Benzina e RCA alle stelle? L'Italiano scappa dall'auto

Secondo gli esperti di infortunistica stradale, un terzo degli italiani ha ridotto l'uso dell'auto perché troppo costosa

29 novembre 2012 - 7:22

Benzina e polizze assicurative mettono in fuga l'italiano dall'auto: secondo un sondaggio dell'Aneis (Associazione nazionale esperti infortunistica stradale), il 30% ha ridotto l'uso della macchina in modo significativo per i costi che comporta.

CRISI – In Italia, il mercato dell'auto va a picco, e a fine anno la spesa degli italiani per l'auto calerà dai quasi 200 miliardi del 2011 fino a toccare quota 185,4 miliardi di euro, (-6,4%) nel 2012, mentre le spese per l'acquisto quest'anno hanno già toccato il -24%. I motivi del crollo sono i prezzi della benzina, passata da 67 a 71 miliardi di euro (+6,06%), e delle polizze assicurative, salatissime, nonostante quest'anno siano sostanzialmente invariate. Il sondaggio Aneis (111 intervistati) fa emergere che l'8% degli automobilisti lascia l'auto nel box per risparmiare, e il 2% perché non ha il denaro per pagare la RCA, ma a incidere sono pure il bollo e la manutenzione.

MISTERO RCA – “Ci si domanda a questo punto  – afferma il presidente Aneis, Luigi Cipriano – perché il costo delle polizze continui ad aumentare quando invece dovrebbe diminuire. Il numero dei vicoli immatricolati e quindi dei contratti stipulati cresce e salgono gli introiti per le Compagnie, mentre gli automobilisti, per risparmiare benzina, utilizzano la vettura sempre meno e il rischio di incidenti conseguentemente diminuisce”. L'Aneis fa notare che, parimenti, il numero dei sinistri è in continuo calo, l'importo dei risarcimenti in favore di coloro che hanno subìto incidenti stradali è diminuito drasticamente soprattutto “grazie a una recente legge che ha vergognosamente favorito le Compagnie consentendo loro di lucrare immoralmente sul dolore e sulla sofferenza delle vittime della strada. La stessa legge  – continua Cipriano – ha inasprito le pene per coloro che, senza averne diritto, cercano di ottenere un risarcimento alterando o aggravando i danni: costoro rischiano fino a 5 anni di reclusione. Ma quando la Compagnia riduce o nega il giusto risarcimento a chi ne ha  veramente diritto, perché per l'Assicurazione non è prevista alcuna pena?”.

TESI ANIA – In realtà, l'Ania (l'associazione delle Assicurazioni) sostiene che “per arrivare a un duraturo e sostenibile trend discendente dei prezzi Rc auto c'è un'unica strada: intervenire sui fattori strutturali che mantengono elevato il costo dei sinistri. Va in questa direzione l'intervento, nel Decreto liberalizzazioni, sui danni alla persona di lievissima entità, di cui si cominciano a registrare i primi segnali positivi, nonostante le forti resistenze dei professionisti del danno, che vedono intaccare una parte del loro giro d'affari. Ma questa misura non è sufficiente”. Per incidere in modo duraturo sul costo dei sinistri bisogna – dice l'Ania – “procedere all'emanazione della tabella relativa alla valutazione economica dei danni gravi alla persona prevista dal Codice delle assicurazioni (dal 2005), stabilendo valori in linea con quelli europei. Bisogna poi eliminare le previsioni che determinano vantaggi impropri a chi intende speculare, come la norma che ha ridotto a due giorni il termine entro cui la compagnia può ispezionare i danni del veicolo. È inoltre necessario abbreviare i tempi (oggi previsti in un massimo di due anni dall'emanazione del Regolamento attuativo) per il completamento della 'dematerializzazione' dei contrassegni assicurativi, misura indispensabile per contrastare efficacemente le contraffazioni dei documenti RCA. Occorre, infine, incentivare la riparazione diretta dei veicoli in luogo del risarcimento in denaro, come strumento efficace sia per la riduzione dei costi dei danni materiali sia per il controllo anti-speculativo dei sinistri. Solo con l'attuazione di queste ulteriori misure le imprese potranno procedere a una significativa riduzione dei prezzi della RCA”. Insomma, dai provvedimenti già attuati (vedasi il colpo di frusta risarcibile dietro esame strumentale che lo dimostri) non dobbiamo aspettarci ribassi RCA: ma era proprio quello che voleva il Governo Monti quando ha approvato questa norma a favore delle Compagnie?

1 commento

Andrea
9:20, 29 novembre 2012

– disclaimer: mi occupo di risarcimento danni…
Ciò premesso,
1) trovo del tutto ingiusto impedire/limitare (per legge!) il risarcimento dei danni alla persona “di lievissima entità”; se danno c'è, deve essere pagato (cosa direbbero le compagnie se, per legge, venisse stabilito che le polizze per i rischi “di lievissima entità” vanno emesse a “premio zero” o comunque a prezzo pollllitico?);
2) bene la modifica della norma che ha ridotto a 2 gg il termine per le compagnie per visionare il danno, ciò però presuppone che le compagnie paghino senza storie il danno da “fermo” del veicolo (niente pietà per i furbi, nè per gli automobilisti falsi-danneggiati, nè per le compagnie…farisee);
3) bene anche la “riparazione diretta”, cioè risarcimento del danno in forma specifica, presso carrozzerie/officine convenzionate con le compagnie; ciò però presuppone -in caso di riparazione fatta male- la responsabilità solidale delle compagnie per il risarcimento del danno/rifacimento del lavoro (ricordo ancora un sinistro coperto da polizza kasko, dove il perito della compagnia pretendeva di far riparare -anzichè sostituire- il radiatore danneggiato: a fronte di un risparmio di 100 euro, se una nuova perdita del liquido refrigerante avesse fatto bruciare la guarnizione della testa/grippaggio motore, chi pagava i danni?)

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Michelin CrossClimate 2 SUV: aderenza sorprendente nei test

SicurAUTO.it al convegno sulla sicurezza delle batterie al Litio

Frenata automatica: ancora molti limiti nei test AAA da 50 km/h