Bimba morta perché senza seggiolino: l’irresponsabilità uccide come l’alcol

Genitori responsabili come chi guida ubriaco, i giudici condannano una leggerezza diffusa e costata cara alla bimba che viaggiava senza seggiolino

Bimba morta perché senza seggiolino: l’irresponsabilità uccide come l’alcol
Da vittime a responsabili per la morte della loro bambina che viaggiava in braccio alla mamma anziché nel seggiolino auto in seguito a un incidente stradale neppure tanto grave. Una vicenda che fa riflettere sulla pericolosità di non utilizzare le cinture di sicurezza e i dispositivi di ritenuta per i bambini in auto e secondo i giudici del Tribunale di Como è la causa della morte della bambina. L'epilogo triste per i due giovani genitori, ritenuti responsabili e condannati senza alcuna eccezione come l'ubriaco che li ha colpiti in pieno circa un anno fa a Cantù, fa riflettere su una leggerezza in cui almeno 1 automobilista su 2 rischia di cadere quando pensa che non ci sia nulla di più protettivo delle braccia della mamma per un bambino che piange o fa i capricci in auto.

UN BANALE INCIDENTE FINITO IN TRAGEDIA

Secondo il Tribunale di Como i genitori che viaggiavano con la bambina in auto hanno le stesse responsabilità dell'altro conducente che a Vighizzolo di Cantù ha travolto l'auto con la famiglia il 3 maggio 2017. Ma facciamo un passo indietro per capire le motivazioni che hanno spinto i giudici a condannare a 1 anno e 4 mesi (con patteggiamento della pena) i due giovani genitori di 29 e 27 anni. La notte tra il 2 e il 3 maggio 2017 la piccola A.S. sale in auto con i genitori ma anziché allacciarla nel seggiolino correttamente, che in auto neppure c'era, la mamma preferisce tenerla in braccio. Una situazione diffusa e spaventosamente rischiosa se si pensa che alcuni conducenti si vedono alla guida tenere sulle gambe bimbi piccoli a pochi centimetri dal volante e senza neppure le cinture di sicurezza. Non fanno in tempo ad arrivare a casa che si materializza il rischio più sottovalutato di un incidente in città: mancata precedenza e impatto tra la vecchia Lancia Y, su cui viaggiava la famiglia, e la Skoda Fabia guidata da un operaio in evidente stato di ebbrezza.

CINTURE E SEGGIOLINI SCONOSCIUTI IN AUTO

Per il conducente cui è stato rilevato un tasso alcolemico di 1,38 g/l rispetto al limite di 0,5 g/l è scattato l'arresto e poi la condanna a 1 anno e 4 mesi con rito abbreviato, ma i giudici hanno valutato anche la gravità della posizione dei genitori rispetto alla morte della bambina. Pare infatti che l'impatto sia stato tale da provocare ai genitori ferite guaribili nonostante non indossassero le cinture di sicurezza. Mentre è andata peggio alla bambina che è sfuggita dalle braccia della mamma e ha colpito con violenza il parabrezza con la testa. La condanna con patteggiamento per i due genitori però arriva dopo oltre un anno dal'incidente.

UN CAPRICCIO CHE PUO' COSTARGLI LA VITA

Secondo i giudici la bimba si sarebbe potuta salvare se fosse stata allacciata nel seggiolino, un obbligo dettato dal Codice della Strada, che però viene ancora sottovalutato. O forse si crede ancora che il forno che scotta, il cactus che punge o qualsiasi altro pericolo casalingo dal quale si cerca di tenere ossessivamente lontani i bambini, sia più reale del rischio che corrono i bambini in un luogo come l'auto, che non è neppure progettata "a misura di bambino". L'unico "adattatore" che colma questa lacuna e permette ai bambini di viaggiare sempre in sicurezza costa molto meno di uno smartphone e abituare i bambini a stare allacciati nel seggiolino fin da piccoli è più facile che imparare ad usare una lavatrice nuova. Scopri qui tante altre curiosità e utili consigli sull'uso dei seggiolini in auto nei video #SicurEDU.

Pubblicato in Blog della Redazione il 05 Ottobre 2018 | Autore: Donato D'Ambrosi


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