Beppe Grillo contro l'auto

Nel programma elettorale, il comico si dichiara contro l'auto privata nei centri urbani

4 febbraio 2013 - 6:00

Che cosa propongono per l'auto i partiti politici, nei loro programmi, in vista delle elezioni del 24-24 febbraio? Quasi zero. Fra le eccezioni, c'è quella rappresentata dal MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo.

DISINCENTIVARE – Il comico è chiaro: al capitolo “Trasporti” del suo programma, parla di disincentivo dell'uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane. Poi mira allo sviluppo di piste ciclabili protette, in città e fuori, associato alla istituzione di spazi condominiali per le bici, e di parcheggi per le bici nelle aree urbane. Grillo punta a una tassazione per le auto private col solo guidatore a bordo che entrino nei centri storici. Al contempo, mira al potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti. Vuole quindi proibire nuovi parcheggi nelle aree urbane, e sviluppare le tratte ferroviarie legate al pendolarismo. Inoltre, Grillo intende incentivare le aziende che utilizzano il telelavoro, e un sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme trasporto pubblici. Infine, il MoVimento 5 Stelle è favorevole alle corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane e a un piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale.

DIFFICILE – È chiaro che si tratta di un piano difficile da realizzare, anche perché – come di recente ha ricordato l'Unione europea – la rete elettrica di ricarica delle vetture è molto indietro in Italia. A ogni modo, Grillo ha il merito di parlare della mobilità nel suo programma, a differenza di quasi tutti gli altri partiti: come sempre, è contrario all'uso della vettura privata in città (lo dice spesso nel suo blog, dove sovente s'è scagliato contro le Case che producono macchine inutilmente veloci, e quindi pericolose). Ma il problema sta nell'effettiva possibilità di dare un'alternativa valida a chi si muove coi mezzi pubblici, specie dopo un 2012 disastroso sotto questo profilo per i pendolari italiani, che in diverse città hanno subìto disagi d'ogni genere. Siamo sicuri che – bloccando l'auto privata in città – tutti i pendolari vengano serviti in modo adeguato dai mezzi pubblici? Davvero i Comuni hanno risorse da investire per il cittadino che vuole liberarsi dell'auto? Se già ora i Comuni faticano a fornire servizi all'altezza, come potrebbero aiutare un maggior numero di utenti?

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