Benzina prodotta dall'aria? In Inghilterra é giá realtà

Una piccola raffineria inglese ha scoperto come ricavare benzina dall'aria, combinando due semplici e antiche ricette

22 ottobre 2012 - 7:00

Chi l'avrebbe mai immaginato che la soluzione all'inquinamento fosse nell'inquinamento stesso? Nessuno, se si esclude l'equipe di studiosi inglesi che ha messo a punto un processo di produzione di benzina sintetica, partendo da acqua e anidride carbonica per poi convertire il metanolo ricavato. La scoperta rivoluzionaria sembra aver conquistato già il supporto di molti investitori, anche se alcuni esperti non nascondono qualche perplessità sul rendimento del processo di trasformazione.

COME LE PIANTE – Una piccola raffineria pilota di Stock on Trees, in Gran Bretagna, ha dato vita al progetto Air Fuel Syntesis, un processo che consente di ottenere da alcuni degli scarti prodotti dalla combustione della benzina, altra benzina. Quando la benzina brucia, il carbonio e l'idrogeno che la compongono si separano, molto banalmente, l'idrogeno si combina con l'ossigeno formando acqua e la stessa cosa fa il carbonio, che combinato forma diossido di carbonio, la più nota CO2. Ricombinando l'idrogeno prodotto dall'elettrolisi dell'acqua e l'anidride carbonica estratta dall'aria inquinata che infesta anche i cieli londinesi, gli scienziati non hanno fatto altro che mettere insieme due processi che da sempre sono sotto il naso di tutti. “Sembra troppo bello per essere vero, ma è vero . Lo stanno facendo e io ero lì. La novità è che hanno creato come un processo. Si tratta di un piccolo impianto pilota per la cattura dell'aria e l'estrazione di CO2 basato su principi ben noti. Utilizza componenti ben noti e una tecnologia consolidata, ma ciò che è interessante è che hanno messo il tutto insieme e dimostrato che si può fare” ha dichiarato Tim Fox, Responsabile Energia e Ambiente presso l' Institution of Mechanical Engineers di Londra.

L'ARIA, UNA MINIERA DI CO2 – Il processo di sintesi durato oltre tre mesi ha portato alla produzione dei primi 5 litri di benzina “rinnovabile”, estraendo anidride carbonica industriale e idrogeno dall'acqua, che combinati in un reattore con un catalizzatore hanno generato il metanolo convertito poi in benzina. Nonostante il progetto durato oltre due anni da 1,6 milioni di dollari, finanziato da investitori privati non riconducibili ad alcuna società petrolifera, sia già in grado di creare un idrocarburo liquido sintetico, prima dell'industrializzazione, l'anidride carbonica utilizzata potrà essere solo di origine industriale. L'estrazione di CO2 presente nell'atmosfera richiede ancora un costo poco vantaggioso, di circa 400 sterline per ogni tonnellata, anche se il Direttore Esecutivo dell'azienda Peter Harrison ha annunciato che “il vero traguardo si raggiungerà quando tra qualche mese riusciremo a produrre su scala commerciale un combustibile che è già in grado di alimentare auto, camion e ciclomotori”. La benzina ecocompatibile oltre a promettere la svolta dal punto di vista ambientale, non richiederebbe alcuna infrastruttura aggiuntiva poiché trasportabile, e distribuibile con le reti del carburante meno pulito, dal quale sembra distinguersi solo nel colore più chiaro.

ECLISSI ELETTRICA? – L'impianto, con cui la piccola azienda britannica ha mostrato alla BBC il processo di trasformazione della benzina, sembrerebbe ancora troppo piccolo ed energeticamente inefficiente per poterlo proiettare in una realtà commerciale. Intanto, insieme alla concretezza dei dati divulgati, le promesse si sprecano: l'azienda afferma di avere gli strumenti per produrre tra due anni 1200 litri di benzina ecologica al giorno, ma non nasconde di dover far fronte al problema dei costi energetici delle trasformazioni. “Con qualsiasi tecnologia c'è sempre una perdita in una conversione energetica – dichiara l'azienda – l'efficienza di una centrale al carbone è solo del 30%. Tuttavia, la nostra efficienza energetica AFS è migliore di quella e continuerà a migliorare, e naturalmente noi non contribuiremo al riscaldamento globale” . La fase di startup avverrà con l'impiego di energia elettrica dalla rete di distribuzione, per poi utilizzare l'energia proveniente da fonti rinnovabili che la rete non riuscirebbe ad assorbire. Se il progetto ASF mantenerrà le promesse, il nuovo carburante sintetico ed ecologico (di cui ancora non si può prevedere il costo al dettaglio) potrebbe affondare del tutto l'auto elettrica in uno scenario economico, che di ambientale ha poco più delle intenzioni?

1 commento

alessio
22:54, 22 ottobre 2012

behe, non so ma eugenio bersanti aveva inventato il motore a scoppio ad idrogeno nel1856 ma non e stato mai messo in produzione, non inquinava

grazie ai british noi possiamo soffrire il cancro

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