Bankitalia: “Infrastrutture, ritardi drammatici”

Bankitalia lancia l'allarme: il nostro Paese è molto indietro a livello di infrastrutture

22 giugno 2012 - 6:52

Italia bocciata da Ignazio Visco, Governatore della Banca d'Italia, secondo cui l'efficienza della spesa per le infrastrutture nel nostro Paese è molto bassa. Negli ultimi tre decenni, la spesa pubblica per investimenti italiana è stata superiore a quella media di Francia, Germania e Regno Unito. Tra il 1980 e il 2010 la spesa dell'Italia è stata pari al 2,6 per cento del PIL, inferiore a quella della Francia (3,1 per cento) ma superiore a quella della Germania (2,2) e del Regno Unito (1,8). Quindi, secondo Visco, se esiste un divario in termini di dotazione fisica, questo “non può essere ricondotto all'inadeguatezza delle risorse finanziarie, quanto all'esistenza di ampi margini di miglioramento nel loro utilizzo”.

APPALTI – Le informazioni e i dati disponibili, segnala Visco, indicano costi medi di realizzazione relativamente elevati nel nostro Paese, sia per le autostrade sia per l'alta velocità ferroviaria”. Qualcosa di analogo, fra l'altro, era già stato evidenziato da Confcommercio, secondo cui il gap infrastrutturale rispetto alla Germania, negli ultimi dieci anni, ha fatto perdere all'Italia 142 miliardi di PIL. Sul divario rispetto agli altri Paesi europei – dice Visco – pesano le condizioni orografiche e di antropizzazione del territorio, ma “hanno inciso anche scelte tecniche”. Il problema – spiega il Governatore di Bankitalia – è che “in Italia non si effettua una programmazione pluriennale per grandi categorie di bilancio. In particolare, per gli investimenti si ricorre all'assegnazione su base annuale di finanziamenti parziali, dividendo l'opera in lotti funzionali, per attivare il maggior numero di interventi. In tal modo si pone un'ipoteca sui fondi necessari in futuro per il completamento delle opere senza che siano stati assunti impegni formali in merito e senza la certezza che tali fondi saranno effettivamente disponibili nei tempi previsti, con il conseguente rischio di non completare le opere avviate”. Riguardo agli appalti, “il meccanismo espone gli enti appaltanti a rischi di collusione tra Imprese: il prezzo a cui il contratto viene aggiudicato diventa una funzione di tutte le offerte presentate ed è quindi manipolabile dalle imprese; una cordata può pilotare la soglia di aggiudicazione e assicurarsi l'appalto”.

MONITORAGGIO – Sempre in merito ai “ritardi drammatici”, Visco mette il dito nella piaga: le carenze relative ai meccanismi di monitoraggio, specie per quel che riguarda i servizi affidati a “Imprese private concessionarie”. Così procede “a rilento la realizzazione di infrastrutture da parte delle Imprese private concessionarie”. Nello specifico, Visco si concentra sulle autostrade, dove, segnala “sono stati completati solo poco più del 65% degli ampliamenti concordati nel 1997 tra l'Anas e la principale concessionaria [Autostrade per l'Italia] e meno del 50% di quelli decisi nel programma del 2004”. Sarà interessante vedere la reazione di Autostrade per l'Italia a queste affermazioni.

INVESTIMENTI – Intanto, il ministero dello Sviluppo vara un Decreto: risorse per 80 miliardi. Il testo comprende 61 articoli che vanno dalle infrastrutture alle norme sulle imprese, dalla giustizia all'ambiente, ai trasporti, alla istituzione dell'Agenzia per l'agenda digitale. In particolare 40-45 miliardi arriveranno dai project bond e dalle misure per le PMI, e 30-35 miliardi dalle altre misure. “Nei prossimi mesi – ha detto il ministro Corrado Passera – speriamo di sbloccare una ventina di miliardi in infrastrutture” da parte del Cipe. Riguardo all'A3, ha aggiunto, “dobbiamo assicurarci che entro la fine dell'anno prossimo tutti i cantieri della Salerno-Reggio Calabria siano chiusi”.

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