Beffa benzina: l'accisa sul terremoto in Emilia resta

Diventa definitiva l'accisa per la ricostruzione Emilia, tassa che invece doveva sparire a fine 2012

22 ottobre 2012 - 6:00

Chiariamo subito un punto: l'Emilia ha diritto a qualsiasi tipo di forzo economico e di aiuto sociale possibile, in considerazione del terremoto che l'ha colpita a maggio 2012. Tuttavia, la vicenda dell'accisa a favore della ricostruzione in Emilia è stata gestita male dal Governo, il quale ha prima promesso una tassa provvisoria, per poi renderla definitiva.

LA PROMESSA – “A copertura degli interventi previsti a seguito del sisma è stato deciso l'aumento di 2 centesimi dell'accisa sui carburanti per autotrasporto così come l'utilizzo di fondi resi disponibili dalla spending review”, si leggeva in una nota di Palazzo Chigi a fine maggio di quest'anno. Con la promessa che l'accisa sarebbe scomparsa a fine dicembre 2012. All'epoca, subito Cgil, Cisl e Uil si dissero contrarie all'aumento delle accise sulla benzina per destinare risorse alle Province colpite dal terremoto. Secondo i sindacati, sarebbe stato più utile cercare risorse nel recupero dell'evasione fiscale e nella riduzione degli sprechi. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, aveva perfino chiesto all'Unione petrolifera di valutare l'opportunità di ridurre il prezzo industriale dei carburanti (al netto delle imposte) per contribuire a farsi carico dell'aumento dell'accisa deciso dal governo. “Siamo certi – aveva affermato Passera – che, in questo momento di emergenza per tanti cittadini e Imprese, anche le aziende petrolifere, che rappresentano uno dei comparti industriali più importanti a livello nazionale, vorranno fare la loro parte”.

LA REALTÀ – Ma adesso il Disegno di legge stabilità renderà strutturali gli incrementi dell'imposta sui carburanti; alla stessa stregua, è definitivo l'aumento di 0,42 centesimi il litro introdotto il 9 agosto scorso per finanziare il bonus fiscale a favore dei gestori delle stazioni di servizio. In tutto, fanno tre centesimi il litro, inclusa IVA, così da avere un miliardo di gettito l'anno prossimo e 800 milioni di euro a regime, sulla pelle degli automobilisti. Ma le polemiche non mancano: “L'Esecutivo continua ad aumentare le tasse a carico dei cittadini e colpisce sempre lo stesso obiettivo – protesta Nicola Baldo, presidente della sezione commercio di Confcommercio Verona e presidente regionale del sindacato energia di Confcommercio -. Da questa proroga poco gradita, il Governo stima di ricavare un gettito annuo aggiunto di 947,5 milioni di euro nel 2012, 839,8 milioni nel 2014 e 863,6 milioni nel 2015. Se a ciò aggiungiamo l'aumento dell'IVA viene veramente da chiedersi quale sarà il futuro dei consumi in questo Paese che rischia, a fronte di politiche così poco lungimiranti, il baratro. Il prezzo dei carburanti continua ad aumentare non per colpa delle industrie petrolifere ma a causa della voracità dello Stato”. In quanto alla buona volontà dei Petrolieri, invocata da Passera, preferiamo glissare: non s'è visto neppure un minimo sforzo in questa direzione.

TUTTE STRUTTURALI – Le accise sulla benzina erano, sono ed evidentemente resteranno una leva fiscale micidiale, usata da qualsiasi Governo, in momenti di emergenza. L'elenco dei rincari che gravano su questa imposta è infinito e risale al 1935. Solo per citarne alcune, il primo aumento delle accise risale infatti alla guerra in Abissinia (1,9 lire). Altre 14 lire sono state aggiunte per la crisi di Suez del 1956. Poi il disastro del Vajont del 1963 ha portato un rialzo di 10 lire, il terremoto in Irpinia del 1980 ben 75 lire, la missione in Libano del 1983 addirittura 205 lire; un +0,0073 euro dall'attuazione del Decreto Legge 34/11 per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali (la benzina per il cinema di “qualità”); +0,112 euro sul diesel e +0,082 euro per la benzina in seguito al Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 ''Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici'' del Governo Monti. Lo stesso premier, fra l'altro, aveva dichiarato qualche tempo fa: “Credo si debba evitare l'aumento dell'IVA”. S'è visto: è già stato programmato l'innalzamento dell'IVA al 22%. Ma qualche taglio massiccio ai costi della politica, quando lo vedremo?

3 commenti

Gian
19:28, 22 ottobre 2012

Come al solito si predica bene e si razzola male; ogni governo fa le proprie promesse da mercante e poi non mantiene mai fede a quanto afferma. E' una vera indecenza che coloro che vengono sempre e comunque tassati siano coloro che usano i vari tipi di autoveicoli (auto, moto, camion, ecc.) vuoi per lavorare vuoi anche, perché no, per il proprio tempo libero o semplicemente per andare a fare la spesa per la propria famiglia. Ma tanto finché noi italiani stiamo sempre zitti e buoni ogni governo farà le proprie manovre che siano o meno gradite a tutti noi. Nessun ulteriore commento perché non sarebbe così educato. 🙁

ANTONIO
20:55, 22 ottobre 2012

io credo che potremmo usare un arma , l'unica a nostra disposizione, ma nessuno che la guidi, mi spiego io non dico di fare scioperi e altre menate del genere, dico solo di punire e farli scannare tra di loro, usare tutti un solo gestore e non italiano in quanto non lo meritano quindi opterei tutti alla shell lasciando deserte le altre pompe, dopo 7 giorni avremmo gia risultati notevoli

Luigi
11:34, 23 ottobre 2012

La proposta di Antonio Costa e´ una proposta molto valida , perció sarebbe molto interessante , per vedere i risultati dopo una settimana .pero noi italiani siamo soli capaci di parlare , peró al momento della verita´ non siamo al´altezza di farlo , ed é semplicissimo.. Con questi politi ladri , corrotti al massimo la soluzione per le prossime elezioni e di non andare a votare , io sono il primo non farlo mentre abbiamo questa gente che fa schifo…

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