Bici: il ministero ribadisce quanto era noto

Il ministero dei Trasporti conferma gli obblighi per chi va in bici, già stabiliti dal Codice della strada

29 agosto 2012 - 6:00

Sono arrivate quelle che vengono definite le “precisazioni” del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, lettera protocollo 4447 del 1° agosto 2012, inerente la circolazione stradale dei ciclisti. Ma che cosa si dice di nuovo? Nulla. È tutto risaputo: Il ministero dei Trasporti conferma gli obblighi per chi va in bici, già stabiliti dal Codice della strada.

LEGGE – Per l'articolo 68 del Codice della strada, dice il ministero, i velocipedi devono essere muniti di pneumatici, nonché:

  • a) per la frenatura: di un dispositivo indipendente per ciascun asse che agisca in maniera pronta ed efficace sulle rispettive ruote;
  • b) per le segnalazioni acustiche: di un campanello;
  • c) per le segnalazioni visive: anteriormente di luci bianche o gialle, posteriormente di luci rosse e di catadiottri rossi; inoltre, sui pedali devono essere applicati catadiottri gialli ed analoghi dispositivi devono essere applicati sui lati.

Le disposizioni previste nelle lettere b) e c) del comma 1 non si applicano ai velocipedi quando sono usati durante competizioni sportive. Occorre usare dispositivi omologati. E come si deve comportare chi va in bici? Dice l'articolo 182: 1. I ciclisti devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell'altro.

2. I ciclisti devono avere libero l'uso delle braccia e delle mani e reggere il manubrio almeno con una mano; essi devono essere in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a sé, ai due lati e compiere con la massima libertà, prontezza e facilità le manovre necessarie.

3. Ai ciclisti è vietato trainare veicoli, salvo nei casi consentiti dalle presenti norme, condurre animali e farsi trainare da altro veicolo.

4. I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza.

5. È vietato trasportare altre persone sul velocipede a meno che lo stesso non sia appositamente costruito e attrezzato.È consentito tuttavia al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a otto anni di età, opportunamente assicurato con le attrezzature, di cui all'articolo 68, comma 5.

6. I velocipedi appositamente costruiti ed omologati per il trasporto di altre persone oltre al conducente devono essere condotti, se a più di due ruote simmetriche, solo da quest'ultimo.

7. Sui veicoli di cui al comma 6 non si possono trasportare più di quattro persone adulte compresi i conducenti; è consentito anche il trasporto contemporaneo di due bambini fino a dieci anni di età.

8. Per il trasporto di oggetti e di animali si applica l'art. 170.

9. I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento.
9-bis. Il conducente di velocipede che circola  fuori  dai  centri abitati da mezz'ora dopo il tramonto del sole a  mezz'ora  prima  del suo sorgere e il conducente di velocipede che circola nelle  gallerie hanno l'obbligo  di   indossare   il   giubbotto   o   le   bretelle retroriflettenti ad alta visibilita', di  cui  al comma 4-ter dell'articolo 162. Comma introdotto dalla legge 29 luglio 2010, n. 120. Per le violazioni del comma 9-bis la sanzione va da euro 23 a euro 92 (Decreto interministeriale 22 dicembre 2010, tabella II).

10. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 24 a euro 94 (b). La sanzione è da euro 39 a euro 159 quando si tratta di velocipedi di cui al comma 6.

STRANEZZE – In epoca di spending review, e di tagli e di razionalizzazione della cosa pubblica, stupisce che il ministero debba confermare quanto già scritto in modo chiaro nel Codice della strada, oltretutto con pareri che non sono vincolanti. Ma tant'è, c'è pure chi si ostina a chiedere pareri, nella speranza che forse arrivi un'opinione di tenore diversa dal Codice della strada, per poi appellarsi a quel documento.

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