Benzina sotto 1,8 euro: mai così da febbraio

Il prezzo della benzina scende ai minimi da febbraio 2012

8 novembre 2012 - 6:59

Non si vive solo di pessime notizie: fra tasse e aumenti d'ogni genere, ecco ogni tanto una lieta novella, come quella che vede protagonista il prezzo della benzina, sceso sotto 1,8 euro il litro, ai minimi da febbraio 2012.

TUTTE GIÙ – Parliamo della media nazionale, mentre si segnalano anche, nell'orario di chiusura, a 1,73 euro, col diesel a 1,757. L'ultima scia di ribassi ha portato il prezzo medio della verde a 1,794 euro al litro nei distributori TotalErg, che è poi il marchio con il prezzo più basso al momento stando alle rilevazioni di Staffetta Quotidiana. Sotto 1,8 pure Q8 a 1,799 euro. Sulla rete nazionale calano quindi le medie ponderate dei prezzi consigliati in modalità servito. Quasi tutte le Compagnie hanno seguito l'esempio dato da Eni tre giorni fa raffreddando i listini, con riduzioni tra 1 e 3 centesimi sulla benzina e tra 1 e 2 centesimi sul gasolio.

PERCHÉ CALA – Alla base del ribasso, c'è il calo delle quotazioni internazionali, che si riflette positivamente sui prezzi alla pompa. Come spiegava qualche giorno fa la Figisc (sindacato gestori benzina), il prezzo del greggio è di recente diminuito, attestandosi a 84 euro/barile. Anche l'andamento delle dinamiche dei prodotti raffinati è stato ribassista: le chiusure del mercato internazionale dei prodotti finiti Platt's hanno fatto registrare una variazione in diminuzione di 1,4 eurocent/litro per la benzina (con IVA) e di circa 2,6 per il gasolio. Il trasferimento di queste dinamiche si è riflesso in maniera differenziata sui prezzi alla pompa, scesi per la benzina di -3,8 eurocent/litro e di -1,6 eurocent /litro per il gasolio. In un mese circa, le quotazioni internazionali dei prodotti sono scese di 4,6 cent/litro per la benzina e di 2,3 per il gasolio, mentre i prezzi alla pompa sono calati di 4,7 cent/litro per la benzina e di 1,4 per il gasolio.

REAZIONI – Comunque, non è che ci siano da fare i salti di gioia, perché si resta su livelli altissimi, ma pur sempre meglio della drammatica soglia dei due euro il litro raggiunta l'estate scorsa. “Siamo lontanissimi dal prezzo corretto a cui si dovrebbe attestare”, sottolineano Federconsumatori e Adusbef: “Infatti, il costo del petrolio si trova oggi allo stesso divello di un anno fa. Il costo della benzina, però, al netto dell'aumento della tassazione e considerando la rivalutazione del dollaro sull'euro, registra ancora ben 11 centesimi di troppo. Un aggravio che, sulle tasche degli automobilisti, si traduce in un maggiore esborso di: +132 euro annui per costi diretti, +106 euro annui per costi indiretti (dovuti alle ricadute sui costi di trasporto dei beni). Complessivamente, quindi – insistono – i maggiori costi determinati da questo intollerabile sovrapprezzo sono pari a +238 euro annui. È urgente eliminare questa inammissibile maggiorazione sul prezzo dei carburanti e ridurre le accise di almeno 6 centesimi, come già avvenuto in Francia”. Ma il vero problema riguarda l'IVA, in procinto di schizzare al 22%: “È fondamentale – sostengono le due associazioni – togliersi dalla testa qualsiasi ulteriore aumento dell'IVA dal prossimo anno, che avrebbe effetti catastrofici non solo in maniera diretta sui prezzi, ma anche alla luce del potente effetto moltiplicatore del costo dei carburanti. Infine, è necessario che il Parlamento approvi l'emendamento alla legge di stabilità in discussione in questi giorni, che renderebbe finalmente operativo il meccanismo dell'accisa mobile, uno strumento in grado di riequilibrare la tassazione attraverso una diminuzione dell'accisa quando aumenta l'IVA sul prezzo industriale della benzina, a causa dell'andamento del costo del petrolio. Operazione che rivendichiamo da anni e che porterebbe importanti benefici per i cittadini”. Sulla stessa linea la Coldiretti: ''Il contenimento dei costi energetici è importante per frenare l'inflazione e sostenere la ripresa per l'effetto diretto e indiretto che ha sui consumi delle famiglie. Il prezzo della benzina negli ultimi tempi ha infatti via via scavalcato quello di un litro di latte, di un chilo di pasta e in alcuni casi anche quello del vino con pesanti effetti sul potere di acquisto degli italiani. Per effetto della riduzione del potere di acquisto, le famiglie italiane – conclude la Coldiretti – hanno tagliato anche le spese alimentari con un calo del 3% nei primi nove mesi dell'anno''.

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