Benzina: accisa mobile, fine delle illusioni

Il ministro dell'Economia Grilli conferma: niente accisa mobile. Altra batosta per chi guida

25 ottobre 2012 - 7:41

Niente da fare, l'automobilista deve continuare a pagare tutte le tasse sulla benzina: il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, conferma che non ci sarà nessuna accisa mobile.

L'IDEA – L'accisa mobile, o accisa elastica, era un'idea nata qualche mese fa in Consiglio dei ministri: un intervento per calmierare il prezzo del carburante, che in Italia ha raggiunto livelli record toccato livelli record, incidendo negativamente sull'automobilista, sulle famiglie, sulle Imprese, coi costi del trasporto che sale, e di riflesso i prezzi dei beni di consumo. L'accisa mobile è infatti uno strumento che contrasta l'aumento dell'IVA, in automatico, appena il prezzo del petrolio sale. Viene ridotta la tassa sulla tassa sulla benzina, che l'IVA: uno o due centesimi il litro in meno alla pompa. Ma il Governo ci ha poi ripensato, sino alla dichiarazione delle scorse ore del ministro.

RIDUZIONE STRUTTURALE – Grilli sosiene che bisogna ridurre le accise in maniera strutturale non appena ci saranno spazi per farlo: “Non sono favorevole a un decreto anticiclico sui carburanti, ma bisogna ridurre le accise sulla benzina in maniera strutturale perché il Decreto anticiclico andrebbe solo a favore dei Paesi produttori ed è sbagliato. Bisogna invece ridurre le accise in maniera strutturale non appena ci saranno spazi per farlo”. Queste le sue parole all'assemblea degli industriali di Verona. E in merito alle voci su possibili dismissioni di pacchetti azionarie di Eni, Enel e Finmeccanica, il ministro ha spiegato che il Governo non ha in programma di ridurre le partecipazioni azionarie, ma per abbattere il debito serve un programma pluriennale da “centinaia di miliardi”, attraverso una stretta collaborazione con gli enti locali: “Se lo Stato dismettesse la partecipazione in Finmeccanica si ritroverebbe 700 milioni, e perderebbe Finmeccanica. Dobbiamo avere un programma di dismissioni pluriennale, da centinaia di miliardi, che passa per la collaborazione con il territorio, perché altrimenti lo Stato finisce la benzina in due anni”.

CIRCA 240 MILIONI DI MOTIVI – Con l'accisa mobile, il gettito fiscale annuo sarebbe sceso di circa 240 milioni di euro; ed ecco spiegato il no dell'Esecutivo e del ministro dell'Economia. Evidentemente, le casse dello Stato (in attesa di massicci tagli della politica centrale e locale) proprio non possono fare a meno dei soldi degli automobilisti italiani. Peccato, perché si sarebbe trattato di un provvedimento corretto, subito efficace, in grado di incidere leggermente sul prezzo della benzina, a favore delle famiglie. Alla fine, anziché ritrovarsi con l'accisa mobile, e con l'eliminazione dell'accisa sul terremoto dell'Emilia a fine 2012, ci si ritroverà con tutte le tasse, senza eccezioni.

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