Bertone-Maserati: Marchionne stravince il referendum

L'amministratore delegato di Fiat ha incassato un importante "sì" tra i lavoratori: le future Maserati si faranno alle sue condizioni. E ora la Fiom deve porsi alcune domande

4 maggio 2011 - 7:45

Gli operai e gli impiegati dell'ex-stabilimento Bertone di Grugliasco, cioè il sito scelto da Fiat per la produzione delle future Maserati, hanno votato “sì” al referendum di ieri sull'approvazione del piano di Sergio Marchionne. Su 1.011 votanti (il 93% delle maestranze) i pareri favorevoli sono stati ben 886, contro appena 111 “no”.

A FUROR DI POPOLO – Ora, dopo aver incassato un risultato quasi a furor di popolo, l'amministratore delegato di Fiat può dare il via al previsto piano d'investimenti (550 milioni di euro) per riqualificare lo stabilimento, che vedrà l'abbandono di quello storico Maserati, situato in viale Ciro Menotti a Modena, ritenuto ormai inadeguato dal management Fiat. Il voto di ieri rappresenta un'ulteriore vittoria per Marchionne e l'ennesima sconfitta per la Fiom, il sindacato dei matalmeccanici che costituisce l'”ala dura” della Cgil. Il risultato è tanto più significativo in quanto (almeno, così si riteneva) la Fiom aveva la maggioranza tra le sigle sindacali presenti alla ex-Bertone.

IL DILEMMA SINDACALE – In realtà, pare che anche la Fiom avesse dato indicazioni di votare “sì”, e questo non può non sorprendere, visto che il motivo del braccio di ferro tra Marchionne e il sindacato è che la casa torinese subordinava gli investimenti, l'avvio della produzione delle nuove vetture e il ricollocamento delle maestranze della ex-Bertone all'accettazione di queste ultime (che sono in cassa integrazione da circa sei anni) del nuovo contratto di lavoro già approvato e in vigore a Mirafiori e a Pomigliano d'Arco, i cui operai a suo tempo s'erano espressi favorevolmente alla sua adozione. Nel caso di Mirafiori e Pomigliano, Fiom è invece ricorsa alla magistratura, ma dopo la sconfitta di Grugliasco diventa difficile continuare a difendere questa decisione. In realtà, proprio gli 886 “sì” al referendum di ieri dovrebbero invece far riflettere il sindacato sul suo vero potere di rappresentanza tra i lavoratori e su che cosa essi vogliono davvero.

1 commento

francesco
14:44, 4 maggio 2011

Sono felice per il risultato del referendum. Si aprono nuove opportunità per gli attuali operai e per il futuro della zona industriale.

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto usate: gli italiani preferiscono ancora le diesel

Pneumatici nuovi: emettono idrocarburi per 3.000 km

Incidenti stradali in Europa: 6 mila bambini, le vittime in 10 anni