BMW apre ai concorrenti: l’Europa è lenta sulla guida autonoma

Dopo FCA e Mobileye, BMW pensa a una più larga alleanza per non bruciare inutilmente miliardi nello sviluppo di tecnologie obsolete

BMW apre ai concorrenti: l’Europa è lenta sulla guida autonoma
Procede il lavoro per lo sviluppo della mobilità del futuro. BMW continua a farsi promotrice di partneships chiamate a ridurre i costi per arrivare a realizzare i complessi progetti in fatto di guida autonoma e connessa. La casa di Monaco, dopo aver incassato il sostegno della stessa Fiat-Chrysler, è pronta a rivelare gli sviluppi dei colloqui intercorsi negli scorsi mesi con altri colossi automotive. Promuovere la condivisie di tecnologie per ridurre i costi e aumentare la redditività economia, vediamo come funziona il tech-sharing che BMW sta mettendo in campo.

UNITI SI VINCE

Da diversi mesi è noto che BMW è in trattativa con soggetti appartenenti al mondo tech e non per accrescere i membri del gruppo di lavoro che ha messo in piedi in fatto di guida automatizzata. Il colosso dell'auto prevede di annunciare tutti i dettagli entro i prossimi tre o quattro mesi, ha reso noto Klaus Froehlich, responsabile dello sviluppo della casa automobilistica tedesca. E' noto che mettere lavorare a tecnologie avantate nel campo della guida autonoma e connessa è assai costoso ed economicamente rischioso. Ad oggi, ad esempio, manca una normativa europea univoca in materia di auto senza conducente (Leggi tutte le inside che la guida autonoma deve affrontare in città). E' noto che i brand dell'auto e le aziende tech che inizialmente hanno cercato di fare tutto da sole stanno affrontando gli immensi costi di ricerca e le sfide tecnologiche non sempre incoraggianti e per questo stanno decidendo di parteciapare a progetti di condivisione come quello promosso da BMW. BMW sta attualmente discutendo con due o tre grandi case automobilistiche il futuro del suo consorzio.

INVESTIMENTI IN CAMPO

BMW è stata a lungo una strenua sostenitrice della necessità di una collaborazione tra le case automobilistiche rivali nella corsa verso le auto a guida autonoma. Nel 2016 BMW ha avviato la propria alleanza in vista della guida driveless con Mobileye, la società tech che è stata acquisita da Intel per circa $ 15 miliardi. Fiat Chrysler Automobiles, dal canto suo, è entrata a far parte del progetto BMW nell'agosto del 2017. BMW ha fatto sapere che una serie di protagonisti della componentistica, tra cui Magna International, Aptiv e Continental hanno fatto il loro ingresso nel consorzio. Quest'ultimo mira a sviluppare sistemi di guida completamente automatizzati entro il 2021. Nel frattempo si inizia a fare i conti con i costi; una prima generazione di tecnologie per sistemi di guida, anche solo parzialmente autonomi, costerebbe ad una azienda circa 1 miliardo di dollari con il rischio di vedere già obsoleti i risultati dei propri sforzi; ecco allora la necessità di fare squadra.

CINA LEADER GLOBALE

Froehlich di BMW ha anche dichiarato ai media che la Cina diventerà presto il leader mondiale nella guida automatizzata, perché l'approccio degli Stati Uniti, che fanno testare le singole società di veicoli autonomi in diverse città è troppo confusionario e frammentato. Dal canto loro i legislatori europei sono troppo lenti nell'aggiornare le normative per sostenere anche solo le prime fasi della tecnologia di guida autonoma. In Cina, invece, pare ci sia una chiara volontà politica che intende premiare le aziende automotive e tech che si stanno prodigando nel settore della guida autonoma. Insomma come già accaduto con l'elettrificazione, l'iniziale ritardo cinese è stato in breve colmanto con il paese diventato indiscusso leader mondiale (Leggi annuncia una nuova piattaforma elettrificata per la Cina).
 

Pubblicato in Sistemi di sicurezza il 07 Dicembre 2018 | Autore: Redazione


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