Benzina alle stelle. E il governo aumenta le accise

Qual è la cosa migliore da fare quando il prezzo dei carburanti batte ogni record? Gravarli di un aumento delle tasse, naturalmente. Davvero non si poteva scegliere un momento più adatto?

25 marzo 2011 - 8:35

Il sottosegretario di Stato alla presidenza Gianni Letta ha annunciato l'altro ieri, al termine di una riunione del Consiglio dei Ministri, il probabile aumento di uno o due centesimi di euro delle accise sulla benzina. La maggiorazione servirebbe a eliminare l'annunciato aumento di un euro del prezzo del biglietto del cinema e a irrobustire la dotazione del Fondo Unico per lo Spettacolo.

TEMPISMO PERFETTO – Se le dichiarazioni del sottosegretario Letta si trasformeranno in realtà, però, il vero spettacolo ad andare sulle scene sarà un altro: quello di un governo che non sa neppure scegliere qual è il periodo psicologicamente più propizio per far digerire agli italiani una misura di inasprimento fiscale, quella sull'accisa, già di per sé impopolare. Infatti, con la Libia tuttora sotto le bombe, con altri Paesi produttori di greggio agitati da sconvolgimenti sociopolitici e con il prezzo del barile in tensione, non si può certo dire dire che il momento sia adatto a introdurre una maggiorazione della componente fiscale che avrà l'effetto immediato di far aumentare ulteriormente il prezzo alla pompa del carburante e preleverà altri soldi dalle tasche di una categoria, quella degli automobilisti, che rappresenta già il maggior fornitore di denaro per l'erario.

UNA MISURA CHE DEPRIME – Anche l'Anfia, l'associazione che rappresenta la filiera dell'auto, deve aver rilevato l'intempestività del provvedimento, tanto che ha emesso un comunicato. Il suo presidente, Eugenio Razelli, ha infatto dichiarato: “Siamo preoccupati per le conseguenze che questo rincaro potrebbe produrre in termini di aumento dell'inflazione e riduzione dei consumi, proprio in un momento in cui, invece, per far ripartire il mercato, occorrerebbe risollevare la fiducia dei consumatori. In questa direzione vanno le misure per la ripresa varate da altri Paesi europei come la Gran Bretagna che, ad esempio, ha ridotto di un penny l'accisa sul carburante”.

TASSA AL 54% – In Italia, invece, nessuna remora nell'inasprire il prelievo fiscale sulla benzina che già oggi è gravata da un accisa pari al 54%. In altre occasioni, con il prezzo del petrolio e quello dei carburanti in salita, il governo aveva agito in senso esattamente opposto, alleggerendo le accise proprio per calmierare i prezzi alla pompa. Questa volta no: pagheremo la benzina ancora più cara di quanto non avvenga oggi. Ma almeno potremo consolarci andando al cinema: guarderemo il film senza pagarlo un euro in più.

1 commento

Gianpiero
10:50, 28 marzo 2011

semplicemente scandaloso….. Mi vergogno di averli votati… e loro che dovrebbero rappresentare la volontà del popolo Italiano!!! Questi rappresentano solo la volontà dei loro conti in banca!!!!

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