Bambini in auto: un’invenzione italiana per non dimenticarli

Provato in esclusiva un sistema salva bimbo Made in Italy: allerta il genitore che lascia l’auto se il bimbo è a bordo

Bambini in auto: un’invenzione italiana per non dimenticarli
I tragici fatti di cronaca a volte fanno scuola e a caro prezzo, mostrano le conseguenze di un episodio che ognuno spera di non rivivere mai in prima persona: è il caso dei bimbi in auto che la negligenza o la fatalità ha voluto dimenticati nel seggiolino dell'auto. Ma la buona volontà di chi non è andato oltre le promesse si scontra con la geniale intraprendenza di chi è riuscito a trovare una soluzione concreta al problema, si tratta del prototipo di Salva Bimbo e Salva Bebè che l'ideatore, Fioravante Tiveron, ci ha concesso in esclusiva per un test.

SISTEMA MODULARE

Il Salva Bimbo sviluppato dal Dott. Fioravante Tiveron, ha una logica di funzionamento semplice ed efficace che si basa sull'impiego di due cuscini collegati tra loro, uno per il guidatore e uno per la seduta del bimbo. Quando il genitore si alza dal sedile e il bimbo è ancora al suo posto, i sensori nei cuscini comunicano all'unità centrale di attivare la segnalazione sonora (o visiva opzionale). Le applicazioni del brevetto potrebbero essere molteplici, dallo scuolabus all'aereo e nella stessa auto in presenza di più bambini o animali domestici nel vano posteriore. Collegando diversi cuscini in serie, il sistema controlla la presenza di più bambini e può essere configurato assecondando le esigenze di ogni famiglia, con gli accessori che l'inventore veneto propone sul sito web della sua attività di ricerca applicata.

GLI ACCESSORI NON MANCANO

Più di 20 accessori sono stati ideati per i kit Salva Bimbo e Salva Bebè, dalle fodere personalizzate per rivestire i cuscini alle connessioni per lanciare l'allarme tramite il clacson dell'auto, fino al pacco batteria per le auto con accendisigari "sottochiave" e al tappetino rilevatore per chi siede a fianco al guidatore. Con il duplicatore Bebè/Bimbo è possibile ampliare il kit con diversi cuscini (di forma specifica per la seduta del seggiolino o della conchiglia per neonati) mentre l'allarme può essere attivato dal posto guida con cuscino o aprendo lo sportello se il sistema è integrato all'auto. Poiché è comunemente la mamma seduta al fianco del guidatore a occuparsi dei più piccoli in auto, il tappetino specifico può fare da rilevatore principale o ausiliario al cuscino del guidatore: il guidatore è libero di fare benzina o comprare il giornale poiché il sistema è certo che i bambini non sono soli in auto, rilevando anche la presenza di un altro adulto.

DESTINATO AD EVOLVERSI

Da una prima analisi è evidente l'attenzione riservata al package, con illustrazioni, specifiche tecniche dettagliate e istruzioni di montaggio, ma in prova il sistema mostra anche i suoi punti deboli, caratteristici di un progetto destinato a evolversi ulteriormente. I kit già in vendita con certificazione CE sono installabili anche dall'utente (in versione faidate) seguendo le informazioni guidate sia in allegato sia sui componenti del kit, ma la presenza dei cavi nell'abitacolo è predominante e l'aiuto di un tecnico professionista aiuterà a tenere l'abitacolo in ordine. Rivolgendosi a qualsiasi elettrauto, infatti, i cavi si possono occultare come per tutti gli accessori installati in aftermarket e l'ingombrante pacco batteria si può abolire prelevando l'alimentazione per la cicalina direttamente dall'impianto elettrico di bordo. Tra i vantaggi dell'integrabilità del sistema Salva Bimbo/Bebè all'auto, la possibilità di sostituire il cuscino rilevatore del guidatore con l'interruttore della luce di cortesia che si accende aprendo lo sportello. Il kit testato "ad attivazione immediata" appare troppo prorompente nel segnalare al guidatore il rischio di dimenticare il bambino e alla lunga la cicalina può risultare irritante, meglio preferire l'allarme sonoro ritardato o ritardato-sequenziale, tuttora allo studio dell'innovatore. A svelarci nei dettagli i retroscena di questa innovazione d'indubbia utilità sociale è il Dott. Fioravante che ha risposto alle nostre domande.

Dott. Tiveron, quando è iniziatala la sua attività di ricerca applicata?
"

La mia attività di ricerca nasce nel 1982 e da allora continuo a brevettare pratiche soluzioni a problematiche quotidiane che affronto personalmente o mi vengono proposte. Il dispositivo Salva Bimbo e Salva Bebè sono due delle innovazioni che ho realizzato e brevettato tra quelle presentate sul mio sito web".

Qual è stato l'impulso che l'ha spinta a realizzare il Salva Bimbo?


"Qualche mese fa le cronache hanno riportato un episodio concluso per fortuna senza conseguenze drammatiche. A Conegliano un bimbo all'uscita da scuola si era addormentato sul sedile dell'autobus e il conducente sicuro di aver accompagnato tutti i bambini ha condotto il mezzo all'autorimessa. I genitori del piccolo non vedendo il figlio ritornare hanno dato subito l'allarme e qualche ora dopo il piccolo è stato trovato addormentato chiuso nello scuolabus. Un episodio del genere anche senza conseguenze peggiori avrebbe potuto provocare uno shock al bambino".

Ci spiega come una sua idea diventa un progetto e quindi un'invenzione reale?


"Amo passeggiare e andare in bici tra le strade della mia città e non esco mai senza un taccuino e una penna in tasca perché le idee spesso mi vengono all'improvviso osservando ciò che succede intorno. Dal progetto al prototipo il passaggio non è complesso, avendo un passato da Perito Industriale Meccanico prima di laurearmi in Psicologia".

Quanto tempo e risorse ha dedicato allo sviluppo del dispositivo Salva Bimbo?


"Sviluppare il primo prototipo ha richiesto circa 15 giorni intensi di lavoro e un costo indicativo di 500 euro, con il supporto di alcuni collaboratori e un'azienda specializzata nella produzione di cablaggi e componenti elettriche. Presentando personalmente la richiesta di brevetto presso la Camera di commercio ho contenuto i costi di registrazione dell'innovazione a 200 euro e avendo richiesto già diversi brevetti conosco bene la procedura".

Quindi il sistema è già brevettato?


"Si, il sistema è brevettato in Italia come innovazione e stiamo valutando di brevettarlo anche a livello europeo, inoltre ha ottenuto già la marchiatura CE. Dopo test indipendenti durati 1 mese e mezzo sulla resistenza al fuoco, all'usura dei sensori, ecc. il dispositivo ha ricevuto la certificazione per essere commercializzato".

Cosa ci può dire sullo sviluppo dei dispositivi Salva Bimbo e Salva Bebè?


"Sono allo studio alcune soluzioni per l'evoluzione del sistema, come la comunicazione wireless senza fili tra i sensori e l'unità di controllo. Inoltre, con il supporto di aziende specializzate in prodotti per l'infanzia, che hanno già mostrato interesse verso la mia ricerca, il sistema potrebbe essere integrato al sedile dell'auto e ai seggiolini dei bambini, migliorando così il progetto dal punto di vista del comfort e del design. Lo stesso principio di funzionamento può essere sviluppato anche per sonde pneumatiche e di segnalazione in applicazioni antinfortunistiche".

Pubblicato in Test e recensioni il 27 Dicembre 2012 | Autore: Donato D'Ambrosi


Commenti

Mirko il giorno 21 Giugno 2013 ha scritto:

ho avuto la stessa idea diverso tempo fa e dopo gli ultimi episodi ho voluto vedere se era già stata sviluppata ,comunque complimenti all'inventore che mi ha preceduto ,un'altra idea sarebbe che le auto per famiglia lo propongano come optional o perchè no di serie!

Fioravante Tiveron il giorno 29 Giugno 2013 ha scritto:

ULTIMA VERSIONE Dispositivo composto da due rilevatori: il primo collegato al seggiolino del bimbo (potrebbe essere inserito, direttamente dal costruttore sui seggiolini) il secondo tramite una centralina elettronica (posizionato sul quadro di comando, attivabile con la chiave messa in moto) rendendo la struttura pratica e meno ingombrante

Fioravante Tiveron il giorno 14 Novembre 2013 ha scritto:

ULTIMA VERSIONE Dispositivo composto da due rilevatori: il primo collegato al seggiolino del bimbo (può essere inserito, direttamente dal costruttore sui seggiolini) il secondo tramite una centralina elettronica (posizionato sul quadro di comando, attivabile con la chiave messa in moto) rendendo la struttura pratica e meno ingombrante Inoltre viene collegato a dei telefonini e GPS informando Vigili del Fuoco, Carabinieri o Polizia Stradale e Emergenza Sanitaria che intervengono per salvare il bimbo abbandonato. È prevista apertura automatica finestrini.

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