Bmw fiuta il fermento elettrico in Cina: vicino l'accordo con Great Wall

BMW si rafforza in Cina con un probabile accordo con Great Wall: la spinta del governo verso le elettriche dà i suoi frutti

Bmw fiuta il fermento elettrico in Cina: vicino l'accordo con Great Wall
Se la Corsa all'Oro della metà dell'800 andava verso Ovest, la nuova Gold Rush sembra puntare decisamente ad Est. L'Oro è sostituito dal Litio, le sabbie aurifere dei ruscelli sono ora le autostrade ma la "febbre" di quell'epopea sembra essere la stessa. Non passa infatti giorno senza un annuncio che riguardi il mercato cinese, le misure del Governo o la grande quantità di auto elettriche vendute nel lontano (ma evidentemente non così tanto) Paese-continente. L'ennesimo annuncio sembra molto importante, dato che parla di una BMW che si rafforza ancor di più in Cina grazie ad un possibile accordo con Great Wall (leggi che Delphi fornirà Telecamere intelligenti a Grat Wall).

INDISCREZIONI ATTENDIBILI?

Le informazioni disponibili dicono che la ben considerata BMW sta cercando di creare una joint venture con Great Wall Motor. L'indiscrezione, che viene da una fonte che ha conoscenza della questione, ha avuto l'effetto immediato di far balzare le quotazioni di Great Wall (e di far scendere quelle di Brilliance) , nella giornata di ieri, ai massimi da 2 anni a questa parte. I due Costruttori starebbero considerando la possibilità di aprire un impianto di assemblaggio nella città orientale di Changshu, avrebbe rivelato un dirigente BMW, che non ha però voluto specificare quale tipo di veicoli saranno assemblati nel sito. Una joint venture con Great Wall sarebbe il secondo accordo che BMW stringe ha con aziende cinesi. Lo sbarco della casa bavarese nel più grande mercato automobilistico mondiale è infatti datato 2013, anno di nascita di BMW Brilliance Automotive Ltd. Il capitale della società è detenuto al 50% da BMW mentre Brilliance ha il 40,5% e la Municipalità di Shenyang il rimanente 9,5%.

L'OPZIONE ELETTRICA

Il matrimonio ha condotto alla produzione, nei 2 stabilimenti cinesi di Dadong e Tiexi, delle BMW Serie 1, 2 3 e 5 e, dal 2016, anche dei motori a 3 e 4 cilindri progettati da BMW.
Interessanti sono gli sviluppi nell'elettrico: mentre risale a quest'anno l'apertura di un centro per la produzione di batterie ad alto voltaggio, adatte quindi alla trazione (potranno servire allo storage domestico come le batterie Energy di Mercedes?) è dal 2013 che BMW e Brilliance hanno dato vita alla gamma Zinoro. Si tratta di 2 modelli derivati dalla X1 ma con il logo Zinoro: la 1E elettrica e la 60H ibrida plug-in con il 3 cilindri 1.5 turbo. Il fatto che il motore della E1 eroghi 125 kW e 250 Nm fa supporre una stretta parentela con la BMW i3, che ha i medesimi dati di targa. Se aggiungiamo il fatto che la gamma BMW Brilliance comprende anche una versione ibrida della Serie 5 non si può non pensare ad un qualche sviluppo dell'accordo con Great Wall nel settore delle auto elettriche.

ELETTRONI, NON BENZINA

La fonte, la cui testimonianza è stata raccolta dal sito cinese Iautodaily e rilanciata da Reuters, ha anche detto: "non so quanto lontana sia la chiusura dell'accordo e se le due società abbiano o meno l'approvazione ufficiale del governo centrale". Ricordiamo che i Costruttori stranieri per poter operare sul mercato cinese devono fare accordi con partner locali ( si segnalano anche movimenti inversi, come quelli dei cinesi di WKW che vogliono produrre in Sassonia).
In ogni caso sia BMW sia Great Wall, che è l'unico produttore privato cinese, si sono rifiutati di commentare la notizia. Sono molti i Costruttori occidentali che hanno annunciato di voler investire o stringere legami commerciali con la Cina, specialmente nel settore dei veicoli elettrici. Oltre che per la grandezza del mercato, la Cina è appetibile anche per i suoi ambiziosi progetti che prevedono che le auto elettriche e ibride siano almeno il 20% delle vendite entro il 2025 (leggi del piano della Cina per evitare l'apocalisse dell'aria). Se aggiungiamo il fatto che, anche per arrivare a questo obiettivo, le Autorità prevedono di allentare le regole per le joint venture in modo che le Case non siano obbligate ad allearsi con produttori locali per gli EV, è facile pensare ad un ulteriore sviluppo elettrico di BMW in Cina. Ricordiamo che Tesla, Ford, Daimler (leggi che Daimler venderà proprie azioni a BAIC) e General Motors sono tra le aziende che hanno già annunciato piani per produrre veicoli elettrici in Cina.

Pubblicato in Attualità il 11 Ottobre 2017 | Autore: Nicodemo Angì


Commenti

Cerca Crash Test Auto

Stai per acquistare un’auto? Controlla se è davvero sicura! Clicca e scopri