Benzina: sindacati dei gestori all'attacco di Eni

Studio della Fegica Cisl: prezzi Eni da tre anni manovrati a piacere per far sembrare che ci siano effettivi ribassi

28 gennaio 2013 - 6:00

Durissimo attacco della Fegica Cisl (sindacato gestori benzina) all'Eni: da tre anni, i prezzi del cane a sei zampe sarebbero manovrati a piacere per far sembrare che ci siano effettivi ribassi.

METODO PERSONALIZZATO – A due anni e mezzo dall'introduzione del cosiddetto metodo personalizzato (la fissazione di prezzi differenti impianto per impianto) da parte del leader del mercato italiano dei carburanti, la Fegica Cisl ha condotto uno studio sugli effetti che si sono prodotti. Ne emerge, dice il sindacato, una situazione estremamente opaca e confusa: sono oltre 150, tra rete ordinaria e autostradale, i prezzi differenti fissati sulla rete a marchio. Questo rende impossibile, non solo agli automobilisti ma persino a istituzioni e informazione, conoscere e dare conto ai cittadini di quale sia il reale posizionamento del “prezzo Eni” all'interno di un mercato che la “azienda di Stato” condiziona in tutto e per tutto, dall'alto della sua quota mercato stabilmente ben oltre il livello fatidico del 30%.

RISULTATO – Secondo la Fegica Cisl, è proprio una tale opacità a consentire a Eni di fissare diffusamente prezzi al di sopra del proprio stesso listino, senza che questo possa essere pienamente percepito persino dagli stessi operatori professionali che pure monitorano costantemente il settore. Ne consegue un'ingiustificata penalizzazione per una larghissima parte di automobilisti italiani e dei gestori di impianti Eni, costretti a subire gli effetti negativi di un tale metodo che produce differenze di prezzo tra un punto vendita e l'altro, sempre a marchio Eni, che arrivano fino a 23 centesimi/litro in Italia e a 14 cent all'interno di una stessa provincia. E lo scontone estivo? Per il sindacato, abbandonato temporaneamente il metodo personalizzato, l'Eni rese pubblico un prezzo unico nazionale ben definito e verificabile, costringendosi effettivamente a scontare di circa 20 cent il proprio listino. La studio della Fegica Cisl evidenzia, inoltre, come l'utilizzo del cosiddetto “iperself h24” amplifichi gli effetti sopra sottolineati, consentendo a Eni di esporre fuori dai propri impianti “prezzi civetta”, apparentemente competitivi, ma che risultano essere più alti dei competitors degli altri marchi petroliferi, se confrontati più correttamente per modalità di vendita omogenee (self service pre pay, self service post pay, servito).

CONTRADDIZIONE? – Infine, dallo studio emerge anche che la rete Eni sia in costante e deciso aumento di punti vendita: in 30 mesi gli impianti a marchio sono aumentati di 633 unità (+14,15%), portando il totale oltre quota 5.100. Ciò malgrado l'evidente necessità e urgenza che vengano adottati piani tesi a ridurre i punti vendita della rete italiana e che proprio da Eni si siano recentemente levati, in più occasioni, appelli alla ristrutturazione della rete.

1 commento

Ristoblog
8:07, 28 gennaio 2013

Mi chiedo da sempre dove sia la logica quando i distributori Eni, in modalità Iperself, offrono il medesimo giorno e nel raggio di 10 km. il gasolio a prezzi che vanno da 1,645 ad 1,725…

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