Bimbi dimenticati in auto: una legge per salvarli?

Genitori che dimenticano i bimbi in auto sotto il Sole: dal Lazio, parte una proposta di legge per evitare morti assurde

22 novembre 2013 - 6:00

L'Italia ha vissuto un'estate contrassegnata da bambini morti per ipertermia (colpo di calore) dopo esser stati dimenticati in macchina dai genitori. I casi di cronaca ci raccontano di padri e madri disperati, che non sanno spiegarsi l'evento terribilmente drammatico. Anche neurofisiologi ed esperti della memoria hanno ovvie difficoltà a spiegare in modo preciso e scientifico accadimenti simili: può comunque darsi che la distrazione fatale sia legata a una serie di coincidenze quali fortissima stanchezza, stato di elevato stress psicofisico, mancanza di sonno ritemprante (il riferimento è alla qualità del riposo, più che alla quantità), minime variazioni nella routine quotidiana che il genitore non riesce a reggere. La condizione traumatica dei genitori, dopo il fatto, è allucinante: sopportano il dolore della perdita e il peso dei sensi di colpa, più il discredito di una parte dell'opinione pubblica. Sia come sia, la Regione Lazio ha appena presentato un disegno legge che punta a rendere obbligatorio un allarme particolare: scatta, in auto, se un adulto abbandona il mezzo e c'è ancora un bambino sul seggiolino.

OBIETTIVO, MODIFICARE IL CODICE – Il primo firmatario è il presidente del Consiglio regionale, Daniele Leodori, che punta a modificare il Codice della strada e a chiedere all'Unione europea di dare il via libera all'omologazione di semplici sistemi d'allarme per i seggiolini per i bambini in auto: “Un semplice dispositivo basterebbe per prevenire la morte di un solo bambino. I dati ci dicono che ci sono molte di queste situazioni in particolare negli Stati Uniti dove muoiono almeno 30 bimbi l'anno per questo motivo. E questa è la dimostrazione che può capitare a chiunque”. E questo è anche difficile da contestare: non c'è un profilo-tipo del genitore che dimentica il figlio in macchina. Succede a gente distratta o a maniaci dell'organizzazione, a persone di qualsiasi livelli di istruzione e ceto, abbienti e no. Dal consiglio regionale del Lazio, spiegano che esiste un brevetto italiano, premiato dal Cnr a settembre ,e messo a punto da un gruppo di ragazzi di un istituto tecnico di Bibbiena. Il dispositivo si chiama “Seggiolino Salva Bimbi” e segnala la presenza del bambino sul seggiolino quando si spegne il motore e si chiude la portiera dell'auto.

IL NOSTRO TEST – A proposito del dispositivo “salva bambini”, di recente ne abbiamo provato uno: si tratta del prototipo di Salva Bimbo e Salva Bebè che l'ideatore, Fioravante Tiveron, ci ha concesso in esclusiva per un test. Ha una logica di funzionamento semplice ed efficace che si basa sull'impiego di due cuscini collegati tra loro, uno per il guidatore e uno per la seduta del bimbo. Quando il genitore si alza dal sedile e il bimbo è ancora al suo posto, i sensori nei cuscini comunicano all'unità centrale di attivare la segnalazione sonora (o visiva opzionale). Le applicazioni del brevetto potrebbero essere molteplici, dallo scuolabus all'aereo e nella stessa auto in presenza di più bambini o animali domestici nel vano posteriore. Collegando diversi cuscini in serie, il sistema controlla la presenza di più bambini e può essere configurato assecondando le esigenze di ogni famiglia, con gli accessori che l'inventore veneto propone sul sito web della sua attività di ricerca applicata. Un'invenzione, questa, destinata a evolversi (sono allo studio alcune soluzioni per l'evoluzione del sistema, come la comunicazione wireless senza fili tra i sensori e l'unità di controllo), e che potrebbe anche entrare in commercio. Pur tuttavia, obbligare gli automobilisti ad avere un sistema del genere è azzardato perché occore un lunghissimo iter burocratico da seguire, per non parlare dei numerosi vincoli comunitari. Forse si potrebbe puntare direttamente sui produttori dei seggiolini, settore più semplice da normare.

UN DUBBIO SULLA PERCENTUALE – Al di là dei dispositivi per evitare che i genitori dimentichino i bimbi, va evidenziato che alll'iniziativa del consiglio regionale del Lazio, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza, ha partecipato anche il sottosegretario ai Trasporti, Erasmo De Angelis: “Stiamo lavorando proprio ora alla riforma e modifica del Codice della strada data la necessità di modernizzarlo e renderlo più snello, quindi prenderemo in esame la riforma dell'articolo 172 sui bimbi in auto. Secondo i nostri dati i bambini che non viaggiano in modo sicuro sono circa il 40%. Siamo il Paese europeo più indisciplinato”. Un dato, quello del 40%, che lascia perplessi. In realtà, SicurAUTO è a conoscenza di una percentuale nettamente superiore: 60%. La percentuale di incidenti stradali con danni ai bambini rimane tra le più alte in Italia e le responsabilità sono spesso dei genitori, che in quasi 6 casi su 10 ancora non utilizzano i seggiolini per i piccoli. Lo ha rivelato, nel dicembre 2011, un'indagine esplorativa sugli atteggiamenti dei genitori all'uscita di scuola dei propri figli, realizzata da Quintegia in occasione di BimbiSicuramente, la campagna di informazione e sensibilizzazione sulla sicurezza dei bambini in auto svolta in collaborazione con SicurAUTO.it. Nel complesso delle 7 città esplorate con la collaborazione di SicurAUTO.it, solo il 43% degli automobilisti utilizza i seggiolini, un dato che migliora di 6 punti rispetto allo scorso anno ma rimane allarmante specie tra i papà (37%), mentre sale ma non troppo tra le mamme (49%).

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