbero essere utilizzati sotto forma di incentivi a favore dell'acquisto di auto nuove. Inoltre, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, ha dichiarato che “il mercato dell'auto ha bisogno di incentivi non selettivi per rispettare i principi del mercato unico europeo: per eventuali misure in questa direzione occorrerà una copertura”.

IDEA VINCENTE? NO, GRAZIE – Ed ecco spiegata la proposta del Centro studi Promotor: fino al 31 dicembre 1997 vigeva per gli automobilisti l'obbligo di esporre sul parabrezza anche il contrassegno attestante il pagamento del bollo. Questo consentiva alle Forze dell'ordine di verificare il corretto pagamento della tassa. Basterebbe allora un ritorno all'antico, col bollo esposto, per combattere l'evasione. A questo, si potrebbe aggiungere, sostiene il Centro studi Promotor, un microchip nel contrassegno. Un po' sull'onda del Decreto sulle liberalizzazioni, che pare prevedere la dematerializzazione del contrassegno Rc auto, che sarà individuabile, tramite ricerca informatica, da Tutor, autovelox e telecamere all'ingresso delle Zone a traffico limitato. Alla luce di tutto ciò per noi questa è un'idea poco utile, sarebbe un ritorno al passato che darebbe solo delle seccature in più agli automobilisti. Ormai nell'era della digitalizzazione che senso avrebbe un contrassegno con microchip? Sarebbe solo un costo aggiuntivo a carico dei consumatori, mentre sarebbe molto più intelligente far dialogare, finalmente, le decine di banche dati presenti in Italia che continuano ad essere “impermeabili” e ottusamente coperte da fantomatiche leggi sulla Privacy. Creiamo un maxi-computer che scandagli questi database alla scoperta di furbetti del bollo, dell'assicurazione e della falsa intestazione di auto. Ma forse spiare sui conti correnti bancari degli italiani è un passatempo più divertente…

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