Benzina, per Natale altri disagi

Dopo lo sciopero, ecco il "No RID Day" e il blocco dei pagamenti con moneta elettronica

13 dicembre 2012 - 6:23

Non bastava il continuo rincaro delle accise, né lo sciopero dei gestori di benzina di questi giorni: adesso, sotto Natale, arrivano altri pesanti disagi per l'automobilista, vera unica vittima dello scontro che vede da una parte i benzinai e dall'altra Petrolieri e Governo Monti.

RIFORNIMENTO A RISCHIO – Il pieno di benzina è “in pericolo” nelle settimane delle festività natalizie, perché la durissima protesta indetta dalle sigle Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio non si ferma. Mettendo nel mirino Compagnie ed Esecutivo, tra il 17 e 22 dicembre prossimi i gestori hanno indetto il “No RID Day”, nel quale non pagheranno le forniture alle Società petrolifere per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti collettivi. Perdipiù, molte Compagnie hanno annunciato a loro volta che non riforniranno gli impianti. Intanto, l'Unione petrolifera spiega che, “per le commissioni bancarie, vi è stata la disponibilità dell'ABI [le banche] ad aprire un confronto con le associazioni dei gestori per un'analisi specifica sulla distribuzione carburanti non appena sarà reso noto il Decreto più generale sulle commissioni bancarie in via di emanazione”. Insomma, è paralisi. Aggravata dalla crisi annunciata dal Governo dei tecnici.

E DUE – Inoltre, a sostegno gratuità dei pagamenti con carte di credito e bancomat, i gestori, dal 24 al 30 dicembre prossimi, rifiuteranno i pagamenti con moneta elettronica (carte di credito, pago bancomat e altro), protestando “contro il rifiuto delle banche ad applicare la norma di legge che prevede la gratuità dell'utilizzo della moneta elettronica, sia per i gestori sia per i consumatori, per il pagamento dei rifornimenti fino a 100 euro”. Una vecchia questione, che si protrae da anni, con norme cavillose soggette a più interpretazioni: come sempre, alla fine, a pagare è il cittadino.

SCIOPERO OK – Intanto, alle 10 della mattina di ieri, in pieno sciopero, al netto dei punti vendita aperti per garantire i servizi minimi disposti dall'Autorità di garanzia, il 92% dei gestori italiani ha aderito allo sciopero dei benzinai. Lo rendono noto Faib Confesercenti, FegicaCisl e Figisc/Anisa, precisando che si stanno registrano punte oltre il 95% soprattutto in alcune grandi città come Roma, Milano, Firenze, Napoli, Bologna e Palermo. Per i gestori si tratta di “una grande e significativa manifestazione di partecipazione e compattezza, una risposta eccezionale soprattutto se si considerano le inaudite forme di minaccia e ricatto messe in atto diffusamente dalle compagnie petrolifere nei giorni scorsi e in queste ore stesse”. Certo, c'è la dimostrazione della drammaticità dello stato in cui versa una intera categoria di lavoratori a causa delle violazioni delle leggi (di cui – per i gestori – sono responsabili Petrolieri, banche e Governo); ma soprattutto è la prova che per l'automobilista è un calvario.

1 commento

andreagarbini
15:20, 17 dicembre 2012

– hummm, gli scioperi (o meglio “serrate”) dei benzinai (almeno in Italia) a mia memoria (30 anni…) non hanno mai avuto effetto
(se non per i rifornimenti…anticipati di chi teme lo sciopero)

revoca poco prima della decorrenza annunciata, oppure molti impianti aperti durante la serrata

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto usate: gli italiani preferiscono ancora le diesel

Pneumatici nuovi: emettono idrocarburi per 3.000 km

Incidenti stradali in Europa: 6 mila bambini, le vittime in 10 anni