Bianchi: «Doppio esame per la guida dei “bolidi”»

Roma - Il giro di vite annunciato dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, che prevede un doppio esame per i neopatentati che deveno mettersi alla guida di veicoli superveloci, sta...

5 gennaio 2007 - 15:59

Roma – Il giro di vite annunciato dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, che prevede un doppio esame per i neopatentati che deveno mettersi alla guida di veicoli superveloci, sta registrando una serie di reazioni.

Il Centro Studi Promotor, ad esempio vede con favore il provvedimento annunciato dal ministro. «Le soluzioni proposte possono esser approfondite e migliorate ma l'orientamento espresso dal ministro Bianchi va certamente nella direzione giusta – dice Giamprimo Quagliano, direttore del Centro Studi – anche perchè le statistiche dimostrano, in particolare quelle delle “stragi del sabato sera”, che c'è una forte correlazione tra la potenza del veicolo e l'inesperienza alla guida. Il provvedimento appare opportuno anche perchè non sono stati sin qui ottenuti risultati apprezzabili nel prevenire queste stragi, in cui non di rado i giovani coinvolti sono alla guida di autovetture potenti». Si tratta. invece, «di una inspiegabile “fugain avanti”, per il presidente del Coordinamento Motociclisti, Riccardo Forte, che commenta: «Al parlamento europeo è in discussione la nuova patente europea -che dovrà stabilire le nuove regole per il conseguimento. E' una direttiva controversa, sulla quale non c'è ancora un accordo definitivo. Le posizioni sono ancora piuttosto distanti. In più contiene tante norme discrezionali applicabili da vari paesi, mentre lo scopo dovrebbe essere quello di armonizzare. Logica vorrebbe – dice Forte – che si facesse prima un Codice della Strada europeo e poi la patente».Il segretario Aduc, Primo Mastrantoni, esprime un giudizio molto duro: «Se il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, aspirava alle prime pagine dei giornali, il suo desiderio è divenuto realtà. In sostanza, secondo l'idea del ministro – dice Mastroianni – i neopatentati per i primi tre anni non potranno guidare auto potenti. L'obiettivo è quello di ridurre il numero di incidenti e quindi di morti e feriti. Quando e se sarà emesso il provvedimento ne sapremo di più. Intento lodevole, ovviamente, ma sono le modalità adottate che non ci convincono. Come si fa a diminuire i morti e i feriti limitando la potenza delle autovetture per i giovani? Le cifre smentiscono il ministro». Mastroianni conforta la sua tesi, con una serie di dati: il maggior numero di incidenti si verifica sulle strade urbane (76,6%), con il 44,5% di morti e il 72,7% di feriti. Il picco più elevato di incidentalità si registra intorno alle ore 18. Il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocita' troppo elevata costituiscono da sole il 50% dei casi. I conducenti morti a seguito di incidente stradale presentano il valore massimo in corrispondenza della fascia di età compresa tra 25 e 29 anni, seguiti dalla fascia di età 30-34 anni e dalla fascia 21-24 anni. Dunque non sono i diciottenni il pericolo ma i 25-30enni e si dovrebbe controllare di più il traffico e le sedi stradali nelle città alle 18.

Decisamente a favore di Bianchi, Carmelo Lentino , attuale Segretario Nazionale di Giovani Insieme e Presidente della CommissioneAffari Istituzionali del Forum Nazionale dei Giovani chiamato a coordinare la campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera “Basta un Attimo”. «Gli interventi descritti dal Ministro Bianchi per attivare una riforma del codice della strada e per migliorare la sicurezza stradale – sostiene Lentino – rappresentano finalmente un punto di partenza per contrastare le migliaia di morti soprattutto giovani che ogni settimana sentiamo in tutto il territorio nazionale. Ora però è arrivato il momento di attivare immediatamente una Conferenza sulle stragi del sabato sera; sarebbe un impulso fortissimo per tutti».

http://www.ilmeridiano.info/articolo.php?Rif=4792

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