Bisogna essere in grado di fermarsi al semaforo giallo (Cassazione 25769/2009)

Il conducente di un autoveicolo ha l'obbligo di moderare la velocità in prossimità degli incroci e deve fermarsi quando la luce del semaforo è gialla. Lo ha stabilito la Seconda Sezione Civile ...

26 Febbraio 2010 - 12:02

Il conducente di un autoveicolo ha l'obbligo di moderare la velocità in prossimità degli incroci e deve fermarsi quando la luce del semaforo è gialla. Lo ha stabilito la Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione confermando una sentenza del Giudice di Pace di Rho che aveva condannato al pagamento di una multa un automobilista che aveva attraversato un incrocio con il semaforo giallo. L'automobilista aveva contestato il verbale di contravvenzione dell'art.146 del Codice della Strada davanti al Giudice di Pace, sostenendo che la durata di quattro secondi non fosse sufficiente per fermarsi in condizioni di sicurezza.

Il Giudice di pace aveva affermato che fosse provato che l'opponente aveva attraversato l'intersezione quando la lanterna semaforica proiettava luce rossa in base ai fotogrammi scattati dall'apparecchiatura utilizzata in modalità automatica denominata Traffiphot III: al momento del primo fotogramma, infatti, la luce rossa era scattata da 59 centesimi di secondo, dunque dopo 4,59 secondi dall'accensione delle luce gialla e l'auto del ricorrente aveva già superato la linea di arresto e non stava ponendo alcuna manovra di frenata, mentre nel secondo fotogramma scattato dopo 1,19 secondi, il mezzo si trovava all'interno dell'intersezione. Il Giudice aveva inoltre ritenuto sufficiente la durata di quattro secondi dell'accensione della luce gialla per un veicolo che proceda a una velocità commisurata allo stato dei luoghi al fine di arrestarsi in sicurezza.

Contro la sentenza del Giudice di Pace l'automobilista aveva proposto ricorso in Cassazione, contestando la motivazione posta alla base della sentenza. La Suprema Corte, respingendo il ricorso, ha invece rilevato che la sentenza del Giudice di Pace, seppure sinteticamente, avesse indicato le ragioni in base alle quali dovevano essere disattese le deduzioni formulate dal ricorrente in ordine alla ragionevolezza della durata di accensione della luce gialla, non limitandosi ad affermare congruo il periodo di tempo di quattro secondi: la durata di quattro secondi doveva infatti ritenersi sufficiente, tenuto conto che la stessa era da commisurare allo stato dei luoghi (intersezione), che imponeva di moderare la velocità (art. 41 del Codice della Strada) e dell'assenza, nel caso specifico, di ragioni di sicurezza ostative ad un tempestivo arresto (assenza di veicoli al seguito). La sentenza impugnata aveva in sostanza ritenuto che la velocità, tenuta dall'autovettura nel momento in cui si approssimava all'incrocio (70 km all'ora secondo quanto affermato dallo stesso ricorrente), non fosse adeguata allo stato dei luoghi e perciò disattendeva le deduzioni e i calcoli compiuti dall'opponente per dimostrare l'irragionevolezza della durata dell'accensione sul presupposto che tale durata non era tale da consentire l'arresto in tempo utile a un mezzo che procedesse alla velocità tenuta dall'automobilista.

La Cassazione ha in proposito affermato che “l'esistenza di un limite di velocità non giustifica il mantenimento di tale velocità anche in presenza di un'intersezione, dovendo in tal caso il conducente moderare la velocità in previsione del possibile sopravvenire del segnale di fermata”. Nel sistema delle norme sulla circolazione stradale, infatti, “l'apprezzamento della velocità, in funzione dell'esigenza di stabilire se essa debba o meno considerarsi eccessiva, deve essere condotto in relazione alle condizioni dei luoghi, della strada e del traffico che vi si svolge senza che assuma decisivo rilievo persino l'eventuale osservanza dei limiti imposti, in via generale, dal codice della strada”: di conseguenza, i calcoli compiuti dall'automobilista per dimostrare l'insufficienza della durata di quattro secondi di accensione della luce gialla per procedere all'arresto tempestivo del veicolo sono irrilevanti in quanto compiuti sul presupposto che il mezzo procedesse legittimamente alla velocità di 70 km all'ora, velocità che doveva invece ritenersi del tutto inadeguata tenuto conto dell'approssimarsi dell'intersezione. In buona sostanza, non basta osservare i limiti di velocità per giustificare l'attraversamento del semaforo quando la luce è gialla: in vista degli incroci l'automobilista ha sempre l'obbligo di rallentare per mettere il veicolo in condizioni di sicurezza. (29 dicembre 2009)

Suprema Corte di Cassazione, Sezione Seconda Civile, sentenza n.25769/2009

 

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA PENALE

SENTENZA

 

 

Fatto e diritto

Con sentenza dep. il 17 ottobre 2005 il Giudice di Pace di Rho rigettava l'opposizione proposta da […] avverso il verbale di contravvenzione elevato per violazione dell'art. 146 terzo comma del codice della strada.

La sentenza riteneva provato che l'opponente aveva attraversato l'intersezione quando la lanterna semaforica proiettava luce rossa a stregua dei fotogrammi scattati dall'apparecchiatura utilizzata in modalità automatica denominata Traffiphot III: al momento del primo fotogramma, la luce rossa era scattata da 59 centesimi di secondo, dunque dopo 4,59 secondi dall'accensione delle luce gialla e l'auto del ricorrente aveva già superato la linea di arresto e non stava ponendo alcuna manovra di frenata, mentre nel secondo fotogramma scattato dopo 1,19 secondi, il mezzo si trovava all'interno dell'intersezione.

Il Giudice riteneva sufficiente la durata di quattro secondi dell'accensione della luce gialla per un veicolo che proceda a una velocità commisurata allo stato dei luoghi al fine di arrestarsi in sicurezza.

Avverso tale decisione ha proposto ricorso per cassazione il […] sulla base di due motivi.

Non ha svolto attività difensiva l'intimato.

Motivi della decisione

Con il primo motivo il ricorrente, lamentando omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia (art. 360 n. 5 cod. proc. civ.), censura la decisione gravata laddove il ricorrente aveva dedotto, a sostegno dell'opposizione, la irragionevolezza della durata di quattro secondi dell'accensione della luce gialla della lanterna semaforica: la motivazione al riguardo doveva considerarsi più che insufficiente addirittura omessa.

Con il secondo motivo il ricorrente lamenta la mancata applicazione del principio di ragionevolezza di cui all'art. 97 Cost. al quale l'amministrazione deve improntare la sua azione.

Il Giudice non aveva applicato l'art. 41 n. 10 cod. strada, secondo cui l'automobilista deve attraversare l'area di intersezione quando, al momento dell'accensione della luce gialla, si trovi talmente prossimo da non potersi fermare in condizioni di sufficiente sicurezza.

Riproponeva quindi le deduzioni e i calcoli formulati nel giudizio di merito per dimostrare l'asserita irragionevolezza della durata di quattro secondi dell'accensione della luce gialla della lanterna semaforica.

I motivi, essendo strettamente connessi, vanno esaminati congiuntamente.

Le censure sono infondate.

La sentenza, seppure sinteticamente, ha indicato le ragioni in base alle quali dovevano essere disattese le deduzioni formulate dal ricorrente in ordine alla ragionevolezza della durata di accensione della luce gialla, non essendosi limitata ad affermare congruo il periodo di tempo di quattro secondi: il Giudice ha spiegato che detta durata doveva ritenersi sufficiente, tenuto conto che la stessa era da commisurare allo stato dei luoghi (intersezione), che imponeva di moderare la velocità (art. 41 cod. strada) e dell'assenza, nel caso specifico, di ragioni di sicurezza ostative ad un tempestivo arresto (assenza di veicoli al seguito). In sostanza, nella fattispecie considerata, la sentenza ha ritenuto che la velocità, tenuta dall'autovettura nel momento in cui si approssimava all'incrocio (70 km/or, secondo quanto lo stesso ricorrente afferma), non era adeguata allo stato dei luoghi e perciò disattendeva le deduzioni e i calcoli compiuti dall'opponente per dimostrare l'irragionevolezza della durata dell'accensione sul presupposto che tale durata non era tale da consentire l'arresto in tempo utile a un mezzo che procedesse alla velocità tenuta dall'opponente.

Al riguardo va considerato che l'esistenza di un limite di velocità non giustifica il mantenimento di tale velocità anche in presenza di un'intersezione, dovendo in tal caso il conducente moderare la velocità in previsione del possibile sopravvenire del segnale di fermata. In proposito, occorre ricordare che nel sistema delle norme sulla circolazione stradale l'apprezzamento della velocità, in funzione dell'esigenza di stabilire se essa debba o meno considerarsi eccessiva, deve essere condotto in relazione alle condizioni dei luoghi, della strada e del traffico che vi si svolge senza che assuma decisivo rilievo persino l'eventuale osservanza dei limiti imposti, in via generale, dal codice della strada (Cass. 20173/2004). Ne consegue che i calcoli compiuti dal ricorrente per dimostrare l'insufficienza della durata di quattro secondi di accensione della luce gialla per procedere all'arresto tempestivo del veicolo sono irrilevanti perché compiuti sul presupposto che il mezzo procedesse legittimamente alla velocità di 70 km/or, velocità che, per quel che si è detto, doveva invece ritenersi del tutto inadeguata tenuto conto dell'approssimarsi dell'intersezione.

Pertanto, la sentenza è immune dai vizi denunciati: le doglianze si risolvono nella censura dell'apprezzamento delle risultanze istruttorie, sollecitando una inammissibile rivalutazione degli elementi probatori acquisiti, che è evidentemente sottratta al sindacato di legittimità.

Non va adottata alcuna statuizione in ordine alla regolamentazione delle spese relative alla presente fase, non avendo l'intimato svolto attività difensiva.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso.

DEPOSITATA IN CANCELLERIA IL 9 DICEMBRE 2009.

 

fonte – cittadinolex.kataweb.it

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