Benzina: pompe truccate e “tassa sulle disgrazie”

Automobilisti italiani senza pace: nel Padovano, pompe truccate; intanto, si pensa a un'altra accisa sulla benzina

29 marzo 2012 - 8:00

Tu ti informi per sapere dove la benzina si paga meno, magari ti metti pure la fila per attendere di fare rifornimento, torni a casa credendo di aver risparmiato sul pieno, e alla fine t'arriva una mazzata: la pompa era truccata. Non solo non hai speso meno, ma hai anche sborsato quattrini più del dovuto. È successo (però non è la prima volta in Italia) nel Padovano.

I FURBETTI DEL PIENO – Alcuni benzinai “intelligenti” del Padovano truccavano i distributori in modo da erogare meno benzina e gasolio rispetto a quello visualizzato dal display, abbindolando migliaia di persone. Lo ha appena scoperto la Guardia di finanza di Padova, che ha denunciato 11 persone sequestrando una stazione di servizio, nove impianti privati e 24 colonnine erogatrici. Attenzione, le indagini sono ora estese ad altri distributori. Parliamo di una vendia illecita di 370.000 litri di prodotti petroliferi: l'anno scorso, due benzinai nel 2011 hanno sottratto 33.000 litri di carburante, ovviamente pagati dai clienti, con “magate” alle schede carburante.

GASOLIO AGRICOLO – Per non parlare di 11 aziende florovivaistiche che hanno utilizzato 9.000 litri di gasolio agricolo, acquistato a tariffe agevolate, per finalità diverse da quelle previste dalla legge, ossia per alimentare serre e trattori. Ciliegina sulla torta, 400.000 litri di carburante sono stati venduti in violazione delle norme fiscali.

ALTRA MAZZATA – Se non si ferma la corsa della benzina in Italia (nell'ultimo anno ha registrato il tasso di aumento, +18%, più alto del globo terracqueo), il costo potrebbe lievitare non solo in funzione del prezzo del petrolio, delle tensioni internazionali e delle speculazioni, ma anche per il prelievo fiscale. Infatti la commissione Affari costituzionali del Senato ha dato l'ok al ripristino dell'automatismo per il finanziamento del fondo imprevisti per le calamità naturali: quella che – forse in modo un po' macabro (ma la definizione si attaglia al momento di crisi delle famiglie italiane) – viene detta “tassa sulle disgrazie”. Cioè: la possibilità per le Regioni colpite da un terremoto o un'alluvione o qualche altra calamità naturale, di aumentare le accise sui carburanti. Tenetevi forte, forse fra qualche mese avremo addirittura nostalgia del litro di benzina pagato a due euro…

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