(Bari) Marciapiedi invasi dai tavolini: record di denunce

La parola d´ordine è trasgredire. Per quelli che la movida non vuol dire divertimento ma lavoro, va così. Pub, caffè e pizzerie che invadono marciapiedi e isole pedonali a dismisura....

6 ottobre 2008 - 12:44

La parola d´ordine è trasgredire. Per quelli che la movida non vuol dire divertimento ma lavoro, va così. Pub, caffè e pizzerie che invadono marciapiedi e isole pedonali a dismisura. Arredi spesso e volentieri abusivi, strutture che da amovibili diventano permanenti nello spazio di uno notte, fra pedane e ombrelloni che diventano tetti. Rispetto al 2007 le sanzioni elevate dalla polizia municipale ai luoghi della Bari by night sono quasi raddoppiate in appena 8 mesi: a fronte di un quotidiano e costante piano di controlli a tappeto nella città vecchia, e non solo, fino all´11 settembre i vigili urbani baresi hanno elevato ben 94 verbali.

Li sfoglia e conta, uno per uno, Stefano Donati, comandante della polizia municipale e, soprattutto, coordinatore della commissione per l´arredo urbano. «Non chiedetemi quante verifiche – esordisce – effettuano i nostri uomini ogni giorno. Abbiamo scovato decine e decine di strutture non autorizzate o che, nella migliore delle ipotesi, sebbene munite di una regolare concessione per l´occupazione del suolo pubblico non rispettavano le prescrizioni contenute nell´autorizzazione».

E qui il campionario delle violazioni è vario, spiega Donati. «C´è chi sera dopo sera aggiunge tavoli e tavoli occupando ben più del suolo pubblico concesso e c´è chi ignora i requisiti previsti per gli arredi esterni, dalla misura degli ombrelloni all´altezza dei paraventi laterali fino al materiale di cui sono composti tavoli e sedie». Facile il pronostico sulla classifica delle aree più a rischio. Svetta la cittadella della movida, ovvero Bari vecchia, con maggiori situazioni di criticità sulla linea di confine col Murattiano, su corso Vittorio Emanuele dove basta fare due passi per perdersi in una casbah selvaggia di tavolini, ombrelloni e pedane. Ex aequo le piazze Mercantile e del Ferrarese e strade come Re Manfredi e Palazzo di città. «Non si contano i casi di reiterazione delle violazioni: molti locali sono stati multati più volte» riconosce il comandante Donati.
È il contrappasso, evidentemente, a suggerire la via dell´impunità. Colpa, si fa per dire, della legge. «In questo caso, il riferimento normativo – chiarisce – è l´articolo 20 del Codice della strada. E la multa non è affatto elevata: 148 euro. Fatto salvo che, alla sanzione pecuniaria, consegue quella accessoria dell´obbligo di rimozione». Ed è qui che la procedura si fa complessa. Il procedimento diventerà esecutivo attraverso un´ordinanza di rimozione emessa dalla prefettura che notificata poi agli interessati darà altri trenta giorni di tempo al trasgressore finché il Comune agisca su sua iniziativa, provvedendo a rimuovere gli arredi (va da sé a spese di chi ha commesso la violazione).

Ma quanto tempo passerà perché l´iter sia compiuto? «Non meno di sei mesi, ma – avverte Donati – non è un problema di natura burocratica: sono i tempi naturali della legge». Tanto che, riconosce il comandante, di tutti i verbali del 2008, anche per quelli elevati a gennaio la procedura è tuttora in corso. Facile con questa tempistica, allora, che i trasgressori si sentano legittimati a reiterare le loro violazioni. «Soltanto nella riunione di giovedì prossimo – dice Donati – la commissione si ritroverà a esaminare ben 7 nuove pratiche». Qualche caso eclatante nel 2008? «Intanto, la crescita esponenziale dei verbali – conclude il comandante – è il sintomo del nostro continuo operato di vigilanza. Una tipologia di trasgressione ricorrente, semmai, è stata quella di chi pur avendo presentato domanda per ottenere la concessione a occupare il suolo pubblico non ha atteso di ottenerla e ha piazzato sedie e tavolini come niente fosse». Fonte

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