Bici più pericolosa della moto? Fiab: “Falso”

Sicurezza stradale, è guerra bici-moto

8 febbraio 2013 - 8:00

Davvero – come dice il quotidiano La Repubblica – c'è stato un sorpasso storico, con la bici divenuta più pericolosa della moto? Vediamo di capirci qualcosa di più, destreggiandoci fra una marea di dati.

PRIMI NUMERI – Su repubblica, le statistiche rilevate dall'Asaps (Amici Polstrada) paiono chiare: “La bici diventerà nel 2013 il mezzo più pericoloso di tutti”, visto che già oggi ha superato i motorini. Il fatto è che su 925 episodi gravi di pirateria, 134 hanno coinvolto le bici. “Il rischio di mortalità, calcolando come valore medio 1, per i ciclisti è 2,18, più del doppio rispetto al valore base. Si pensi che per le autovetture il tasso di mortalità è pari a 0,78, per i camion è 0,67, per i pullman 0,48, per i ciclomotori 1,06. Solo le moto fanno peggio. Per ora…”.

REPLICA – Edoardo Galatola, responsabile sicurezza Fiab (Amici bicicletta), replica così: “I dati forniti da Asaps cercano di dare colore alle ultime statistiche Istat. In base a queste, nel 2011 sono stati registrati 3860 morti di cui 1889 su quattro ruote, 923 motocicli, 165 ciclomotori, 282 biciclette e 589 pedoni. Complessivamente, il fenomeno è in riduzione. Anche per la bicicletta negli ultimi 10 anni i morti si sono ridotti del 13%, a fronte di una percezione consolidata di aumento della mobilità ciclistica. L'incremento citato dall'articolo è riferito puramente a quello relativo al 2010, anno di minimo, nel quale erano stati registrati 19 morti in meno. Poiché le biciclette sono aumentate, è anche diminuito il rischio per ogni singolo ciclista (vale matematicamente ovunque l'equazione più bici=più sicurezza)”. Ma allora quale sarebbe il motivo del sorpasso delle bici sui motorini? Sarebbe dovuto – per la Fiab – al fatto che i ciclomotori stanno di fatto sparendo (si sono dimezzati negli ultimi dieci anni a fronte di un raddoppio dei motocicli), per cui il confronto è del tutto improprio. Più rilevante è invece notare che negli ultimi 10 anni i morti in auto sono calati del 56%.

COME USCIRNE – La Fiab insiste: “Se si cercano i record, si potrebbe dedurre che visti i 589 morti tra i pedoni sia meglio smettere di camminare. Un ulteriore esempio della leggerezza con cui vengono forniti i dati è l'ultimo esempio fornito, per cui la bicicletta risulta essere il mezzo più pericoloso in quanto è più elevato l'indice di mortalità (rapporto tra numero dei morti su un mezzo rispetto al numero degli incidenti in cui quel mezzo è coinvolto), ovvero 1,6 per le bici e 0,7 per le auto. Traducendo: a parità di incidente, se si scontrano un'auto e una bici, la bici (o il pedone) ha la peggio. Non ci voleva un genio per scoprirlo. Quello che va evitato è l'incidente”. È una lotta di numeri. Alla fine, per far calare davvero gli incidenti, serve lo sforzo comune, sia di chi va in auto sia degli utenti deboli (ciclisti e pedoni), anch'essi sovente non rispettosi del Codice della strada. Se invece si va a caccia della statistica giusta a sostegno della propria causa, difficilmente la sicurezza stradale migliora.

1 commento

Andrea
2:35, 10 febbraio 2013

Sarebbe più utile conoscere il rapporto tra numero dei morti e km percorsi con un determinato mezzo, piuttosto che rispetto al numero di incidenti.

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